Come sapete quest'anno il gruppo laziale (non di fede calcistica, badate bene

Partiamo dalla scatola che, attualmente, è la più corretta come dimensioni e forme; la Trumpeter, infatti, presenta vistosi errori nella forma degli intake.

Inizio subito col dire che per un esemplare NASA è meglio partire dall'altro kit della Wolfpack, quello dedicato:

Immagine inserita a scopo di discussione - fonte wolfpack-d.com
Perchè questo suggerimento? perchè all'interno del kit che possiedo mancano gli stencil delle walkway sulle ali, le striscioline nere tipiche degli esemplari in carico alla NASA. Sugli esemplari neri basati ad Holloman, ovviamente, queste non sono verniciate.
Per riprodurre un esemplare dell'ente americano mi sono dotato di un interessante foglio della Fundekals, una garage factory americana che propone interessanti prodotti. Inoltre ad una prima analisi le loro istruzioni sono davvero curate e graficamente accattivanti... ecco il link per dare un'occhiata: CLICK!
Purtroppo ci si accorge subito di un piccolo problema... ovvero la mancanza delle walkway prima citate nel foglio aftermarket. Di conseguenza o si verniciano (approccio alquanto delicato dato il fondo bianco), o si rimediano da qualche altra parte... personalmente ho richiesto alla Wolfpack stessa un foglio decal spare proveniente dal kit NASA e, devo dire, sono stati molto gentili nell'inviarmelo. Sto aspettando la consegna... ma c'è tempo prima di doverlo utilizzare.
Comunque... tra i tanti soggetti proposti uno mi ha subito stuzzicato la curiosità, quello con marche N821NA. Oltre ad avere quella vistosa scritta sulla deriva, da quel che risulta l'821 è stato l'unico Talon ad aver "vestito" la fascia blu scura con bordino in oro tra tutta la flotta dei T-38... motivo in più per riprodurlo!
Ovviamente è subito scattata la ricerca della documentazione scoprendo che il soggetto non è molto fotografato ma comunque qualche immagine interessante si trova:
Foto scattata l'1/10/1974.
Foto scattata il 5/9/1978.
La versione che andrò a riprodurre è la seconda, quella del '78... ma consultando le istruzioni della Fundekals mi è saltata subito all'occhio una discrepanza sulla lunghezza e forma della striscia blu in corrispondenza del muso:
Primo dubbio della costruzione che ancora non è ufficialmente iniziata... ha ragione la foto o ha ragione il produttore delle decalcomanie che, magari, è in possesso di un'immagine inedita (e non reperibile sul web) che raffigura il velivolo come disegnato sul profilo?


Ho scritto una mail direttamente al proprietario della piccola ditta il quale è rimasto sorpreso dalla documentazione... mi ha confermato di non averla mai vista e che le istruzioni sono basate su foto più vecchie, come quella del '74. Si è scusato per l'incongruenza ma ha anche affermato che con un pò di "taglia e cuci" delle strisce si sarebbe ottenuta una riproduzione corretta (bè sì... questo lo sapevo già...!


Morale della favola ultimamente non sono molto fortunato con le decal aftermarket, anche questo prodotto non è del tutto corretto. Però la sfida mi intriga ancora di più quindi, a tempo debito, faro numerose prove prendendo le giuste misure per tagliare le bande. Sarà un lavoraccio ma sono sicuro che darà soddisfazione...!
Ma veniamo alle prime fasi del montaggio che hanno avuto inizio, come solito, dall'abitacolo. Lo stampo lo si può definire come uno short run tecnologicamente più avanzato (con tutti i difetti di questo tipo di produzione che si notano anche sulla scatola in mio possesso: plastica vetrosa e parecchie pannellature mangiate/perse causa deterioramento dei materiali), quindi il dettaglio del cockpit non è proprio il massimo per gli standard attuali.
In particolare le pareti laterali, sopra le consolle, hanno un rivestimento in plastica semi rigida che copre cavi elettrici e vari rinvii del sistema di blocco dei canopy. Tali rivestimenti sono ben fotografati nell'indispensabile volume della DACO.

Immagine inserita a scopo di discussione, fonte arcair.com
Da scatola si presenta così:



Le fotoincisioni sono già incluse ma tutto il resto manca. Quindi armato di pazienza e dell'ottimo Magic Sculpt (una pasta bicomponente molto plastica e perfetta da modellare mentre ancora è umida) ho rimodellato le zone laterali aggiungendo anche alcuni dettagli quali i bottoni di fissaggio, alcune piastre di rinforzo e i tubi del sistema anti appannamento dei canopy (rifatti con dei tubicini di ottone della Albion Alloy da 0,2 e 0,4 mm):


La leva di blocco del tettuccio posteriore è andata persa durante la lavorazione e l'ho rifatta da zero sfruttando, ancora una volta, i tubicini della Albion Alloy sopra citati.


Dalle prime prove a secco ci si accorge che la precisione non è la virtù di questo kit (dopo il Tomcat Tamiya ho avuto una specie di crisi da abbandono!!



Inoltre il cruscotto anteriore è stato abbassato di circa mezzo millimetro poichè interferiva in altezza con la relativa palpebra... ricordatevi di dare una limata alle basi prima di incollarlo!

Sistemato un problema... mi sono dedicato ad un altro...! il sistema di apertura dei canopy del T-38 è un meccanismo complicatissimo e affascinante... osservandolo bene ci si accorge che è fatto da tantissimi elementi, bracci, carrucole e contrappesi.
Un abbozzo di queste carrucole, che servono ad evitare che il plexiglass si apra con troppa violenza danneggiando le cerniere, è stampata sulla rotaia del seggiolino dell'istruttore.. ma sono davvero brutte e fuori scala. Così ho deciso... via tutto e ho ricostruito i pezzi con del Plasticard da 0,2 (ulteriormente assottigliato) per rendere gli elementi più realistici:

I due dischetti verdognoli raffigurano altre due carrucole in cui passano i cavi d'acciaio del sistema sopra indicato... essi, poi, si infilano all'interno di quei due cilindri laterali dove scorrono dei contrappesi.
A proposito di meccanismi... quello del tettuccio posteriore è fatto cosi nella realtà:


Immagini inserite a scopo di discussione - fonte cybermodeler.com
Sono rimasto colpito dalla quantità di dettagli che è presente in questa zona e mi sono davvero divertito nel riprodurli e ad aggiungerne il più possibile (cercando di rimanere sempre in scala). Ho usato un pò di tutto:



Tubi di ottone, fili di stagno, Plasticard e, soprattutto, corde di chitarra...! sono state utilissime per simulare quelle due piccole molle alle basi del meccanismo e ancora di più per simulare quei sottili tiranti che spesso sono dipinti in rosso.



Mancano ancora parecchi pezzi all'appello... ci sto lavorando volta per volta cercando anche di capire a cosa servono (che è la parte più interessante) e dove si ancorano/infilano (per ottenere il massimo del realismo). Ci sarà un bel pò da fare... stay tuned!!
