Tornado Gr.1 “Royal Air Force” dal kit Revell in scala 1/72.

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Sicuramente il Tornado è uno dei velivoli che riscuote più successo tra i modellisti di jet moderni: belle colorazioni, insegne variegate, una storiografia interessante e ricca di avvenimenti che lo hanno visto protagonista assoluto negli ultimi conflitti, possibilità di carico, insomma, un velivolo che permette di dare sfogo alle voglie mostruosamente proibite dei modellisti.

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L’oggetto delle mie attenzioni si è rivolto al kit Revell in scala 1/72 credo il migliore in questa scala (a parte un paio di peccati qua e la che se evitati in fase di progettazione avrebbero potuto veramente darci il “non plus ultra”). E’ proprio però per uno di questi “peccatucci” che alla fine mi hanno fatto optare per una rappresentazione un po’ particolare e “movimentata”. Tra l’altro la scatola di montaggio oggetto di questo articolo è stata già presa in esame nelle pagine di Modeling Time: questo il LINK!

Montaggio:

Principalmente il “difetto” del Tornado Revell  sta nel muso un po’ magro. Infatti la forma del radome in questo velivolo è alquanto complessa: convessa al bordo di attacco della fusoliera finisce poi  leggermente concava verso il pitot.  Assieme alla caratteristica deriva, il radome costituisce un tratto distintivo del velivolo ed un po’ tutte le case modellistiche, in tutte le scale, ci hanno sbattuto contro. Per questo motivo mi sono detto “perché non rendere invisibile questo difettuccio staccando il radome???” Nel giro di breve tempo, un bel taglio e via il naso. Ovviamente sarà necessario rappresentare quello che si vede dietro quindi ci vorrà un bell’esercizio di scratch (foto alla mano). Inoltre mi sono studiato già il modo per collocare il radome incernierato e ruotato perché venendo montato alla fine dobbiamo avere tutto pronto per usare meno colla possibile e fissare tutto in modo robusto.

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A questo punto vista anche la disponibilità di un set “avionic bay” Verlinden in resina, donatomi dal mio amico Jacopo, perché non usarlo??? Zac…. Taglio dei pannelli relativi e poi…… tanti improperi per cercare di adattare il tutto  (in effetti erano studiati per il kit hasegawa). Inoltre alla fine, quando il tutto è andato su nel miglior modo che sono riuscito, mi accorgo che i pezzi Verlinden sono un po’ spogli e con poco dettaglio. Ed allora ancora scratch!!!!

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Devo dire che le ali Revell sono molto belle come dettaglio ma attenzione perché queste, una volta montate ed incollate alle due valve della fusoliera (a freccia minima), tendono a “cadere” dando al modello un angolo di diedro che definirei “stanco” che si ripercuoterà sulla linea finale del velivolo. Per questo ho tagliato gli “ingranaggi” di rotazione ed inserito degli spessori tra ala e fusoliera superiore per fissare il tutto cercando di azzeccare un buon compromesso per il diedro alare.

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I carrelli principali sono ben dettagliati per la scala. Avendo avuto problemi consiglierei di montarli prima di chiudere le fusoliere anche se poi, magari, daranno fastidio durante la fase del montaggio. Questo perché hanno una soluzione di incastro un po’ problematica, ed io, montandoli alla fine, a verniciatura ultimata, ho trovato grosse difficoltà per allinearli correttamente. Aggiungendoli subito, invece, si possono forzare, adattare o tagliare senza problemi. Il carrello anteriore invece necessita di modifiche; il martinetto posteriore rappresentato è stato difatti eliminato negli anni. L’esemplare che ho scelto, ad esempio, non lo aveva più. Altra cosa da modificare è l’altezza. Infatti l’incastro nel pozzetto non è proprio uno dei momenti gloriosi della storia del modellismo. Montato così da scatola c’è il rischio di far assumere al modello una linea seduta astile A-4 Skyhawk.

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 Ora direte: “ma tutte ‘ste cose, tu, te le sogni la notte??? Colpa dell‘abuso di Assenzio??? Consulti lo sciamano?????? Interpreti i fondi del caffè????” . Beh a parte qualche bicchiere di rosso che mi permette di fare i tagli ai kit senza pensarci (ma il mattino dopo sai i pentimenti!!) devo ammettere che “giro” molto sul web per vedermi modelli finiti fatti da altri. Ho visto splendidi Tornado Revell  “rovinati”  però dal diedro a “libellula” e dal naso all’insù!!! Ecco tutto nessuna facoltà paranormale.

Verniciatura:

I colori che ho usato sono l’XF-54 ed il Xf58 Tamiya acrilici che dovrebbero ben rappresentare il grigio F.S.36132 ed il verde F.S.34079 della mimetica standard NATO. Secondo me vanno bene, poi nulla vieta di servirvi di tinte ben più codificate di altre marche che più vi aggradano. I colori, come al solito, sono poi stati “trattati” con post-shading abbastanza pesante (visto che l’esperienza mi dice che la cera Future attenua di molto i vari effetti).

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Su questo modello ho voluto rappresentare un pò le varie transizioni nel tempo delle colorazioni, in seno alla RAF, del Tornado: colorazione NATO, “Desert Pink” Guerra del Golfo (serbatoi), tonalità di grigio (pod Sky Shadow). Il tutto rende più interessante “spezzando” l’aspetto scuro generale del velivolo. Una velata leggera di nero stradiluito rappresenterà sulla deriva lo sbuffo nero fumo dovuto agli inversori di spinta. Infine un bel lavaggio molto scuro nei pannelli dopo avere passato il trasparente lucido.

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Ho usato le decals Revell…. Discrete. Però, devo dire, non reagiscono molto al Decalfix Humbrol per ammorbidirle. Alla fine non è che le insegne siano tantissime e molte, comunque, risultano invisibili.

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Conclusione:

Sono abbastanza soddisfatto per avere portato a termine questo modello montato in occasione del Group Build che teniamo annualmente sul forum “Modeling Time” e dedicato, quest’anno, alle Forze Armate Britanniche. Ovviamente mi sarà sfuggito qualcosa nella descrizione ma tenete conto che ho iniziato il modello a Marzo del 2014 portandolo a termine svariati mesi dopo. Non esitate a chiedere per qualsiasi dubbio o critica, mi raccomando!!!

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Inoltre colgo nuovamente l’occasione per ringraziare ancora tra tutti Jacopo il quale mi ha donato il kit in questione con extra di resine e fotoincisioni varie. Grazie Jacopo!!!

Saluti a tutti.

Massimo M. “Pitchup” De Luca.

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