Slow But..Deadly! SBD-2 Dauntless dal kit Academy in scala 1/48.

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intro

“Vorrei,ma non posso.” Quante volte avete pronunciato questa frase davanti ad un modello troppo grande per la vostra vetrina? Beh, sì, ognuno fa quel che può. So benissimo che il sogno di tutti voi è tenere in casa un intero squadrone di B-17 in 1/32, ma spesso i sogni si infrangono contro la dura realtà.

Diciamo però che in questo caso il “sogno” non era poi così ingombrante. Parliamo infatti dell’SBD Dauntless, uno di quei pochi aerei che riusciva a stare comodo su una portaerei senza ripiegare le ali! Ovviamente non parliamo della scala 1/72, altrimenti il problema non si poneva. Più di una volta ho dovuto dire “no” ad offerte che non potevo rifiutare. Ma un conto è cercare inserzioni online e guardare il modello di uno dei tuoi aerei preferiti attraverso un monitor … un conto è trovarselo davanti.

Tant’è che un giorno mi ritrovo con tale kit tra le mani. Me lo guardo malinconicamente. Lo rimetto sullo scaffale. Proseguo verso i kit in 1/72. Nemmeno ci arrivo che torno indietro. Lo riprendo e..tiro fuori il portafogli. Il tutto al grido di “ma chissenefrega, tanto un posto alla fine glielo trovo!”

Il kit & gli accessori:

Non vi annoierò con la storia del velivolo. Mi ritengo il meno qualificato a parlarvene e sprecherei solo bit in nozioni note praticamente a tutti. Tanto scommetto tutta la mia attrezzatura da modellismo che siete qui per sentir parlare di plastica e resina piuttosto che di storia, vero?

Il kit è l’Academy in 1/48. La casa Coreana ha reso a Cesare quel che è di Cesare stampando sulla scatola il marchio della Accurate Miniatures, cioè la casa madre delle stampate. In altre parole trattasi di un “Rebox”, re-inscatolamento di un vecchio modello al quale sono state aggiunte decal di ultima generazione. Nonostante questo, esso non sente minimamente il passare degli anni e può considerarsi un prodotto  di pregio, comparabile con stampi moderni sia per qualità del dettaglio, sia per precisione degli incastri.

Se proprio volete comprare qualche aftermarket, il motore in resina va messo in cima alla lista della spesa. Se siete abbastanza esigenti…ma forse nemmeno troppo..sentirete il bisogno impellente di cestinare quello del kit che presenta vistosi errori di progettazione, come i segni degli estrattori nella zona a vista, e le aste dei bilancieri che si raccordano alla buona con la testata del cilindro. Già che c’ero ho preso qualche altra cosina non proprio indispensabile. Trovate tutto in foto, ma per completezza ve le listo: 1

  • Motore Quickboost QB48052 (per Hasegawa ma vi dirò come adattarlo).
  • Canne master AM-48-029 . Nella confezione ce ne sono due.
  • Life raft container della Quickboost QB48345.
  • Ruote True Details 48058.
  • Set di fotoincisione zoom Eduard FE 284.
  • Xpress mask della Eduard per i vetrini, gentilmente regalatemi da un membro del forum.

 

Montaggio:

Per prima cosa occupiamoci del Life Raft Container… almeno ci togliamo il dente e non ci pensiamo più. Ovviamente si comincia eliminando dalla fusoliera il pannello che vogliamo aprire, e come al solito si parte con tanti piccoli fori interni al pannello per poi avvicinarsi piano piano al bordo a suon di lime e carta vetrata. Ora bisogna incollare il cilindro contenente il canotto all’ interno della fusoliera. Sarebbe tutto molto facile,se non fosse che questo interferisce con la paratia posteriore del cockpit! Soluzione veloce veloce: si arretra un pò la paratia dell’abitacolo e si lima il più possibile il cilindro.

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4 Passiamo ad un altro aftermarket: il motore. Viso che un’immagine vale più di mille parole, ecco a voi l’impietoso confronto tra l’Academy/Accurate ed il Quickboost: 2 Ora però va adattato dato che, come vi dicevo, è progettato per il kit Hasegawa. Per prima cosa si taglia via dal pezzo originale l’innesto con la fusoliera, che poi andremo ad incollare sotto quello in resina.   5 6 Con un occhio alla documentazione, si aggiungono aste dei bilancieri (fili in ottone) e altre tubazioni (rame):

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Da notare che dal pezzo originale in resina è stata rimossa la tubazione che corre intorno alla scatola del riduttore (la vedete nelle prime foto del motore, poco più su) in quanto finiva dietro l’innesto delle aste, mentre in realtà deve stare davanti (come l’ho rifatta io con filo in stagno). Ora diamo un po’ di colore! Basta poco..una mano in white alluminium Alclad, aste dei bilancieri in nero ed infine un bel lavaggio ad olio per evidenziare i dettagli..et voilà!

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A questo punto possiamo passare al cockpit! Come ricorderete, ho comprato il set zoom Eduard..quindi si seguono passo passo le istruzioni fornite nella bustina, tagliando via quello che c’è da eliminare… e si è già alla fase della colorazione! Il Dauntless ha un bell’abitacolo, molto affollato e pieno di particolari da riprodurre!

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Procediamo, infine, con il lucido, un bel lavaggio ad olio, e siamo quasi pronti a chiudere tutto. Ho detto quasi perché prima volevo dirvi qualcosa riguardo i vetrini degli strumenti del relativo pannello. Esistono vari metodi per ricreare l’effetto vetro sui quadranti: cera per pavimenti, Vernidas, Clearfix Humbrol, lucido acrilico… chi più ne ha più ne metta. Ed infatti ho voluto tirare un ballo un altro prodotto: il trasparente lucido bicomponente! Per intenderci, lo stesso lucido steso sulle carrozzerie delle vostre auto. Lo trovate in qualunque autoricambi, diviso in “base”’ e “catalizzatore”. Una volta mescolati, avrete un liquido molto denso ad asciugatura lenta che potrete stendere con calma all’interno delle veglie strumenti. Vi mostro ora il risultato finale in controluce: 18

Detto questo finalmente possiamo dire… si chiude!! 19 Prima di incollare la parte anteriore della fusoliera (divisa in tre pezzi), ho voluto sostituire le volate delle mitragliatrici in plastica con aghi ipodermici tagliati a misura: 20 Come vedete tutto procede molto velocemente. Il kit si monta molto bene e con poco stucco. Infatti ,quasi senza accorgercene, siamo arrivati alle ali. Prima di unirle con la fusoliera ho dovuto correggere una leggera curvatura dei pezzi inferiori. Correzione effettuata inserendo striscioline di plastica all’interno dell’ala stessa. 21 Uniti fusoliera,ali e piani di coda, ecco che il Dauntless prende forma:

22 Il tutto si allinea bene. Le ali sono state fissate con colla Tappo Verde (Tamiya Extra Thin Cement) e tenute in tensione per tutta la notte.

Passiamo, ora,  ad una nota dolente: il meccanismo di apertura dei flap/aerofreni. il kit offre la possibilità di tenere aperti i flap inferiori, e ovviamente fornisce anche il meccanismo di apertura in questa posizione. Dopo le dovute prove a secco il sistema non mi convinceva per niente perchè il pezzo di plastica ha ovviamente una precisione e accuratezza limitata. Più che una riproduzione fedele, un abbozzo. Visto quindi che le cose andavano fin troppo bene, ho deciso di complicarmi drasticamente la vita…ricostruendo tutti i martinetti degli ipersostentatori per rappresentarli aperti! Ma andiamo con calma. Il primo problema che mi si è presentato davanti è stato: “Come creo i martinetti della giusta lunghezza?” – Problema risolto creandomi una specie di supporto che ha mantenuto la superficie di governo incollata, provvisoriamente, in posizione.

23 Ho potuto, così, lavorare tranquillamente sui martinetti. Quest’ultimi ho provato a farli in plastirod, ma non avendo un diametro sufficientemente piccolo ho usato di nuovo l’ottone. 24 Fatti i cinque leveraggi, si stacca il flap in tutta sicurezza e si utilizza la “guida” per l’altra ala, ottenendo la stessa inclinazione. 25 Si ripete la ricetta per gli aerofreni superiori ed il gioco è fatto. 26 27 Ora torniamo un attimo al motore. Per centrarlo bene ho ricavato in maniera approssimativa il centro del disco e vi ho inserito un perno di riscontro: 28 Infine,prima di montare la cappottatura, ho leggermente modificato i flabelli assottigliando lo spessore della plastica e sollevando quelli più in alto

29 A questo punto cominciamo a prepararci in vista della verniciatura! Prima che vi entusiasmate troppo, però, c’è un ultimo scoglio da superare.

In previsione dell’applicazione delle decal, ho voluto chiudere provvisoriamente l’alloggiamento del battellino di salvataggio con il relativo portellino (una Stella andrà posizionata proprio sopra). Quello in resina è talmente sottile e fragile… che si è rotto ancora prima di tirarlo fuori dalla confezione! Ho optato, quindi, per auto costruirlo totalmente. Sono partito da un tondino con un diametro più grande rispetto a quello dell’alloggiamento limando l’eccesso progressivamente. In questa fase le continue prove a secco mi hanno aiutato a capire se le dimensioni fossero corrette o meno. Dopo circa due ore di lavoro ecco il risultato:

31 A dirla tutta il pannellino ha un diametro leggermente più piccolo: questo per facilitare l’azione dei liquidi ammorbidenti sulla decalcomania e facilitarne il successivo taglio. Ottenuto un risultato soddisfacente, ho incollato in maniera provvisoria lo sportello in posizione chiusa..e rimarrà così fino alla fine, quando lo farò saltare via facendo leva con la lama di un cutter.   Colorazione: I colori da me utilizzati sono: Parte superiore:  mix 50/50 di XF-2 e XF-18 Tamiya. Parte inferiore: H-51 Gunze con aggiunta di flat base per rendere il colore opaco. 33

32 Anche se, inizialmente, il colore ottenuto dalla miscela non sembra proprio fedele, con tutti i trattamenti che dovrà subire lo faremo virare piano piano verso il tono che vogliamo. Infatti, dopo aver steso la vernice di fondo bisogna renderla vissuta al punto giusto: si parte con una profilatura delle linee dei panelli con il colore base reso più scuro. A seguire il Post Shading sempre con il colore base, ma questa volta schiarito. Qualche scrostatura ed infine colori ad olio (Nero, bianco e Terra di siena) dati con una spugnetta sulle zone più calpestate:

34 35 Qualche altro colpo di colore ad olio per accentuare lo sporco sulle ali.. 36 37

Prima di andare avanti, qualche nota storica che vi farà apprezzare meglio il lavoro successivo. Il velivolo da me rappresentato, con numero seriale Bu.No.2106, fu inizialmente assegnato al VB-2 e uscì dalla fabbrica con i colori di quel gruppo. La necessità sempre maggiore di uomini e mezzi nel teatro del Pacifico portò ad un continuo ri-assegnamento e ri-organizzazione di mezzi, destino capitato anche al mio esemplare che fu ri-assegnato al VMSB-241. Nei giorni precedenti l’inizio dei combattimenti tutte le insegne di colore rosso furono rimosse (bande rosse e bianche in coda e tondino rosso al centro della Stella)… più che rimosse, “riverniciate alla buona”. Il risultato di tutto ciò sono le obliterazioni che ho riprodotto sul modello e che si notano chiaramente in molte foto dell’esemplare.

38 39 Bene..ci siamo quasi! Il prossimo step è, come al solito, una mano di lucido per favorire la posa delle decal. Decals:

Per questo modello ho deciso di utilizzare le decal fornite dal kit. Proprio il marchio Cartograf stampato in basso a destra sul foglio faceva ben sperare in un’applicazione facile ed indolore, nonostante le insegne sulle ali, sia sopra sia sotto, dovessero adagiarsi su delle grandi fessure. Niente da dire in quanto a lucentezza e bontà del film trasparente quasi a prova di Silvering… ma sono rimasto deluso in quanto a spessore!! Viste le premesse, l’uso del Mr.Mark Softer Gunze (in dosi massicce) è stato fondamentale… anche se non è riuscito a fare miracoli.

41 42 43 Dopo aver terminato gli ultimi particolari quali elica, mitragliatrice, carichi bellici e i flap/aerofreni..arriva il momento di effettuare i lavaggi ad olio, stendere un’ultima mano di lucido e sigillare tutto con l’opaco. 44 55 54 53 52 50 49 48 47 46 45   51     Per maggiori informazioni o domande vi rimando al Work In Progress sul Forum di Modeling Time! Ringraziandovi per l’attenzione,come sempre non mi resta che augurarvi..buon modellismo!! Leonardo ‘thunderjet’ F.

1 COMMENTO

  1. Stupendo Leo e bel weathering. Guardando le foto si puo’ percepire il sapore salmastro dell’acqua di mare….

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