Millenium Falcon dal kit FineMolds in scala 1/144.

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Sono sempre stato un appassionato di modellini e miniature cinematografiche, ma solo da qualche anno ho deciso di costruire concretamente qualche modello cercando di imparare e migliorare di volta in volta. Oltre a voler ricostruire i kit militari posseduti quando ero bambino e costruiti maldestramente (nemmeno colorati!!), i soggetti che preferisco sono quelli di fantascienza di provenienza cinematografica o fumettistica, in special modo quelli di Star Wars/Guerre Stellari. Il primo modello che ho creato è un Tie Interceptor, non rifinitissimo, montato e  colorato a pennello. Poi, dopo aver fatto altra pratica su carri armati e aerei, ho deciso di “fare sul serio” e iniziare l’icona delle astronavi cinematografiche, l’arcinoto Millennium Falcon pilotato nel film da Han Solo/Harrison Ford.

Il kit scelto è il FineMolds scala 1/144 (ho anche quello in scala 1/72, prossimamente…..). La cosa fondamentale per me era riprodurre il Falcon il più possibile simile alle versioni dei film EP IV-V della saga, colori principali e caratteristiche fisiche principali (danneggiamenti, fori da combattimento, ecc.). Ma non avendo tanta esperienza e non volendo complicarmi la vita al primo (veramente, il secondo) kit di Star Wars che realizzo (nutro un certo rispetto per la saga!) ho deciso di evitare superdettaglio, scratchbuilding e illuminazione. Tra le due versioni volante e a terra ho scelto quest’ultima, quindi con carrello abbassato. La scatola comprende una novantina di pezzi di plastica grigio chiaro su tre/quattro sprue, decals e mascherine adesive, e un piccolo sprue di trasparenti per cockpit e basi cannoni. Il dettaglio è ottimo, le stampate precise e pulite senza bave, richiedono praticamente zero interventi di pulizia. Il modello completamente assemblato ha dimensioni finali di larghezza 15,5 cm, lunghezza 21,5 cm, e altezza dal carrello al radar 8-9 cm circa. La plastica è stata, come al solito, lavata in acqua tiepida con una goccia di detersivo per piatti, strofinata con un pennello a setole medio morbide, risciacquata e lasciata asciugare all’aria. Prima di iniziare a verniciare ripulisco di nuovo la plastica con un pennello e alcol isopropilico 70%. Il primer non l’ho usato, perchè il montaggio non richiede particolari correzioni o stuccature,  e la tipologia del modello nasconde bene le linee di giunzione tra le parti, quindi ho saltato questo passaggio.

Ho iniziato come da istruzioni con l’assemblaggio del cockpit e del relativo tunnel abitacolo. Ho aggiunto qualche pennellata di marrone ai sedili e cercato di rendere più varie le superfici con nero, grigio scuro e metallizzato:

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Sull’esterno dell’abitacolo ho subito provato lo spray AS-16 che le istruzioni indicano come colore principale, e che a me piace molto per la sua levigatezza: risultato eccellente, liscio e compatto, ma che avevo il timore potesse coprire troppo i dettagli della plastica e del pre/post shading. Quindi ho pensato di replicare la stessa tinta con gli acrilici Tamiya, provando tre mix diversi e scegliendo il terzo (mix #3) che di fatto è un XF-20 + XF-2 uniti in parti uguali:

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Dopo l’abitacolo sono passato a montare tutti i particolari superficiali dello scafo, i fianchi, i carrelli, i quad laser cannon e relative basi, e disco radar. I trasparenti sono stati mascherati (nota: i modelli dei film erano privi di finestrini trasparenti per esigenze di ripresa). Ho fatto diverse prove di montaggio a secco per verificare tutti gli incastri:

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L’unico problema era sulla linea di giunzione delle due metà del tunnel abitacolo, che anche con la massima pressione rimanevano abbastanza separate:

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Ho stuccato la linea fino allo scafo, perchè in un primo momento mi sembrava dalle foto del film che la parte fosse completamente liscia: invece c’è comunque una linea di demarcazione tra i pannelli, più sottile ma comunque evidente. Quindi dopo aver stuccato e carteggiato, ho anche reinciso le linee e primerizzato di nuovo con il AS-16 Tamiya.

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Per cercare di rappresentare il modello dei film era necessario riprodurre almeno i segni delle battaglie sullo scafo, come i fori provocati dai laser o dagli impatti dei meteoriti: con un Dremel e una punta fresa medio-fine ho creato i solchi e i buchi sul lato superiore, un paio sul lato inferiore e il buco più evidente sul “gomito” del tunnel abitacolo:

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A questo punto, prima di procedere definitivamente con la verniciatura e colorazione, ho deciso di testare la resa dei vari passaggi e di alcuni prodotti per me nuovi, sulle basi dei cannoni laser, nel dettaglio queste fasi:

1. Preshading: linee e recessi XF-84 dark iron, pannelli XF-63 german grey;

2. Shading: “falcon grey”… cioè ho preso mezza boccetta di XF-2 e l’ho riempita con XF-20 e una piccola parte di thinner XF-20A, è venuto un “mix N.3 schiarito” (vedi foto sulla replica del colore AS-16);

(scartato l’utilizzo delle decals incluse per le pannellature: i colori non mi piacevano e mi sembravano poco fedeli)

3. pannellature grigio: mascheratura con nastro tamiya e XF-82 OceanGrey 2 (RAF);

4. pannellarure rosso: mascheratura con nastro tamiya e XF-9 + XF-7 + XF-2 (in un rapporto, andando molto a naso, 3:1:0,5 + thinner);

5. pulitura, altra velatura di falcon grey, correzioni e “chipping”, sempre con il falcon grey (chipping con pennellino e spugnetta, il minimo indispensabile);

6. mano di trasparente Xtracrylix Hannants Flat Varnish (XA1F) per bloccare tutto quanto.

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Poi ho voluto fare un test di lavaggi per evidenziare un pò pannellature e dettagli superficiali, e siccome le basi sono due ho voluto provare due prodotti che ho, con questi risultati:

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Sinistra: base superiore trattata con Mig Neutral Wash P222 e Wash Thinner Mig P239.

Destra: base inferiore trattata con AK Interactive Grey Wash For Kriegsmarine Ships AK303 e Odorless Thinner AK050.

Le differenze a mio parere sono appena percettibili e variano anche in base alla quantità di prodotto che è impossibile dosare in maniera identica tra i dettagli delle due piccole basi (diametro 3,5cm). Quello Mig di sinistra è “più carico” e più marrone, quello AK di destra leggermente più chiaro/trasparente. Visto che è più tenue decido di utilizzare l’AK 303.

Verificati i vari colori e seguendo di nuovo lo stesso ordine di prima, procedo con il preshading dello scafo inferiore, maschero e coloro i pannelli grigi + chipping, e completo i pannelli con il mix per il rosso e un paio con il giallo XF-3 leggermente schiarito con bianco XF-2.

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006_DSC_0007Per verificare una famosa tecnica di invecchiamento dedicata al Millennium Falcon che si trova online da realizzare con i colori a olio, ho iniziato a trattare le superfici inferiori con i colori Mig 502 Abteilung 130 Dark Mud, 070 Dark Rust, 030 Faded Navy Blue, F510 Starship Filth, 092 German Ochre. Raccomando la massima delicatezza nel dosare questo tipo di colori, è molto facile esagerare e sovraccaricare (quindi rovinare) il risultato. In questo caso avrei dovuto usare meno toni ruggine, ma alla fine ho utilizzato il lato inferiore meno visibile proprio per capire se stavo esagerando senza rovinare tutto il modello.

Ho anche scurito i due pozzetti laterali ai carrelli frontali con acrilico nero e una passata di pigmento grigio dato con pennellino da make-up, entrambi tamiya weathering master set (gray da set E, e soot da set B).

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Poi ho completato con un lavaggio generale AK303, e un lavaggio nero AK075 For Nato Camo Vehicles con una spolverata di pigmenti anche sulle due aperture circolari (Mig P023 Black Smoke, da usare con mano leggera perchè molto coprente)

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Sezione con danno, lavorato con gli smalti (AK075 For Nato Camo Vehicles, AK012 Streaking Grime) invece che con gli oli, e pigmenti per sfumare lo “squarcio”:

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Ho provato anche il Dust AK015 per delle “colature” chiare invece che scure, aiuta anche a schiarire un pò i pannelli orizzontali nel caso (come questo) che si fosse un pò esagerato con i toni ruggine e le sporcature.

A questo punto il lato inferiore completato si presenta così:

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Passo alle superfici superiori. Stesso procedimento, con base appena appena schiarita e cercando di rimanere più leggero e delicato:

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dopo aver fissato tutto con una bella mano di Xtracrylic Hannants Satin Varnish (satin per facilitare un pò i lavaggi), ho inserito qualche variazione in alcuni dei pannelli (con lo Starship Filth Mig molto diluito) basandomi su un paio di foto dai miei libri:

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Per il lavaggio generale AK303 che vedete ho deciso di utilizzare il white spirit al posto dell’odorless thinner, appiciccando meno raccoglie anche meno pelucchi e sporcizie e microparticelle varie che sono più rognose con l’altro. Prima del lavaggio ho utilizzato il Gloss Hannants per facilitare questa fase e le successive.

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Le superfici superiori le ho completate con le colature (poche ma definite, ridotte al minimo) utilizzando soprattutto gli AK012 Streaking Grime e AK075 Nato Camo Wash + AK047 White Spirit. Alcuni punti di colore con AK046 Light Rust Wash, e per qualche colatura più leggera il solito utilissimo AK303 Grey Wash for ships (ottimo sui lati come lavaggio generale). Le scie di “fuliggine” sul retro le ho realizzate con un diluitissimo XF1 Tamiya ad aerografo e con pigmenti Mig (principalmente P039 Industrial City Dirt e P023 Black Smoke) e il Tamiya Weathering Set “B” con Soot (fuliggine) e Rust. Ho dato alcuni piccoli tocchi di Chrome Silver X-11 Tamiya con la punta di uno stecchino per mostrare il metallo nei punti danneggiati, così appaiono dei bei riflessi che danno profondità agli squarci e ai danneggiamenti. Su qualche spigolo ho passato della grafite.

Sui lati ho “impolverato” con gli stessi pigmenti + il P024 Light Rust: penso che aggiungerò anche qualche colatura più localizzata con AK012 e AK075, e ruggine AK046 in qualche punto. Magari darò anche uno o due tocchi su lati (e carrelli) con qualche smalto glossy AK dedicato alla resa di olio, carburante e colature di liquidi vari dagli impianti della nave (cose minime). Anche qui ho passato un pò di grafite, per accentuare gli spigoli, le curve dei due airlock laterali e i piccoli particolari delle fiancate.

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Fin qui il modello era satinato (quasi lucido) per aiutarmi con le colature; finiti questi passaggi ho dato una bella mano di Xtracrylix Flat Varnish XA1F della Hannants, rendendolo quasi del tutto opaco.

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Procedo anche con le parti separate (carrelli, disco radar e basi cannoni colorati con i due grigi di base, lavaggio AK303, invecchiati con oli 502 sfumati con white spirit, pigmenti tamiya, e smalto AK 084 Engine Oil che essendo glossy simula bene le colature sui carrelli). Il tunnel dell’abitacolo ha ricevuto lavaggi, colature leggere e pigmenti per cercare di arrivare a una mia versione ideale che racchiudesse un pò le caratteristiche di tutte le versioni cinematografiche (modelli in scala e set):

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Alla fine messo tutto insieme il risultato è questo:

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E’ stato un modello appassionante, più difficile da realizzare di quanto mi immaginassi all’inizio: pensavo si trattasse di buttare colature di sporco e ruggine qua e là, e invece riprodurre la posizione, forma, colori e varietà per avvicinarsi al modello originale è stata una bella sfida. Ora mi aspettano altri kit di Star Wars!

Grazie al forum, a tutti gli utenti che mi hanno seguito e consigliato durante la costruzione e nel thread completo che potete trovare QUI e a Valerio che mi ha invitato a scrivere questo making-of.

Alla prossima!

3 COMMENTI

  1. bello, e notevole il lavoro fatto
    Vorrei farmene uno che ho preso ma le istruzioni in giap dello schema colori non aiutano un gran che … per caso ne hai uno leggibile in inglese almeno xd

  2. Ciao, no mi dispiace, anche io preferirei che fossero almeno in inglese, io ho utilizzato come base quelli in giapponese, di solito sui kit FM ci sono indicati i Gunze e i Tamiya, poi comunque faccio a occhio basandomi sui miei gusti e sulle foto che trovo nei libri e su internet.

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