I.A.I. KFIR C7 – IL LEONE DEL DESERTO. Kit Hasegawa in Scala 1/72

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Un pò di storia…

Per porre rimedio a numerose carenze tecniche denunciate dai piloti israeliani nell’impiego in battaglia del Mirage III, fu dato incarico alla I.A.I. (Israel Aircraft Industries) di studiare la possibilità di una eventuale riprogettazione del caccia francese, allo scopo di eliminarne le manchevolezze e renderlo più idoneo ai compiti richiesti dall’Aeronautica della Stella di Davide. Nasceva così il programma conosciuto come “Black Curtain”, che portò alla realizzazione del Kfir (Leoncino), un monoposto da caccia ed attacco al suolo, che altro era se non un adattamento della cellula del Mirage III per accogliere il più grosso e potente turboreattore General Electric J-79, unito ad un’avionica avanzata di costruzione nazionale. Presentato pubblicamente per la prima volta il 14 aprile 1975 come Kfir C1, equipaggiò due Squadron della Heyl Ha’Avir. Il 20 luglio 1976 fu la volta della versione migliorata C2, che differiva dalla precedente principalmente per l’introduzione di pianetti alari anteriori canard a freccia, che ne miglioravano la manovrabilità e le prestazioni in fase di decollo ed atterraggio. La versione più recente del velivolo è la C7, sviluppata nel 1983. Notevolmente più potente delle precedenti serie grazie al nuovo motore J-79 GE-19, possiede un’avionica aggiornata con abitacolo HOTAS (Hands On Throttle and Stick, mani sulla manetta e sulla barra) e l’adozione opzionale di un radar multifunzione EL/M-2021. Ulteriori migliorie consistono nell’aggiunta di due piloni esterni, allo scopo di aumentare il carico di bombe convenzionali o a guida laser. Costruito in più di 200 esemplari, rimane oggi in servizio di prima linea nell’Aeronautica Militare israeliane come caccia bombardiere, eclissato, nel ruolo d’appoggio tattico ravvicinato, dal più recente F-16 Fighting Falcon. Modellisticamente parlando, il Leoncino è un soggetto molto interessante e originale, sufficientemente riprodotto dalle ditte del settore, anche se i kit attualmente in commercio non possono certo considerarsi delle novità assolute. Analizzando la sola scala 1/72, il modello meno datato è quello dell’Italeri, che contraddistinto dal numero di catalogo163, offre la possibilità di realizzare sia un C2 sia un C7, mentre l’Hasegawa fornisce due scatole, relative però alla sola versione C2, che usano entrambi lo stesso stampo, con la sola differenza del foglio decals. Per meglio approfondire l’argomento Kfir e, perché no, dotare la nostra collezione di un bell’aereo, ci siamo cimentati nella costruzione di questo prodotto dell’industria aeronautica israeliana, approfittando anche del fatto di avere tra le mani una delle realizzazioni della ditta giapponese.

IL MODELLO.

Pur se relativo alla versione C2, Il kit Hasegawa può essere facilmente trasformato nella successiva variante C7, perché, come già accennato, le modifiche sono più interne che esterne. Il modello, numero di catalogo 608, è racchiuso in una robusta scatola di piccole dimensioni, con gli interni composti di quattro stampate di plastica color nocciola chiaro più una per i trasparenti per un totale di circa 53 pezzi. Immancabili, naturalmente, le istruzioni ed un buon foglio decals sufficiente per realizzare due mimetiche del velivolo originale. La scatola denota in molte soluzioni la sua non giovane età, stiamo parlando del 1987, principalmente per il dettaglio di superficie totalmente in positivo, fatto questo che ci ha ovviamente costretto a reincidere pazientemente tutte le varie pannellature, vani e prese d’aria presenti sul velivolo reale. A tal proposito, abbiamo utilizzato l’apposita punta della Dragon aiutandoci con delle dime Verlinden e con degli profili in scala dell’aereo reperiti sul numero 2 Febbraio 1988 di Aerei Modellismo. La prima fase del montaggio ha riguardato, come prassi abituale per gran parte dei modelli, la zona abitacolo. Il kit fornisce la vasca, completa di consolles laterali e del pozzetto carrello anteriore, il cruscotto con relativa decals per gli strumenti, la cloche ed un’inutilizzabile seggiolino Martin Baker Mk.4A. Quest’ultimo è stato prontamente sostituito con un Mk10B in metallo bianco dall’Aeroclub (codice J011), ulteriormente migliorato con l’aggiunta delle cinture di sicurezza e delle leve d’espulsione. Una seconda modifica ha riguardato l’aggiunta dell’Head Up Display, autocostruito con un quadratino d’acetato trasparente e fissato sulla palpebra del pannello strumenti principale con una goccia di Kristal Kleer. L’intero cockpit è stato quindi completamente verniciato in Neutral Grey (FS 36173), ad eccezione del seggiolino eiettabile con la struttura in Flat Black (FS 37038), l’imbottitura in Olive Drab, il poggiatesta in Dark Tan (FS 30219) e le cinture di sicurezza in Medium Sea Grey (FS 36270). La strumentazione è stata riprodotta applicando le sopracitate decals, che svolgono più che bene il loro compito, considerando anche le ridotte dimensioni dell’abitacolo stesso.

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Prima di effettuare la chiusura delle due semifusoliere, si è applicato la parte terminale del motore riguardante l’ugello di scarico a geometria variabile, preventivamente dipinto in Gun Metal, appesantito il muso con buoni 20 grammi di piombini da pesca e distaccato il fragilissimo tubo di pitot, per evitare spiacevoli quanto facilissime rotture durante la lavorazione del modello stesso. Seguendo le indicazioni dettate dalle istruzioni si sono messi insieme tutti gli altri elementi, quali prese d’aria, pianetti canard e ali. L’unione tra loro non è particolarmente complicata, perché l’operazione è facilitata dagli utilissimi perni di riscontro, ma bisognerà comunque fare molta attenzione nel far combaciare nel miglior modo possibile gli stessi evitando la formazione di gradini lungo le giunzioni. L’uso dello stucco si è comunque reso necessario per raccordare tutte le parti, ed allo scopo di evitare di rovinare durante la carteggiatura il lavoro di reincisione delle pannellature precedentemente realizzate, le stesse sono state accuratamente mascherate con del nastro adesivo per carrozzieri. La successiva fase ha riguardato il posizionamento del parabrezza, che fissato alla fusoliera con del collante epossidico, è stato poi adeguatamente stuccato lungo la giunzione. Il susseguente lavoro di carteggiatura della stuccatura stessa, e quello di lucidatura del vetrino per eliminare gli antiestetici graffi, è stato effettuato con estrema attenzione e pazienza, nel solo intento di evitare di ritrovarci con il trasparente in mano e molto tempo sprecato. Per riportare il vetrino alla sua naturale trasparenza ci siamo serviti dell’utilissima pasta abrasiva Plastic Polish della Bare Metal, dalla facile applicazione e dagli ottimi risultati. Questa prima lunga fase della lavorazione, ha avuto termine con il montaggio delle quattro piccole prese d’aria in fusoliera (pezzi n° D 1-2-3-4) e dei due braccetti di controventatura degli ipersostentatori (pezzi C 13-14). Per quanto concerne i carrelli, quelli forniti sono più che buoni e l’unico intervento apportato ha riguardato l’eliminazione di piccole sbavature presenti sulle gambe di forza. Anche i relativi pozzetti non necessitano d’ulteriori rifiniture, se non nell’aggiunta delle solite tubature elettriche e idrauliche, ottenute con il classico sprue. Discorso a parte per i carichi di caduta, per i quali abbiamo stravolto completamente l’originale configurazione prevista dal kit. Osservando le foto in nostro possesso, si è notato che normalmente i KFIR montano una combinazione di due Sidewinder o Shafrir per l’autodifesa sui piloni esterni, più due serbatoi supplementari per il volo subsonico da 1300 litri su quelli interni. Normalmente il pilone centrale sotto la fusoliera rimane inutilizzato, ma all’occorrenza può essere installato un MER (Multiple Ejecter Rack) con sei bombe convenzionali Mk.82 per missioni di bombardamento al suolo, come ben mostra l’immagine pubblicata a pagina 32 del numero di Maggio 1995 d’Aerei. Per realizzare tale configurazione è stato necessario eliminare gli errati serbatoi supersonici da 500 litri e autocostruire i piloni su cui saranno posti quelli da 1300 litri. Per far ciò abbiamo ritagliato da un foglio di plasticard dello spessore di 0,5 mm, due rettangoli lunghi 25 mm e alti 4 mm e dopo averli lavorati con energici colpi di lima, li abbiamo posizionati prendendo come riferimento i fori dei perni di riscontro già esistenti. Ritornando poi ai serbatoi da 1300 litri, il kit ne fornisce solamente uno e questo che ci ha costretto a ristampare il secondo in resina, mentre gli inadeguati missili aria-aria presenti nel kit sono stati rimpiazzati da due AIM-9 provenienti dal set “Aircraft Weapons III” (codice X 72-3) della stessa casa giapponese.

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Conclusa questa ulteriore fase del montaggio, siamo passati alla verniciatura vera e propria. I KFIR in forza alla Heyl Ha’Avir, hanno ricevuto nel corso della loro vita operativa vari schemi mimetici. Al momento della sua nascita, la maggior parte dei velivoli militari portavano la livrea standard a quattro toni composta dai colori Pale Green FS 34277, Dark Tan FS 30 219 e Sand FS 33531 per le superfici latero-superiori e Blue FS 35622 per quelle inferiori. Dal 1977 l’Aeronautica Israeliana diede disposizioni affinché tutti i caccia multiruolo e per superiorità aerea adottassero una mimetica a due tonalità di grigio, cioè interamente in Grey FS 36375, a chiazze sfumate molto estese in Grey FS 36320. Per il nostro modello abbiamo scelto quest’ultima, senza dubbio la meno riprodotta. Prima di cominciare, abbiamo steso una mano di fondo grigio e quindi verniciato gli interni dei pozzetti carrello, dei portelloni ed il Mer in Insigna White FS 17875. Sull’intero modello è stata poi applicata la mimetica a due toni, sovrapponendo al 36375 il 36320, utilizzando allo scopo delle mascherine di cartoncino. Unica eccezione il musetto in Flat Black e il contenitore del paracadute freno in Sky Green FS 34504. Bianchi anche gli AIM-9D con la testata bellica sempre in Flat Black, ed in Olive Drab FS 34088 le sei Mk.82. I serbatoi sono stati invece dipinti con il primo schema mimetico sopra menzionato, sfumando tra loro i colori.

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Prima di posizionare le decalcomanie abbiamo reso più “operativo” il modello sporcandolo con dei colori ad olio molto diluiti. Per le fasi finali di rifinitura si è agito come solito, stendendo una mano di trasparente lucido prima di applicare le insegne. Premettendo che le foto in nostro possesso mostrano il velivolo da noi riprodotto con il solo numero 845 come codice individuale e nessun stemma di stormo o squadriglia, abbiamo ricavato questo numero dal nostro magazzino decals, e dal foglio Hasegawa quel che riguarda coccarde, walk around e stencils in generale. Particolari problemi si sono avuti nel collocare le walk around rosse che hanno la pessima tendenza ad accartocciarsi durante il bagno nell’acqua. Un nostro consiglio è quello di non immergerle troppo a lungo, e di aggrapparsi a qualche santo di famiglia nella speranza che non si rompano durante il loro posizionamento. Una mano di trasparente opaco darà il tocco finale all’intero lavoro. Prima di concludere, ci si dovrà ricordare di montare leggermente socchiusi i portelloni del carrello posteriore poiché a terra assumono questa particolare posizione. Dopo aver verniciato le varie luci di navigazione e fari d’atterraggio, aver aggiunto gli specchietti retrovisori sul trasparente ed applicato lo stesso in posizione aperta, il tubo di pitot ed essersi autocostruiti con dello sprue filato a caldo, le due sonde anemometriche poste di fronte al parabrezza e sul dorso della fusoliera, è stato finalmente possibile riporre in vetrina il nostro modello.

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TABELLA DI CORRISPONDENZA COLORI:

COLORE

F.S.595A HUMBROL MOLAK XTRACOL. GUNZE TESTORS
Neutral Grey

36173

176

36173

X132

H53

Medium S. G.

36270

126

LBX2

X3

H335

1725

Grey

36375

127

36375

X136

H308

1728

Grey

36320

128

36320

X135

H307

1741

Barley Grey

36314

64

4MF

X143

H334

Dark Tan

30219

118

30219

X102

H310

1742

Sand Yellow

33531

121

33531

X105

H313

1706

Light Blue G.

35622

122*

35622

X149

H314

1722

Sky

34504

23*

9

X7*

H74

Olive Drab

34088

155

34087

X111

H304

1711

Flat Black

37038

33

37038

X404

H12

1749

* Colore più simile