F16-A Plus “Fighting Falcon” – dal kit Hasegawa in scala 1/72.

1
717

Ritorno a scrivere dopo un paio di mesi dal mio ultimo articolo e stavolta vorrei presentare la mia ultima creazione… L’F16-A Plus Fighting Falcon o come i piloti lo chiamano, il “Viper”. Questa piccola vipera sarà  il mio ultimo modello in 1/72, almeno per il momento in quanto sto già lavorando sul mio primo jet in 1/48 e già mi sono affezionato a questa scala. Credo che ormai tutti voi appassionati conoscete bene la storia e le mansioni di questo aereo che ormai è diventato un classico del modellismo…e quindi parto direttamente con le cronache della costruzione che è il motivo per cui state leggendo…

Questo modello l’ho realizzato completamente da scatola ad eccezione del sedile eiettabile che nel vero Viper è un Aces II e che qui viene rappresentato da un bel Pavla in resina. E’ il primo pezzo in resina che monto su un mio kit dato che sono un amante delle migliorie fatte in scratch ma stavolta ho iniziato a convertirmi…

Come al solito si inizia dall’abitacolo che da tradizione Hasegawa è scarno e i pannelli degli strumenti sono rappresentari da decal, quindi con pochi minuti si monta, non è affatto un granchè ma se si vuole realizzare un modello da scatola ci si deve accontentare e così ho fatto. Ho vivacizzato quello che potevo con un bel lavaggio ad olio in grigio payne misto a nero al 50% mentre la tinta di base è il grigio Molak 14. (FS 36270)…

Il montaggio procede in un soffio, fusoliera ed ali vengono insieme come mai mi sarei aspettato,  l’unico problema è la presa d’aria ventrale che non avendo punti di riscontro fa penare un bel po’. Necessita infatti di una sana (mica tanto) stuccatura con conseguente carteggiatura e reincisione delle pannellature.

Essendo una scatola datata 1992, non c’è da aspettarsi la perfezione e se volete un consiglio provate a montare il cono di scarico con un po’ di colla vinilica, carteggiate gli scalini tra la fusoliera e il suddetto cono. Poi smontatelo e verniciatelo a parte. Dato che ci siete fate anche un bel dry brush ai petali. Io l’ho fatto con dell’acrilico X11 Tamiya, non vi troverete così a farlo con l’aereo verniciato e nella fase più delicata di tutto il montaggio…come purtroppo ho dovuto fare io. Un altro pezzo dell’aereo che non mi è piaciuto è la piccola porzione di plexiglas che si unisce con il grosso parabrezza, è molto più larga della base su cui andrà a poggiare ma una volta messo il tettuccio sarà una cosa che non noterà nessuno…tra qualche tempo me ne dimenticherò anch’io!

Sebbene sia ben proporzionato e dall’aspetto snello e realistico come non succede spesso in scala 1/72, una volta finito ed appoggiato sulle sue gambe vi accorgerete che siede un po troppo in stile F-8 Crusader, quindi vi consiglio anche di limare un po’ il carrello anteriore e anche di togliere dal suo portello i punti di riscontro o meglio gli attacchi che lo uniranno al pozzetto perchè non combaciano bene lasciandolo un po’ storto…almeno di questo me ne sono accorto prima!!!

Passando alla verniciatura che come ripeto in ogni articolo è la parte che mi diverte di più, c’è da stare attenti a come si maschera il confine tra la zona in grigio e quella in grigio scuro. La prima versione, come ad esempio il mio F16-A, che operava nell’83 ad Hahn in Germania dell’ovest si differenzia dagli “esemplari di vipera” più moderni che cambiano di tonalità ai tre quarti del tettuccio. Il grigio negli “A” diventa più scuro alle spalle dell’abitacolo ed  in rete potete anche trovare degli esemplari danesi di F16-A nuovi di zecca e scintillanti con le walkways belle limpide con questa colorazione piuttosto vintage…

Per iniziare la colorazione ho steso il mio primer di fiducia il Grigio Molak M14 (fs 36270) sopra il quale ho spruzzato un consistente pre-shading in nero lucido. Avendo deciso di realizzare il modello molto consumato non ho usato due differenti tonalità per il muso e per il ventre dell’aereo che era previsto in Light Grey. Ho così uniformato il tutto ancora con la tinta grigia Molak M14, che andrà a tingere appunto il muso, la parte inferiore del Falcon ed anche la sua profilata deriva. Il cono del radar andrà dipinto in quello che io ho interpretato come dark sea grey, in questo caso un molak, mentre la tinta scura sul dorso dell’aereo è il Tamiya dark grey fs 36173.

Per quello che concerne l’invecchiamento o meglio la totale distruzione della vernice del mio F16 ho effettuato un lavaggio ad olio in bruno van dyck misto a nero al 50%, diluito in acqua ragia che ho tirato via lasciando un bell’alone. Ho stemperato il velo di zozzeria con un bel post shading con i colori di base desaturati… non è stata un operazione semplice e ho dovuto fare numerosi tentativi essendo per me una novità. Le linee dei pannelli sono state fatte con lo stesso mix di tempere ad olio diluite nell’immancabile acqua ragia ma con un lavaggio più preciso nelle linee. In seguito ho lucidato con trasparente acrilico Gunze allungato con il suo diluente specifico sul quale sono state appoggiate le decal Hasegawa che oltre a determinare un silvering consistente sono spesse e fanno un discreto scalino. Sopra alle decal e a tutto il modello ho passato un’altra mano di lucido che ho poi spento con il trasparente opaco Gunze diluito nel suo specifico ed ottimo diluente. I trasparenti Gunze li consiglio vivamente rendono una finitura da favola al vostro modello. No ragazzi, la Gunze non mi sponsorizza è pubblicità gratuita eheheh….

Per la prima volta ho usato per rifinire i plexiglas la miracolosa cera Future, che veramente ha proprietà magiche nel togliere rigature, ditate ed imperfezioni dai trasparenti…come mi è stato insegnato dal buon Valerio (Starfighter84). Basta immergere il tettuccio nella cera e poggiarlo su uno scottex per farlo scolare. Dopo un quarto d’ora avrete il canopy dei vostri sogni. Lucido, perfettamente trasparente, con dei riflessi da rimanere a bocca aperta e….dall’ottimo profumo di pesca! Non si finisce mai di imparare nel mondo del modellismo!!!

Per quello che riguarda i carichi subalari ho deciso di montare solo i 2 serbatoi ausiliari lasciando nello shelter il serbatoio ventrale, le cluster bombs e i 4 missili sidewinder Aim-9l e Aim-9j, nonostante avessi lavorato tutte le parti. Non ho voluto riempire il modello di armi per non appesantirne la linea molto piacevole che la General Dynamics ci regalò tanti anni fa!

Il montaggio delle gambe di forza dei carrelli procede abbastanza speditamente anche se non è poi così facile, qui ho avuto un piccolo inconveniente in quanto il tubetto di colla mi è scivolato di mano staccando uno dei due serbatoi ausiliari. Le ruote vanno colorate naturalmente in nero sfumando come meglio si crede ed a piacimento facendo solo attenzione a verniciare in nero i cerchioni delle ruote posteriori, in alcune serie del Fighting Falcon sono state fatte così! Comunque non è un problema perchè anche nelle istruzioni viene specificato di farli neri. Il dettaglio dei vani carrelli è buono, nei limiti della scala, ed il tutto va dipinto in bianco opaco come la parte interna dei portelli. Ho reso vivo e tridimensionale  il tutto con una passata di olio diluito in acqua ragia. In questo caso color Bruno Van Dyck….

Beh ecco tutto, se volete divertirvi a fare un classico dell’aviazione moderna l’F16 è quello che fa per voi, qui sotto includo alcune foto delle fasi del montaggio, spero che il modello vi piaccia e come al solito se avete qualche appunto fatelo pure. Le critiche costruttive sono un bagaglio non indifferente per un modellista che vuole migliorare la sua tecnica!!!

Prima fase: il montaggio, da notare la perfezione degli incastri e la poca luce che c’è tra ali e fusoliera…

Secondo passo…la verniciatura che lascia trasparire il pre shading….

La parte inferiore dell’aereo verniciata…

Modello “post shadizzato”, lavato con gli oli e decal posizionate. In attesa di ricevere gli ultimi due strati di trasparente, uno lucido ed uno opaco per la rifinitura…

L’aereo terminato, in questa foto si può apprezzare i miracoli fatti dalla cera future sul canopy!!

Ecco qui, nonostante sia un velivolo che non amo molto l’F16, in quanto per me è troppo moderno…l’ho portato al termine.  Quasi un paio di mesi di lavoro ed ora il Viper, come adoro chiamarlo fa bella mostra di se al fianco degli altri miei caccia!

A presto, Mauro “CoB” Balboni…..

1 COMMENTO

  1. Caspita marco è bellissimo. Io lo montai così ma tanto tempo fa ed aera dipinto a pennello. Complimenti. lavoro molto bene eseguito e di grande effetto ottima verniciatura. Ciao silvio

Rispondi