Once We Were Enemies – Spitfire Mk.Vb Trop dal kit Hasegawa in scala 1/48.

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Per chi come me è un modellista (o presunto tale) appassionato di “eliche” e soprattutto dei velivoli che hanno servito nell’Aeronautica Italiana (sia essa Regia, A.N.R. o A.M.I.) è impossibile prima o poi non “affrontare” lo Spitfire nelle varie versioni che sono state impiegate con le coccarde tricolori.

27840694911_0890fc516d_hNon mi dilungherò sulla storia di questo arcinoto e stra conosciuto caccia, uno dei pochi ad aver attraversato l’intero arco della Seconda Guerra Mondiale, dal 1939 al 1945, e ad essere presente in tutti i teatri di guerra. Mi limiterò, quindi, a descrivere la scelta dello specifico velivolo, la costruzione e (soprattutto) la colorazione.

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L’ esemplare che ho voluto riprodurre è un Mk.Vb che la nostra stremata Aeronautica ricevette in “generoso dono” dalla R.A.F. nel 1944; erano cellule con parecchie ore di funzionamento sulle spalle, scarti della linea di volo della “Balkan Air Force” e della “Mediterranean Air Force” essendo queste transitate sui più nuovi e prestanti Mk IXc. Di conseguenza si resero disponibili diversi Spitfire Mk.Vb e C che furono messi a disposizione della Regia Aeronautica (la denominazione ICAF o ICBAF non esiste in alcun documento ufficiale italiano -Ndr) e che vennero impiegati sui territori Jugoslavi e balcanici in appoggio alle nostre truppe di terra ed ai partigiani titini. L’ ultima sortita della Regia Aeronautica nella II G.M. fu eseguita proprio da due Spitfire sui cieli di Belgrado.

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Il modello:

Senza dubbio la migliore scelta in scala 1/48 per riprodurre uno Spitfire MkVb Trop è la scatola Tamiya, seguita da vicino dall’ Airfix di recente uscita. Non possedendo né l’una né l’altra, ho optato per il vecchio ma comunque valido kit Hasegawa che soffre di qualche difetto dimensionale (concentrato sulla fusoliera) e di carrelli che assumono una posizione troppo verticale a modello finito; tutto sommato, comunque, si difende ancora più che bene.

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Come aftermarket ho deciso di utilizzare il cockpit in resina Aires (buono nel dettaglio ma come al solito carente nel fitting) e, ovviamente, il foglio Modeling Time Productions dedicato agli Spitfire italiani (più un altro accessorio in corso d’ opera…anzi, a modello praticamente finito).

Il montaggio:

La scatola della casa giapponese non ha dato eccessivi problemi, per gli interni è stato sufficiente limare fino alla quasi trasparenza le pareti ed il pavimento del set Aires per far chiudere le semi fusoliere in modo corretto.

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La costruzione è partita, come solito, dal “pilot’s office” in resina.  Per favorire la precisione degli incastri solitamente fisso le pareti alla fusoliera e poi inserisco pavimento e quadro strumenti alla fine. In questo caso, al contrario, ho dovuto assemblare tutta la vasca poiché il set ha la struttura dell’anti capottata solidale alle fiancate e va, giocoforza, stuccata e sistemata prima di inserirla nel suo alloggiamento.

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L’abitacolo è stato verniciato con il seguente mix

  • 60 gocce di Verde F.S.34227 (Gunze H-312) più 6 gocce di Medium Sea Grey XF-83 Tamiya.

Il seggiolino, in cartone pressato ed indurito con una resina plastica, è dipinto con questa miscela:

  • 30 gocce di Tan F.S.30219 (Gunze H-319) + 3 gocce di Tamiya XF-79 Linoleum Deck Brown.

Nelle foto noterete che il cuscino dello schienale è stato lasciato in marrone; al contrario, dopo la segnalazione dei due amici del forum – Fabio e Umberto – lo stesso è stato ricolorato in nero opaco (stesso utilizzato, tra l’altro, anche per il cruscotto).

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A parte questi piccolo inconvenienti, e la necessità di inserire un congruo quantitativo di strisce di Plasticard nel raccordo ala-fusoliera inferiore, il modello si costruisce da solo. I due gusci che compongono la carlinga combaciano alla perfezione e così anche tutti i vari sottoinsieme, tanto che in brevissimo tempo il mio Spit era già assemblato e pronto per la fase più divertente…

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La colorazione:

E qui arriviamo ad una delle vicende più controverse su cui i modellisti italiani si sono “scontrati” negli anni.

Per la colorazione, come faccio sempre, ho cercato di documentarmi, leggere il maggior numero di informazioni ed usare, per quanto mi è possibile, il cervello per interpretare correttamente le immagini e le notizie giunte fino ai nostri giorni. Dopo un po’ di studio sono giunto ad una conclusione sicuramente soggettiva: se sono passati più di 72 anni, ma è ancora difficile riuscire a definire con certezza la colorazione dei “nostri” Spit, credo che NESSUNO (ed ovviamente anche il sottoscritto) possa affermare con certezza assoluta di essere “il depositario del verbo”!

Fino a qualche tempo fa si ipotizzava che i nostri Spitifire avessero utilizzato uno schema in Dark Earth/Desert Sand su superfici inferiori in Azure Blue (colorazione tipica del teatro nordafricano, provenienza ultima dei velivoli poi ceduti alla R.A.); tale schema A MIO PARERE non è rispondente al vero. Il ritrovamento e la diffusione di un filmato girato proprio nella base di Canne (BN), da parte dell’Imperial War Museum Inglese, ha evidenziato come in realtà questi adottassero una mimetica in grigio/verde (schema cosiddetto “continentale”) con visibili sovra verniciature delle insegne originali inglesi!

Quindi, per quanto visto nel video ed in seguito ad un per un mio personalissimo e contestabilissimo ragionamento, la R.A.F. tendeva ad essere particolarmente fiscale con le mimetiche di Teatro. Ad esempio, gli Spit Vb/Vc e gli Hurricane inviati a difesa di Malta, poiché operanti maggiormente sul mare, furono riverniciati in toni di grigio ed azzurro durante il viaggio verso la roccaforte nel Mediterraneo; gli Squadron operanti in Africa ad inizio 1943 avevano la “camo” desertica o mediterranea, e gli stessi reparti – appena trasferiti in Italia – riverniciarono i loro velivoli con i colori “continentali”.

Sulla scorta di quanto detto sopra, ho deciso di riprodurre il mio modello con lo schema grigio/verde usando come riferimento i colori Tamiya XF-61 e Gunze H-305 per le superfici superiori. Per quelle inferiori ho optato per il Gunze H-306.

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Il post shading l’ho effettuato aggiungendo una goccia di giallo al verde ed una goccia di “off white” al grigio, ed è stato eseguito subito dopo la colorazione.

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Il passo successivo è stato ricreare le obliterazioni delle insegne inglesi (o jugoslave) con vernici Italiane, quindi usando il Grigio Azzurro Chiaro per le coccarde e Verde oliva scuro per la “fin flash” e lo “spot” sul filtro Vokes. Per le insegne di nazionalità, al fine di ottenere dei cerchi con lo stesso diametro ma sfumati come erano in realtà, ho prima spruzzato il colore all’interno delle mascherature rotonde, poi ho sfumato i contorni a mano libera.

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Dopo aver terminato la verniciatura ho steso un paio di mani di Clear Tamiya e poi applicato i lavaggi ad olio e le decal. A questo punto il modello era ormai pronto per le rifiniture finali: carelli (che soffrono del citato difetto di angolazione che non ho corretto), asta antenna, volate dei cannoni da 20 mm…e qui si è presentato un fastidioso problema; le coperture solidali alle ali nel modello combaciano benissimo e sono perfette, ma le canne vere e proprie sono esageratamente fuori scala! quindi ho deciso di eliminare tutto, ordinare un set di canne in ottone tornito della Master e installarle …il tutto a modello praticamente finito!

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Seppur con molti sudori freddi credo che l’operazione possa dirsi riuscita… e dopo quest’ultimo inconveniente ho passato su tutto il modello una mano di trasparente opaco Gunze H-20 e, finalmente riposto il mio primo Spitfire in vetrina!

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Devo dire che dopo essermi documentato ed aver scambiato opinioni con tutti quelli che mi son stati dietro durante la costruzione, ho rivalutato il velivolo…ma continuo a preferirgli l’Aquila di Augsburg, il Bf.109!

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Un grazie particolare a Fabio, Valerio, Enrico ed Umberto per le “dritte” ed a tutto il forum di www.modelingtime.com per la pazienza!

Anche altri utenti di MT si sono cimentati con uno “Spitfire italiano”! date un’occhiata QUI QUI!

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Buon modellismo a tutti! Alessandro – Argo2003 – Gerini.

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