European Deuce – F-102A Delta Dagger dal kit Meng in scala 1/72.

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Il Convair F-102 Delta Dagger, chiamato più comunemente “Deuce”, fu un caccia dell’USAF che entrò in servizio nella seconda metà degli anni ‘50. Progettato come intercettore, il velivolo era privo del cannone (arma considerata obsoleta all’epoca – con la stessa filosofia furono costruiti anche i Phantom destinati all’U.S. Navy) e armato di soli missili aria-aria. Gli ordigni, inoltre, erano alloggiati all’interno di una stiva ubicata nella fusoliera per rispettare la “regola delle aree” e aumentare le prestazioni aerodinamiche della macchina. L’F-102 fece parte, insieme con altri aerei, della famiglia dei “Century Series”, progetto al quale sto lavorando da un po’ avendo già realizzato l’F-100 e l’F-101.

Il kit:

Per realizzare questo splendido velivolo mi sono affidato alla Meng che, in scala 1/72, ha finalmente offerto una validissima alternativa all’oramai obsoleto Hasegawa. Il dettaglio di superficie a una prima occhiata è molto buono con pannellature incise e stampate senza errori o ritiri. Con le decal fornite si possono rappresentare tre livree, due in ADC Gray e uno in mimetica SEA utilizzato in Vietnam. Proprio un esemplare in ADC Gray è il protagonista di quest’articolo e più precisamente è il velivolo del capitano del 431st FIS della Zaragoza AB in Spagna nel 1959.

Nonostante il cockpit abbia un buon dettaglio, ho voluto acquistare un set fotoinciso dell’Eduard (codice SS474) che migliora sia l’abitacolo, sia altri particolari all’esterno del modello. Nella lista della spesa sono da annoverare anche le mascherine pre-tagliate (anch’esse prodotte dalla ditta ceca con il codice CX352) ed infine, con pochi Euro in più, anche il radome in resina della Quickboost (codice QB-74-412) che ha forme decisamente migliori rispetto a quello in plastica fornito dal kit.

Assemblaggio:

Si inizia con l’abitacolo verniciandolo col grigio Gunze H-308 F.S. 36375 e collocando le fotoincisioni che rappresentano le consolle laterali ed il pannello frontale. Il seggiolino è stato assemblato con varie PE dedicate e verniciato con lo stesso colore dell’abitacolo, mentre con una “fettina” di Plasticard sagomato ho ricostruito il cuscino (verniciato in Gunze H-304 Olive Drab). Sul sedile ho incollato le cinture pre-colorate e dipinto il poggiatesta in rosso opaco. Il cockpit è stato oggetto di lavaggi ad olio con Bruno Van Dick scurito con nero.

Per quanto concerne lo scarico del motore, la verniciatura si esegue con l’Alclad Steel come base, poi velature di Copper per rendere più “caldo” l’effetto; una passata finale di Burnt Iron sempre Alclad e un dry-brush in alluminio completa la fase.

L’assemblaggio generale del velivolo scorre via veloce anche grazie agli incastri precisi e ben studiati delle plastiche. Con la dovuta attenzione lo stucco praticamente non si utilizza!

L’unica modifica che ho attuato ha riguardato gli elevoni, tagliati e separati per rappresentarli come spesso si potevano vedere a terra: con assetto leggermente a picchiare.

Ho immerso i trasparenti nella Future per dargli maggiore brillantezza e per renderli immuni ai vapori della ciano; una volta incollati, ho posizionato le mascherine della Eduard. Infine ho sostituito il pitot con un ago da siringa opportunamente tagliato e in seguito completato con un filo sottile di ferro all’estremità.

 

Verniciatura:

Una volta terminato il montaggio ho steso sul modello una mano di Mr.Surfacer 1000, ad aerografo, diluito con il Laquer Thinner per verificare l’efficacia degli interventi di stuccatura. Successivamente ho lisciato l’intero modello con della carta abrasiva bagnata grana 2000 e steso il pre-shading sulle pannellature con del nero acrilico.

 

La positiva sperimentazione della nitro come diluente per acrilici già applicata sull’F-101 mi ha lasciato molto soddisfatto del risultato per cui, anche questa volta, l’ho riutilizzata sul Deuce! L’ho aggiunta al Gunze H-57 ADC Gray per dare il colore base sul modello stendendolo con passate leggere in modo da non nascondere l’effetto del pre-shading.

Ad asciugatura avvenuta ho mascherato e steso il nero sulle walkway ai lati del canopy, sul radome e nel pannello antiriflesso.

Con l’Alclad Aluminium ho verniciato le piastre e i bordi d’attacco dei due intake, mentre la zona dello scarico è stata completata con l’Alclad Steel come base; dopo con dell’Alclad Stainless Steel ho dato delle passate leggere e veloci in modo da rendere più brillante l’effetti del metallo naturale. Si passa poi nella zona inferiore, mascherando e verniciando i vani carrelli con il Gunze H-58 Interior Green, ed il pitot con del bianco per poi applicarvi una strisciolina di decal rossa. Terminata la fase di verniciatura si sigilla il tutto con varie passate di trasparente lucido Tamiya X-22 diluito con il Tamiya circa al 70% e con l’aggiunta di qualche goccia di Paint Retarder.

Col trasparente ben asciutto ho iniziato la posa delle decal: quelle fornite dalla scatola sono molto buone e ben stampate, l’utilizzo del Mark Softer è necessario soprattutto per le insegne sul timone e l’aerofreno perché le stesse sono molto estese e grandi. Per altre insegne, oltre al Softer, è stato necessario utilizzare un ago per farle aderire nelle incisioni delle pannellature. Un ultimo strato di lucido ha sigillato il tutto livellano, nel contempo, anche gli spessori (seppur minimi) delle decalcomanie.

Invecchiamento:

Nonostante i Deuce e buona parte degli aerei in ADC Gray fossero estremamente puliti, l’effetto sul modello sarebbe stato troppo finto e “giocattoloso”. A questo scopo, per aumentare il realismo, ho desaturato le decal spruzzando del Gunze H-57 diluito quasi al 95%; per valorizzare i volumi e le forme, invece, ho eseguito un lavaggio ad olio con del Bruno Van Dick scurito con del nero e il risultato mi ha lasciato abbastanza contento! tengo a precisare che la Meng ha riprodotto delle incisioni forse un po’ troppo profonde, perciò ho ripassato su tutto il modello un pennello bagnato con acquaragia in modo da rimuovere parte del colore ad olio e diminuire parzialmente la definizione delle pannellature perché troppo evidenti.

Nel frattempo, sempre con gli oli, ho invecchiato i vani carrello in cui ho anche applicato un dry-brush con grigio per accentuare i dettagli in rilievo al loro interno.

Assemblaggio finale:

Finito il lavoro principale sul modello ho preparato i vari particolari. I serbatoi del carburante sono verniciati in H-57 invecchiati come l’aereo. I carrelli ed i vari leveraggi sono stati verniciati in Alclad Aluminium ed sottoposti ad un “washing” con olio nero per dare più tridimensionalità. Gli pneumatici, invece, dipinti in Tyre Black Gunze ad eccezione dei cerchioni in Aluminium. Infine il gancio d’arresto ha un alternanza di bianco e nero con l’estremità in H-57. L’incollaggio, soprattutto dei carrelli, è stato abbastanza laborioso ma nulla l’impossibile.

Una volta assemblato il tutto, ho steso il trasparente finale composto di un mix tra lucido ed opaco. L’ultima operazione è stata, in effetti, anche la più delicata: dopo aver eliminato le mascherature dei canopy, ho posizionato delle decal pre-verniciate in giallo per simulare le guarnizioni delle parti vetrate (stessa tecnica già utilizzato sul mio Voodoo). E’ stato un passaggio ad alta tensione ma, alla fine, ha dato una marcia in più al modello.

Conclusioni:

Messo in vetrina insieme ai suoi compagni, anche il terzo componente della Century Series è terminato. Messi gli uni accanto agli altri l’effetto è notevole e l’occhio riesce ad apprezzare la notevole diversità aerodinamica di questi splendidi aerei. Questo modello mi ha dato molta soddisfazione e mi ha permesso di utilizzare tecniche già sperimentate in passato ma riadattate ed evolute. Approfitto per ringraziare i componenti del forum di MT per il supporto che mi hanno dato.

 

Spero che quest’articolo sia stato di vostro gradimento.

Buon modellismo a tutti!!!

Alessandro – Brando – Brandini

 

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