Un Apache in veste grigia – AH-64 A dal kit Hasegawa in scala 1/48.

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Il modello:

L’Apache è l’elicottero d’attacco per eccellenza. Spesso oggetto di critiche da parte di chi lo definiva come una macchina goffa ed inutile, ha dimostrato le sue ottime capacità belliche in tutti gli scenari operativi che si sono aperti in questi ultimi anni. La sua linea possente e robusta non lo rende di sicuro un velivolo “bello”, ma senza dubbio cattura fascino ed attenzione da parte di qualsiasi spettatore…. E allora mi sono detto: perché non aggiungerlo alla mia folta collezione modellistica? Detto fatto mi sono immediatamente messo all’opera per realizzare la mia copia ridotta del mitico Apache, e ovviamente ho rivolto la mia attenzione ai kit nella scala del quarto di pollice attualmente in commercio. Dopo vari studi e pareri colti su internet la mia scelta è caduta sulla scatola numero 09772 dell’Hasegawa, giudicandola in fin dei conti la migliore nelle forme e nei dettagli generali dell’elicottero. Non mi sbagliavo ed aprendo la confezione mi sono trovato di fronte alla solita abnorme quantità di parti da assemblare (278 in totale), notando però che la loro scomposizione non rispecchia poi tanto la solita filosofia “cervellotica” classica dei prodotti giapponesi. Veramente bello il dettaglio di superficie in fine negativo costellato dai tanti rivetti che ricoprono l’Apache. Lodevole la soluzione adottata dai tecnici dagli occhi a mandorla che grazie ad un sistema di gommini fissati all’intermo, permettono di poter lasciare “mobili” le parti più ingombranti e più esposte alla rottura quali il rotore principale, quello di coda e il cannone.

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Le mie fatiche hanno avuto inizio, come di consueto, dall’abitacolo che è stato messo insieme senza tanti fronzoli… come da scatola. Le consolle laterali sono separate dalla vasca e presentano i vari bottoni e selettori in fine positivo, come anche i pannelli strumenti principali con strumentazioni analogiche e digitali davvero ben fatte. I seggiolini non necessitano di particolari lavori di dettaglio, ma solo dell’autocostruzione delle solite cinture di sicurezza realizzate con lamierino d’ottone fine e delle fibbie in filo sottile di rame. Tutto l’abitacolo è stato dipinto in Nero Opaco schiarito con un buon 20% di Bianco Opaco per avere un effetto scala più realistico. Per risaltare tutti i minuti dettagli e spezzare un po’ la monocromia, ho utilizzato la tecnica del dry brush con un grigio molto chiaro passato più volte per ottenere una buona tridimensionalità del cockpit. Ora arriva il momento del rotore principale e di quello anti coppia che sono composti di ben venti parti il primo, e da cinque il secondo. Sono davvero ben riprodotti ed anche qui i miei interventi si sono limitati a impreziosire il tutto con qualche cavetto idraulico fatto con il filo di rame elettrico già menzionato. Il montaggio scorre via abbastanza rapidamente, con una difficoltà mediocre adatta anche al modellista meno esperto. La fusoliera è separata longitudinalmente in due valve, stesso discorso vale anche per le gondole motore che andranno completate con gli inconfondibili scarichi a soppressione IR che nel kit sono molto precisi e ben realizzati.  Come avete capito l’uso dello stucco si riduce davvero al minimo sindacale, ma nonostante ciò le operazioni di carteggiatura possono rovinare irrimediabilmente i rivetti che prima avevo tanto decantato.

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Cosa fare? Mascherare lungo le zone da raccordare, o eliminare il dettaglio si superficie e reincidere i rivetti con il Rivet Maker e Rivet Making Template sempre dell’Hasegawa? Ho optato per la prima soluzione sia per motivi di pigrizia cronica che regolarmente affligge il modellista medio, sia per non avere un aspetto del modello sicuramente poco realistico una volta ultimato. Quindi ponendo una cura quasi maniacale sono arrivato alla fine costatando che i danni non erano poi così gravi. Le mie attenzioni si sono quindi spostate sull’assemblaggio del piano di coda, dei Weapons Pylon e dell’ingombrante complesso TADS/PNVS installato sul muso. La torretta in questione contiene gli apparati del Target Acquisition Designator System (sistema di acquisizione e designazione dei bersagli) e del Pilot’s Night Vision System (sistema di visione notturna dei piloti) più altri sensori e apparecchiature che rendono l’AH-64 una piattaforma di tiro letale e infallibile. I trasparenti sono di buona fattura e non deformano le immagini, ma per aumentare la loro trasparenza li ho immersi nel solito bagno nell’onnipresente cera Future. Una volta assemblati, carteggiati e mascherati il montaggio si può dichiarare in pratica concluso. Gli ultimi ritocchi hanno riguardato il totale rifacimento delle tante maniglie con il solito filo di rame, e di qualche antenna poiché quelle fornite non si potevano di certo definire “sottili”.

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Verniciatura e Decal:

Sinceramente non avevo alcuna intenzione di dotare il mio bell’Apache della solita e logora mimetica in Helo Drab, decisione dettata anche dal fatto che con il weathering e le lumeggiature me la cavicchio abbastanza bene… con un colore scuro non avrei potuto dare la massima espressione al mio estro modellistico! Facendo un breve ripasso mentale di tutti i fogli decal acquistati in anni di shopping sfrenato (e vi assicuro che ne ho davvero tanti), mi è tornato alla mente un decal sheet prodotto dall’Isradecal che avrebbe fatto proprio al mio caso. L’articolo è contraddistinto dal numero di catalogo IAF-53 ed è dedicato principalmente alla versione D Longbow Apache dell’U.S.Army e al cugino israeliano AH-64 D-1 Saraf, ma spulciando bene si trova anche un set d’insegne per riprodurre un bellissimo AH-64 A in livrea Tactical Grey… proprio quella che fa al mio caso.

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Pregustando il risultato finale ho caricato il mio aerografo con il Light compass grey F.S 36375 che ho spruzzato su tutto il modello per avere anche un fondo che mi permettesse di scovare eventuali difetti di montaggio. La mossa successiva è stata quella di mascherare con dell’UHU Tack opportunamente sagomato, la parte della gobba sul longherone di coda e una piccola strisciolina sulla deriva che andrà verniciata con una tonalità leggermente più scura di grigio, il Dark blue grey F.S.35237. La torretta mantiene invece il classico Helo Drab Green F.S.34031, mentre i rotori sono in Nero Opaco. Conclusa questa fase ho dato libero sfogo alla creatività schiarendo e scurendo l’interno dei pannelli con vari grigi che ho steso alla bisogna nei punti chiave del modello. Anche in questo caso vige la regola che ognuno è padrone delle proprie tecniche d’invecchiamento, quindi lascio a voi la decisione su quale tipo di weathering utilizzare. E’ venuto finalmente il momento della posa delle decalcomanie cui è preceduta una passata abbondante di cera future per preparare un fondo lucido e impedire qualsiasi possibilità di effetto silvering. Lasciatemi spendere due righe per l’eccellente qualità delle decalcomanie che sono stampate a regola d’arte dalla Cartograf (e non ho bisogno di aggiungere altro); Il film in eccesso è in pratica inesistente, il potere adesivo e di adattamento è eccellente e lo spessore trascurabile. Inoltre il set offre una vasta scelta di soggetti da poter realizzare senza dover ricorrere a successivi acquisti o ricerche nel magazzino avanzi: tutto quello di cui avete bisogno lo trovate qui, con un surplus di data stencil che fa sempre comodo… davvero consigliato.

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L’esemplare oggetto dell’articolo è, come detto un AH-64 A Ser.No. 94-0332 appartenente alla A Company del 1-151st ATKHB basato presso la South Carolina National Guard, ma rischierato a nella caldissima provincia di Mosul a partire dal dicembre del 2004 durante l’operazione Iraqi Freedom.  Curiosità: questo elicottero è stato il primo a ricevere la mimetica sperimentale ispirata ai Marines, e per essere verniciato con le giuste varianti di colori è stato direttamente trasferito sulla Marine Air Corp Station di Cherry Point in North Carolina. In particolare quest’Apache fa parte dell’ultimo lotto di dieci velivoli in versione A consegnato all’U.S. Army, ed al contrario dei suo “colleghi” ha portato i codici individuali e le coccarde in pieno stile Longbow. Per armonizzare tutti i colori spruzzati, e mettere in risalto le pannellature, il mio Apache ha subito un abbondante lavaggio con un mix di Nero e Bruno Van Dyck a olio diluiti in acquaragia, cui ha fatto seguito una nuova mano di Future con l’aggiunta di tre parti di Clear Flat Gunze per dare la giusta opacità a un velivolo lasciato in pasto all’impietoso fuoco del sole iracheno.

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Ultimi dettagli:

Le luci di posizione sono state prelevate dal kit, ma ho preventivamente forato la parte interna e riempito il buco con della tinta da superfici in vetro in rosso e verde per simulare la luce. L’ingannatore IR posto sotto al rotore (quella specie di lanterna tra i due scarichi) è stata scartata, ed al suo posto ne ho realizzata una con il seguente metodo: ho tagliato tre sezioni tonde di sprue trasparente dal master principale. In seguito ho dipinto la faccia inferiore in rosso e quella superiore in alluminio per ottenere un riflesso diffuso e realistico, il tutto ripetuto sulle tre parti ricavate. Dopo averle unite assieme con del ciano acrilico, sono state limate, sagomate a dovere e immerse anch’esse nella cera Future. Il risultato finale è buono, e sicuramente migliore del pezzo fornito dalla scatola. Gli scarichi dei motori sono il risultato di vari Metalizer Testor (prevalentemente Burn Metal e Titanium) spruzzati uno su l’altro e lumeggiati con polvere di alluminio SNJ. I carichi esterni sono rappresentati da due lanciarazzi Hydra 70 da 2.75 pollici e 19 colpi, e dagli immancabili Hellfire a cui è stata aggiunta la testina del sensore utilizzando ancora una volta lo sprue d’avanzo limato e lucidato per dargli la giusta forma. Buon Modellismo a tutti, Alberto Borzellino.

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Tabella Corrispondenza Colori:

Colore

F.S595b

Gunze

Model Master

Xtracolor

Flat Black

37038

H-12

1749

Light compass grey

36375

H-308

1728

X136

Dk blue/grey

35237

H337

1721

X126

U.S. helo drab

34031

X152

Siti Web Utili:

http://www.primeportal.net/hangar/michael_block/ah-64a/index.php?Page=1

http://www.aircraftresourcecenter.com/AWA1/001-100/walk072_Apache/walk072.htm

http://www.b-domke.de/AviationImages/Apache.html

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