Tutorial Utilizzo Pigmenti nel modellismo – Dust effect with Pigments.

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Coff coff….odio la polvere soprattutto se a toglierla devo essere io!
Purtroppo è ovunque e il suo comparire è come il moto perpetuo.
Più o meno visibile, più o meno presente, ad essa anche le casalinghe più ostinate armate di panni miracolosi devono arrendersi.
Strana la sua origine e magnetico il suo scintillare ai raggi del sole sotto il turbinio caotico in un lembo di aria vorticosa, con lei non si vince…la si accetta e basta.

Qui proveremo a riprodurla….ma in scala.

In questa guida adopererò i pigmenti e nonostante il tutorial è incentrato sulla polvere, il fulcro sono l’uso dei pigmenti che si prestano a tantissimi scopi; qui li userò per ottenere l’effetto polvere.

Io a casa ho quelli della AK ma voi potete scegliere quelli che più vi aggradano e della tonalità che più riterrete giusta ai vostri scopi, l’importante è che siano di granulometria davvero fine.

Volendo, lo stesso effetto si può raggiungere anche con appositi lavaggi o filtri ma il risultato finale non è lo stesso rispetto ai pigmenti.

In commercio esistono tante tonalità, per ogni gusto e scopi. Quelli più diffusi e usati nel modellismo sono i toni di grigio, i metallici, e le terre.
Cosa importante è scegliere la giusta tonalità, mescolando anche più pigmenti.

Per veicolarli io adopererò il diluente per smalti enamel del tipo white spirit. In commercio esistono svariate offerte a prezzi diversi…a volte anche tanto per lo stesso prodotto.
Se poi sul flaconcino che abbiamo comprato c’è scritto “per modellismo” allora il prezzo sale alle stelle, senza una vera ragione che giustifichi tanta disparità.

Non userò leganti o fissanti per i primer per la ragione che desidero modellare l’effetto del pigmento una volta evaporato il thinner.
Ed ora il “neccesser”!

– Pigmento del colore scelto. In questo caso colore grigio chiaro dalle note sabbia mediterranea per l’effetto polvere; io AK-42 “European Earth”
– Due pennelli a punta tonda, piatta o entrambi come preferite
– Thinner
– Tavolozza, paint tray o altro supporto
– Pipetta dosatrice
– Linguetta rigida del colletto delle camice per prelevare il pigmento

Ora…negatevi per chiunque vi cerchi, chiudete la porta del vostro luogo segreto, anzi no….sprangatela e mettete su della buona musica.

Uno, due, tre si comincia!

Un pizzico di pigmento sulla tavolozza

Una goccia di diluente

…anzi due

Una rimestata leggera.

Il pigmento è pronto; più diluente ci sarà più il pigmento si spanderà meglio. Meno diluente per effetti più concentrati e saturi.

E ora applichiamolo per l’effetto polvere!

Come primo esempio ho scelto di riprodurre il pavimento liscio e impolverato di un magazzino, o meglio un corner di questo, con dei segni da “strusciamento” di polvere lasciati da scatoloni tirati via o qualcosa di simile.

Applico la mistura in modo uniforme ma concentrando l’azione del pennello maggiormente sulla parte inferiore della superfice.

Ho dato un fondo scuro per far risaltare meglio l’effetto.

Ovviamente il fondo deve essere scelto in modo tale da non avere reazioni con il thinner degli enamel. In alternativa basterà sigillarlo con un trasparente acrilico.

Fatto, abbiamo finito. Il pigmento è stato applicato!

Ora potete togliere la spranga dalla porta del vostro laboratorio.

Eh già! Avete proprio ragione, non si vede nulla. Tutto sto casino e poi quest’è!

Guardate però dopo qualche minuto cosa accade….

Mica vorremo lasciare tutto così! A’ ri-chiudiamo la porta e mandate dell’altra musica….non abbiamo terminato!

Vi ho parlato di strusciature, scatoloni portati via, tracce lasciate sulla superfice e polvere depositata agli angoli!

Con un vecchio pennello e cotton fioc, assolutamente privi di thinner, ho tirato via l’eccesso per modulare l’effetto e dargli un aspetto “graffiato”.

Un consiglio: non usate le dita! Per quanto possa essere invitante farlo come leccarsi le dita sporche di cioccolato….non fatelo!Mi riferisco alla polvere!

Aggiungo maggior dettaglio depositando dell’altro pigmento in maniera diretta per concentrare l’effetto.

Ho aggiunto come sempre il diluente

E questo è il risultato finale dopo ulteriori applicazioni.

Come secondo esempio ho scelto il cockpit di un aereo risalente agli anni’40.

Il pezzo è un Brassin in resina destinato ai Bf-109 precedente mente colorato in RLM 66, lumeggiato e con su un lavaggio in nero a olio. Successivamente il tutto è stato sigillato con un satinato acrilico trasparente.

Alla stessa maniera del precedente lavoro, applico la mistura diluita in vari punti concentrati.

Assolutamente sbagliato procedere come se fosse un lavaggio!

Interventi mirati!

Una volta completato si attende, proprio come prima.

Guardate cosa appare man mano che il diluente evapora…..

Con un pennello piatto morbido o un cotton fioc rigorosamente asciutti ho rimosso l’eccesso modulando l’effetto. Nei cockpit non è il caso di esagerare.

Questo è l’effetto finale:

Meglio cercare un effetto delicato ed equilibrato; l’armonia cromatica e la resa finale veritiera devono andare a braccetto.

Altre applicazioni aeronautiche sono svariate:

Non avendo usato fissativi il tutto è rimovibile con aria compressa e pennello o con un getto d’acqua corrente. Se volete fermare tutto potete usare uno dei Pigment Fixer da modellismo in commercio.

Per un effetto più grasso e meno volatile è possibile aggiungere anche un goccia di colore ad olio o un lavaggio/filtro già pronto.

Ora è tutto!Divertitevi a sperimentare!Tantissimi sono le possibilità di utilizzo di questa tecnica che non ha limiti nè confini di utilizzo.

A voi trovare la collocazione di questa nei vostri step modellistici; che sia un mezzo militare nel deserto o con della terra secca tra i cigoli o della polvere sul pianale, un diorama, un aeroplano, una macchina da rally o un figurino con gli stivali impolverati di terra o fango secco.

Ciauz! 😉
Alla prossima.

PS: E per la fanghiglia leggera umida? Provate con del lucido nel pigmento…..

PPS: ora potete togliere la spranga dalla porta…però la musica lasciatela 😉

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