Tornado IDS “Royal Saudi Air Force” dal kit Italeri in scala 1/48.

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Eccomi nuovamente con un altro bel lavoro!

Lasciatemi prima scrivere due righe di premessa dettate un po’ dalla nostalgia di vecchi ricordi. Avevo 12 anni quando un mio parente mi regalò una scatola, e non appena vidi raffigurato un aereo da caccia con quella bella coda e colori grigio e verde, pensai subito a qualcosa in metallo da poter esporre. Ma quando aprii la scatola e vidi che quel bell’aereo raffigurato era spezzettato in tanti minuscoli pezzi pensai :<<E che è sto coso?! Ed ora?>>. La mia contentezza iniziale cominciò a sfumare. Ebbene, quel Tornado in scala 1/72 diventò il mio primo kit e mi spalancò la porta al mondo del modellismo, ed essendo quest’aereo rimasto sempre nei miei pensieri modellistici, una sorta di “primo amore che non si scorda mai”, non ho esitato minimamente a toglierlo dallo scaffale del mio negoziante di fiducia. Sì proprio così, una scatola Italeri in scala 1/48. Bello e contento di avere tra le mani il “Tornadazzo” sono arrivato a casa, entusiasta ho aperto la scatola, e lì il mio buon umore è cominciato a diventare sempre più grigio man mano che vedevo linee di pannelli partire e perdersi nel nulla, cockpit e seggiolini da prima elementare, meccanismo apertura e chiusura ali da “se mi tocchi mi rompo”, imperfezioni ovunque dal muso alla deriva, e non sto a dire poi quando ho toccato la plastica….mi sembrava di “gomma”. A questo punto non potendo più tornare indietro pensai:<<O ti mangi sta minestra o lo butti dalla finestra!>>. Bhè, la voglia di poter realizzare l’esemplare della Royal Saudi Air Force (Aeronautica Saudita) e confortato dall’aver letto e riletto gli articoli degli amici Alessandro (Ale85), Massimo (Pitchup) e Mauro (CoB), già sacrificatisi col Tonka Italeri, allora a questo punto ho preferito farmi venire l’appetito e, ahimè, pronto a mangiarmi la minestra e per giunta “bollente”!

web-cimg3511Si inizia col Montaggio :

Questa è una fase che m’intriga molto. Inizio subito col cestinare il cockpit e procurarmi quello NeOmega (un modello nel modello). Per la colorazione ho aggiunto poche gocce di Gunze H317 al 308. Quindi poco dry-brush e poi lavaggio ad olio, prima con grigio di payne (molto diluito) e poi con nero. La struttura dei sedili idem, con cuscino in olive drab, poggiatesta in nero e le cinte in una miscela di Brown, Gold Leaf e Bianco (poco).

Web Cockpit IDSTerminato il Cockpit, che s’incastra nel suo alloggio in maniera perfetta, con qualche aggiunta di plasticard si chiude la parte anteriore del kit. E qui devi stuccare e lisciare fino a quando i punti di giunzione siano a livello. Per il radome idem.

modifica 1troncone anterioreA questo punto si deve agire sul troncone della fusoliera. Qui s’interviene subito con l’aggiungere un rinforzo interno tra i due vani carrello, perché altrimenti troppo molle e deformabile quando si andranno ad inserire le ali, eliminate del loro meccanismo e creato un invito per l’inserimento finale per facilitare colorazione e lavaggi. I piani di coda sono stati anch’essi modificti per il montaggio finale.

Web CIMG3268innesto alaWeb CIMG3270Si interviene anche sugli aerofreni e sul vano, con l’aggiunta di parti fotoincise della Eduard, il tutto auto-corredato da cavi e particolari in plasticard.

aerofreniaerofreni 1Tornado aerofreniSi unisce il resto della fusoliera e qui si ritorna nuovamente a chiedere aiuto alla ciano, allo stucco ed alla carta vetrata (tanta).

fusoliera 1fusoliera 2fusoliera 3Particolare attenzione merita la deriva. Per la sua tendenza alla deformazione, una volta unite le due parti, si aggiungono pezzi di sprue all’ interno della base per facilitare meglio l’incollaggio al troncone. Qui essendo la base della deriva arrotondata e non a spigolo (come da originale) si deve scegliere se sostituire questa parte col pezzo Paragon 48020, oppure limarla. Ho preferito “limare” per portarla a spigolo anzichè tagliare; e qui Massimo (Pitchup, collega modellista nonchè forumista di Modeling Time!) ne sarà contento. Ho aggiunto infine un piccolo triangolino di rinforzo vicino al timone presente nell’originale.

deriva

piastra deriva

Incollata la deriva al troncone, e sempre dopo aver combattuto con ciano e stucco, si passa prima alla sonda del rifornimento (che ho montato “aperta” ed accessoriata con cavetto e con una strisciolina di plasticard alla sua base), poi al montaggio del telemetro e collimatore laser (LRMTS) e infine alla zona carrelli.

carrello ant. 1In questi ultimi ho aggiunto qualche pezzo in fotoincisione, la cavetteria necessaria e qualche accessorio autocostruito in più. Si completa il tutto con una spruzzata di Bianco Tamiya X-2 con l’aggiunta di una micro goccia di nero X-1.

Le ruote e gli scarichi invece sono stati sostituiti con quelli della Paragon (48011-48008). Il meccanismo di rotazione degli aerofreni e le guaine delle radici alari, provengono dal set Eduard.

Fatto questo si passa all’ultima fase, la verniciatura:

Qui siamo ad un punto critico, il cosiddetto punto di non ritorno dove, oltre lo sbaglio c’è…..il cestino! Quindi, massima attenzione alle tinte e soprattutto massima informazione sulla mimetica araba da eseguire.

Dopo qualche consiglio chiesto agli amici del Forum (www.modelingtime.com/forum) sulla tinta base (Valerio e Girolamo ne sanno qualcosa con i miei Messaggi Privati), ecco le conversioni esatte dei colori dell’arabone per gli utenti Tamiya e Gunze:

Light Stone BS 381 C: 361 = FS 33448 = Tamiya XF-60 (colore pronto)

Dark Earth BS 381 C: 450 = FS 30118 = Tamiya XF-52 (colore da modificare)

Dark Green BS 381 C: 649 = FS 34079 = Tamiya XF-61- GS H309 (colore pronto)

Senza nessun preshading iniziale, passata la prima mano di XF-60 ho proceduto poi alla schiarita generale dei pannelli, aggiungendo qualche goccia di bianco alla base e diluendo ancora. Una volta asciutta, armato di patafix ho cominciato a delineare la mimetica marrone e qui ho dovuto spegnere la tonalità rossastra dell’XF-52 con delle gocce di nero fino ad ottenere il riscontro più esatto possibile alla tinta originale. Attenzione nell’aggiungere il nero, perché si corre il rischio di comprare un’altra boccettina. Non fate come me che scurendolo troppo ho aggiunto il bianco per portarlo al livello precedente; niente di più sbagliato.

Web Progetto non salvatoPer ultimo si delimitano le parti verdi. Il postshading è stato  fatto prima di togliere il patafix “macchia per macchia”. Inoltre, per completare questa fase la piastra dello scambiatore di calore è stata verniciata in Zinc Chromate, una particolarità dell’esemplare riprodotto, gli scarichi e zone limitrofe prima con alluminio H8, e poi con velature di H18 steel, ed infine la parte del parabrezza e il radome in nero opaco XF-1. A quest’ultimo sono stati aggiunti, tagliando delle sottilissime strisce di plasticard, i conduttori antifulmini.

Colorazionecolorazione fusoFinalmente il “vestitino colorato” del Tornado arabo è finito, quindi lucidato a dovere con H30 si è proceduti alla fase delle decals.

web-cimg3502Qui la Tiger Wings ci viene incontro con gli stemmi arabi. Apro una parentesi dicendo che non sono rimasto soddisfatto sulla loro qualità, avendo trovato difficoltà nel farle aderire e di conseguenza nell’eliminare l’effetto silver. Addirittura le coccarde dovevano essere rifilate al massimo per non far vedere il bordino bianco.

Finita la postura delle decals, altra spruzzatina di lucido per sigillare il tutto e son partito per i lavaggi ad olio in bruno van dick puro. Per le sporcature, a parte quelle leggere sulla deriva per l’effetto degli inversori di spinta, ho soprasseduto. Un Tornado Arabo sporco in foto ancora non l’ho visto. Il tutto è stato finito e sigillato con Flat Gunze H20.

Il Tonka rappresentato è il nr. 6612, ripreso in diverse immagini con i soli serbatoi, i “cicciottissimi” Hindemburg, che ho recuperato dal vecchio kit Airfix, ed inseriti al kit con i due piloni Paragon 48004 autodettagliati con i relativi attacchi in plasticard.

Web CIMG3362Terminato anche questo passaggio è venuta l’ora del tettuccio. Qui, prima col bianco e con pennello fine ho dipinto il filo che attraversa il canopy interno, poi con una striscia di plasticard ho creato il montante centrale e con l’aiuto della punta di compasso ho effettuato le doppie rivettature in positivo. Quindi, usando la piastrina Eduard dedicata alle strutture laterali, che a dire il vero è abbastanza impoverita di dettagli, ho aggiunto il resto delle condutture e le manigliette in rame ed altri accessori  in plasticard. Seguono i sei specchietti retrovisori. Il tutto colorato in grigio H308 e drybrushato con nero.

Web Fascetta in plasticardStrutture laterali canopyCanopy completoMontato tutto, il risultato è stato davvero eccezionale. Abituati a vedere un Tornado sempre grigio o con la vecchia ormai colorazione Nato è usuale, ma vederlo con questa mimetica è qualcosa di suggestivo, e per dargli questa particolare bellezza estetica c’ha pensato l’Arabia Saudita con i suoi tonka terrosi.

Web CIMG3500_001web-cimg3501web-cimg3512Permettetemi di ringraziare gli amici del Forum di Modeling Time che hanno contribuito alla realizzazione del “kittazzo”, nonché tutti coloro che hanno apprezzato questo lavoro:

  • Alessandro (Ale85) per avermi fornito le decals saudite;
  • PierGiuseppe (Aspide85) per qualche consiglio iniziale sulle tinte;
  • Simone (f12aaa) per avermi fornito delle parti in resina Paragon ed altre autocostruite;
  • Valerio (Starfighter84) per tutte le volte che gli ho rotto con i miei MP;
  • Girolamo per avermi fornito l’informazione esatta sulla tinta base;

web-cimg3521 web-cimg3528web-cimg3540web-cimg3545 web-cimg3531 web-cimg3538web-cimg3519web-cimg3547Alla fine devo dire che la “bollente” minestra si è dovuta, per forza maggiore, raffreddare, perché a me le pietanze calde……non piacciono!

Ciao e B(u)onomodellismoVox a tutti!

Francesco “Bonovox” Miglietta.