The Soccer War – F4U-1D Corsair dal kit Tamiya in scala 1/48.

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La “Guerra del Calcio” (Soccer War) o “Guerra delle Cento Ore”, fu un breve conflitto armato scoppiato il 14 luglio 1969 tra El Salvador e Honduras e terminato appena 4 giorni dopo, il 18 luglio. Le relazioni tra Honduras ed El Salvador non erano mai state facili; tra i paesi, guidati all’epoca del conflitto da dittature appoggiate dagli USA e da grandi latifondisti locali, negli anni si erano ripetutamente  creati attriti di una certa entità. La guerra ebbe origine dal movimento di emigrazione dei contadini salvadoregni verso l’Honduras alla ricerca di terre coltivabili, che si era sviluppato negli anni ’60 . Gli honduregni consideravano questi contadini come degli invasori, i salvadoregni dal canto loro lamentavano un cattivo trattamento loro riservato dalla nazione che, malvolentieri, li ospitava. Fu prorio in questo periodo, che le rispettive nazionali di calcio dei due paesi, si trovarono ad afforntarsi nella semifinale della zona Concacaf ( COnfederation of North and Central America and Caribbean Association Football) per le qualificazioni ai Mondiali di Messico 1970.

Le squadre si affrontarono così il 27 giugno 1969 all’Estadio Azteca di Città del Messico. Il grande stadio messicano fu preso d’assalto da migliaia di tifosi di ambedue i paesi e le autorità locali, al fine di evitare incidenti, disposero che l’impianto venisse presidiato da oltre 5000 agenti di polizia. Nonostante le misure prese, le due tifoserie riuscirono a venire a contatto già dentro lo stadio, specie dopo l’esito della gara. Questa, estremamente combattuta, si concluse 2-2 dopo i tempi regolamentari. All’11’ minuto del primo tempo supplementare Mauricio “Pipo” Rodríguez regalò a El Salvador l’accesso in finale in programma contro Haiti. Al fischio finale, di fronte alla logica esultanza dei supporter salvadoregni, i tifosi honduregni si scatenarono cercando (e riuscendo) di venire a contatto coi “rivali”. L’ingente dispiegamento di polizia non riuscì a bloccare quelli che, da semplici tafferugli, si tramutarono in una sorta di guerriglia urbana, durata per ore per le vie circostanti l’Azteca. Mai si era giunti ad una tale degenerazione per motivi calcistici.

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Per la cronaca El Salvador avrebbe poi vinto la finale (sconfisse Haiti a Port-au-Prince 2-1, ma venne travolto in casa a San Salvador 0-3; nella “bella” però si impose 1-0 nel neutro di Kingston, in Giamaica), volando verso i mondiali. In Honduras la sconfitta contro gli odiati vicini fu recepita come un’ingiustizia sofferta. La sera stessa della partita di Città del Messico il governo dell’Honduras, dove nei giorni precedenti si erano acutizzate le violenze verso i salvadoregni rimasti (inclusi alcuni diplomatici), ruppe le relazioni diplomatiche con El Salvador. La guerra era ormai alle porte.

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La FAS (forza aerea salvadoregna) era dotata di quattordici velivoli tra F-4 U Corsair e Mustang. Il velivolo da me scelto, e’ il Corsair F-4 U D numero di matricola 215. Gli aerei Salvadoregni mi hanno sempre affascinato per le loro mimetiche motlo complesse ed originali, quindi, quale migliore occasione di riprodurne uno in occasione del mini GB Exsotic Plane di Modelling Time?

La mia scelta, e’ caduta sul  modello dalla Tamiya in scala 1/48 e sul set di dettaglio della Verlinden che, nonostante l’eta’, si e’ rivelato davvero bello ed utile. Di quest’ ultimo ho utilizzato il seggiolino, le superfici mobili ed il motore; per il resto la casa giapponese ha fatto un lavoro egregio, sugli standard ai quali ci ha oramai abituati. Il kit e’ davvero ottimo con pannellature finemente incise e precise. La complessa divisione delle ali, fornite separate per permettere al modellista di montarle in posizione ripiegata, mi ha dato qualche pensiero. Dopo qualche prova a secco ho potuto costatare che tutto si incastrava alla perfezione.

Per il foglio decals mi sono affidato all’ ottimo prodotto della Aztec Model (codice 48043) . Alcuni stencil sono risultati un po’ spessi, ma nel complesso, era tutto di ottima qualita’. La chiarezza delle istruzioni un pò meno!

Iniziamo con la costruzione. Quello nella foto sottostante e’ il seggiolino Verlinden. Come potete vedere il pit e’ veramente ben dettagliato, per questo sono stato spinto ad utilizzare quello originale.

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Questi gli interni con il primo passaggio di Interior Green – Gunze H-58.

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Il seggiolino ultimato e completo delle cinture di sicurezza verniciate in Gunze H-310.

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Il motore in resina della Verlinden, completato con i cavetti fonriti in fotoincisione all’interno del set.

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I pozzetti carrello mi sembravano un po’ spogli, ho quindi deciso di dettagliarli con filo di rame, e profilati in Plasticard.

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Sono passato quindi al taglio delle superfici mobili, che ho asportato usando il metodo che consiste nello scavare ulteriormente la pannellatura gia’ esistente sul modello con un incisore,posizionato a 45°. I passaggi dello scriber vanno ripetuti fino al completo taglio della plastica; il taglio che si ottiene è molto preciso. Per completare l’operazione basta rifilare il profilo della parte fissa del piano di coda con una lima a sezione tonda per ricreare l’alloggiamento in cui la parte mobile ruotava.

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Dipinto il motore con varie tonalita metalliche Alclad: Steel, Drak Alluminium e Magnesium.

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Sono passato a rifinire il pit, che vedete nella sua versione definitiva.

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Un altro dettaglio che ho voluto ripodurre sono le canne delle mitragliatrici, che ho realizzato con profilato di alluminio da 1 mm. I pezzi così ottenuti sono stati montati con dello stucco milliput che mi ha permesso di eseguire dei piccoli aggiustamenti per posizionarli in modo corretto.

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Ho dettagliato le gambe di forza con filo di rame di diverso diametro, con il quale ho riprodotto anche le molle di tenzionamento. Con del nastro d’ allumino adesivo ho simulato le fascette di ritenzione dei cavi stessi.

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Ed ora, la fase di verniciatura. Sono partito da una base Alclad Withe Alluminium, data direttamente sulla plastica.

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In previsione di riprodurre le scrostaure,  che su questi aerei erano abbondanti, ho steso sulla base metallica del Maskol picchietttato con una spugnetta.

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Sono passato, poi, a dipingere le superfici inferiori, usando lo Sky Gray Tamiya XF-19. Sul grigio ho eseguito la tecnica del post shading per simulare l’usura della vernice; a tale scopo ho schiarito lo Sky Gray con del bianco opaco e l’ho spruzzato, a bassissima pressione, al centro delle pannellature.

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Per le superfici superiori sona partito dal Tan della Gunze – H-27.

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Su questa base  ho dipinto la mimetica a mano libera utilizzando il Gunze H-312  e l’XF-26 Tamiya (per il verde più scuro).

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Verniciate le walkways in nero opaco e le bande gialle con il Gunze H-329 (Blue Angels Yellow), sono passato alla rimozione del Maskol.

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Quattro mani diluite di trasparente lucido X-22 Tamiya, con l’aggiunta di qualche goccia  Paint Retarder, hanno preparato il giusto fondo per le sopracitate decalcomanie Aztec Models. Ad una ulteriore mano di lucido, che ha sigillato le decalcomanie, hanno fatto seguito i lavaggi ad olio per l’enfatizzazione delle pannellature: per le superfici superiori ho utilizzato il Bruno Van Dyck, per quelle inferiori ho usato invece un grigio medio. Per desaturare decals e colori, ho usato i prodotti decoloranti della True Earth.

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Ed ecco a voi il risultato finale.

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Con questo e’ tutto. Rigrazio tutti quelli che mi hanno seguito in questa avventura, ed in particolar modo Valerio (Starfighter84) che mi ha procurato le decals e che ha “subito” le mie telefonate (in cerca di consigli utili), durante i lavori in corso! Saluti, e al prossimo modello!

Rosario Caminiti.

3 COMMENTI

  1. Pur conoscendo l’ottimo risultato finale, mi sono letto questo articolo tutto d’un fiato. Hai reso perfettamente l’usura complessiva di questo velivolo Rosario! Complimenti!

    P.s. Davvero interessante l’introduzione storica.

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