The Iranian Eye – RF-4 E Phantom dal kit Hasegawa in scala 1/48.

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Senza dubbio il Phantom è uno dei mostri sacri della storia dell’aviazione ; L’F-4 ha costituito, almeno fino alla fine degli anni ’80, il punto di forza di ben dodici paesi diversi ed è ancora utilizzato da qualche nazione dopo quasi 60 anni dal primo volo.

La mia scelta di costruire un esemplare IIAF è stata casuale, poiché inizialmente avevo intenzione di riprodurre un RF-4G della Hellenic Air Force,molto accattivante dal punto di vista del weathering.

Girovagando su internet alla ricerca di materiale per iniziare i miei lavori ho trovato una foto che ritraeva un meraviglioso esemplare in livrea iraniana!

La scelta a questo punto è stata obbligata dato che sono un amante delle livree desertiche

Il Kit:

Ma veniamo al modello. Il kit è il famoso hasegawa in scala 1/48, un buon kit che a mio avviso presenta alcuni handicap di non poco conto se rapportati al prezzo, ad esempio diversi pezzi in positivo, l’impossibilità di poter abbassare slat e flaps direttamente da scatola senza comprare costosi aftermarket oltre a decals pessime e nemmeno complete negli stencils. Tuttavia è il miglior kit esistente in commercio ed è corretto nelle forme e ha un buon fit.

Gli aftermarket utilizzati sono stati l’ottimo cockpit in resina dell’Aires (dedicato alla versione RF-4 B , ma modificando in parte i cruscotti si può adattare bene anche ad un RF-4 E), il postbruciatore e gli ugelli di scarico della stessa ditta,  e il foglio decals di altissima qualità della ditta HI-LINE 48-023.

Il lavoro è iniziato dall’adattamento del cockpit Aires nella fusoliera,  operazione, fortunatamente, poco complessa. In seguito, dopo aver fatto una bella colata di cianoacrilica per fissare il tutto, ho unito le due semifusoliere e il montaggio è proseguito abbastanza velocemente e senza particolari fessure da stuccare.

Gli unici punti in cui sono intervenuto sono la giunzione ali fusoliera dove ho utilizzato lo stucco epossidico Tamiya, e e sulle minime fessure delle prese d’aria utilizzando  il White Putty, sempre della Tamiya. Per l’apparato di fotoricognizione non ho fatto ricorso ad alcun aftermarket poiché, per quello che si vede con i portelli chiusi, va benissimo quello che ci fornisce il kit Hasegawa.

A questo punto è arrivato il vero dilemma! Quali colori utilizzare per il sabbia e per il marrone della mimetica??? Le istruzioni HI-Line  davano il Federal Standard che non corrispondeva a nessun colore in commercio. Perciò sono andato, come direbbe l’amico Massimo “Pitch Up” del forum di Modeling Time, a occhiometro! E ho deciso di utillizzare i colori Tamiya XF-52 Flat Earth che andrà schiarito con del bianco, e l’XF-59 Desert Yellow che raggiunge la giustà tonalità dopo essere stato “mixato” con del Gunze H-310 F.S. 30219.

Successivamente a una mano di bianco come primer ho effettuato il preshading solamente nella zona inferiore del velivolo (che verrà verniciata in Camouflage Grey Gunze H311) spruzzando qualche macchia di nero anche all’interno dei pannelli.

A questo punto per me è iniziata la parte divetente: l’esecuzione della mimetica!

Dopo aver steso il colore sabbia (XF-52 schiarito), sono passato alle mascherature col famoso Patafix. Una volta ultimato il camouflage, sono partito con il post shading schiarendo molto l’interno dei vari pannelli. Con laverniciatura e il primo step di invecchiamento, ho ripassato i tre colori della mimetica con le tinte originali del barattolino molto diluite. Facendo così il modello ha preso un’aria decisamente “spagnoleggiante” (aggettivo nato dalla scuola modellistica spagnola che gioca molto sui contrasti e sulle ombreggiature accentuate), e devo dire che mi ha davvero soddisfatto.

Dopo aver colorato la parte inferiore del “Fantasma”, ho steso tre mani molto diluite di Future che hanno preparato il fondo per i successivi lavaggi. Sul sabbia ho effettuato un washing in Bruno Van Dyck, sul marrone ho fatto un mix al 50% di nero e 50% Bruno Van Dyck  e sul verde ho utilizzato il nero puro. Sul grigio della zona inferiore ho effettuato un lavaggio in grigio chiaro. Tutti i colori a olio sono stati diluiti con poco diluente Humbrol per ottenere una consistenza  molto densa e delle pannellature molto definite. A questo punto ho passato un altro paio di mani di Future per lucidare a dovere il modello  e iniziare la posa decals; Che dire, le decalcomanie Hi-Line sono veramente eccezionali, ottima aderenza e ottima reazione ai liquidi Gunze Setter e Revell Decals Soft, non si potrebbe desiderare di meglio!

In seguito alla desaturazione delle decals ho passato l’ultima mano di Future per sigillare il tutto, e ho  sporcato la zona inferiore dell’aereo con i gessetti colorati. Purtroppo non ho ottenuto l’effetto desiderato: infatti la zona inferiore risulta ancora troppo pulita. Devo affinare la tecnica dei gessetti, non ho molta esperienza. Tuttavia ,questo forse non è un male poiché le pochissime foto che ho reperito di Phantom iraniani li ritraggono abbastanza puliti.

La finitura finale al modello l’ha data una mano di trasparente opaco smalto della Model Master, dopo di che, sono passato all’assemblaggio e alla colorazione dei carrelli al quali è stato applicato un lavaggio in BrunoVan Dyck. Una volta incollato il carrello ho passato un’altra mano molto leggera di trasparente opaco e ho eliminato le mascherature  dal canopy e dal windshield!

Finalmente il mio RF-4 Phantom in carico alle forze aeree dello Scià di Persia è finito!

Colori utilizzati:

Sabbia Tamiya XF-52 shiarito con bianco
Verde Scuro Gunze H309
Marrone Tamiya XF-59 schiarito possibilmente con F.S.30219 e un po’ di bianco
Grigio Gunze H311

Consiglio di diluire i colori Tamiya con il loro diluente specifico e di aggiungere una minima parte di tamiya retarder, il risultato è quasi a livello dei Gunze.


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