The Battle for Britain – Bf.109 E-3 dal kit Eduard in scala 1/48.

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Approfittando del Group Build dedicato alle Forze Armate Tedesche partito sul forum di Modeling Time, ho finalmente deciso di mettere mano ad un grande classico che non può mancare nella vetrina di nessun collezionista: un Bf.109 E .Nonostante sia ormai stato riprodotto migliaia di volte in tutte le salse, la linea snella ed aggressiva del capolavoro di willy Messerschmitt non stanca mai!

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Come kit,ho deciso di utilizzare il fantastico 109 E-3 della Eduard in versione “profipack”, ossia completo al di mascherine pretagliate per i vetrini e fotoincisioni varie. Ma il vero motivo che mi ha spinto a questa scelta è  stata la possibilità di lasciare il motore Daimler Benz in bella vista… come non approfittarne?

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Montaggio:

Provenendo dalla scala 1/72, quando inizio un modello sono solito staccare dalle stampe i pezzi per il cockpit e perdere parecchie ore a dettagliarle aggiungendo i particolari mancanti. Con questo stampo, però, ho dovuto rivedere i miei piani: l’abitacolo è talmente fatto bene che c’è davvero poco da aggiungere! Mi sono divertito auto costruendo qualche cavetto che, alla fine, neanche si vedrà più di tanto… per il resto va già più che bene da scatola.

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Su tutto l’abitacolo ho steso una prima mano di grigio RLM 02 (Gunze H-70) su cui, poi, sono intervenuto con un leggero post shading (schiarendo con del bianco il colore di base) allo scopo di dare maggiore profondità ad una zona che altrimenti rimarrebbe troppo “buia” all’interno delle fusoliere.

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Per le cinture ed il pannello ho utilizzato le fotoincisioni fornite nel kit: mentre le prime si sono rivelate ottime, le secondo ,essendo pre-colorate, non davano il giusto grado di realismo. Per rimediare, ho provato a ricolorare il cruscotto (la faccia senza le lancette degli strumenti che vanno incollate sotto), eseguendo un attento dry brush per tentare di mettere in risalto i piccoli rilievi presenti sulla superficie stampata. Nonostante gli interventi di lumeggiatura, il pannello non ha purtroppo assunto la profondità che speravo ma, dato che il pezzo in plastica era molto peggio, mi sono dovuto accontentare.

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pannello

Motore:

Deluso per la mancata possibilità di cimentarmi con un po’ di scratch-building nel pit (come chiamano il “cockpit” i colleghi americani!) , ho iniziato a montare il propulsore. La Eduard lo fornisce in plastica e, pur essedo già abbastanza dettagliato, il materiale con di cui è fatto non permette di stampare dettagli piccoli e complicati. In questa fase della lavorazione la mia voglia di auto-costruzione è stata soddisfatta: basandomi sulle foto del DB-601 reale, ho aggiunto i cavi mancanti utilizzando filo di stagno da 0,2 della Plusmodel, o filo di rame delle dimensioni adatte. Stesso dicasi per il castello motore e la paratia para fiamma.

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Mitragliatrici:

Nonostante le MG-17 del kit fossero già soddisfacenti ,ho deciso di sostituire le canne con quelle della Master in ottone tornito. Ad un prezzo modico e con un piccolo intervento, esse elevano di molto la qualità generale del modello. Vi lascio una foto per il confronto visivo:

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Vano radio:

A questo punto rimaneva solo da unire tutte le parti e passare all’aerografo. Ma come, di già??!

Tanto per perdere tempo e “sprecare” un po’ di plastica ho deciso di aprire il portello del vano radio e ricostruire tutto quello che era al suo interno. Con a disposizione del plastirod della Evergreen della giusta forma, il lavoro è stato meno complicato di quello che può sembrare :

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Più difficile è stata la ricostruzione del telaio interno alla fusoliera (verniciata anch’essa in RLM02) si avvitava il pannello del vano stesso: dargli la giusta forma ad “esagono” irregolare ha portato via parecchio del mio tempo. Dopo vari tentativi, facendo tutto ad occhio, sono comunque arrivato ad un buon compromesso.

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Assemblaggio:

Per ciò che riguarda l’assemblaggio, posso affermare che la esperienza con un kit Eduard è stata più che positiva. Gli incastri praticamente perfetti hanno reso l’uso dello stucco quasi inutile. Piccolo suggerimento per chi intraprende la costruzione di un Bf.109: la linea di giunzione tra i due gusci delle fusoliere, quella che va da dietro il canopy fino alla coda ,non va eliminata del tutto! In realtà lì corre una pannellatura che spesso nei disegni tecnici è confusa con il filo dell’antenna; la stessa pannellatura si trova anche nella parte inferiore.

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Quali colori usare?

Se avete un aerografo (difficile fare questa mimetica senza) i colori più semplici da usare sono gli acrilici Gunze, facilmente diluibili anche con alcool rosa. I colori consigliati dalle istruzioni della ditta ceca (H-417, H-70, H-64 e H-65) vanno benissimo.

C’è da dire che, su questo modello, ho utilizzato l’RLM-70 della Italeri che differisce dai Gunze in quanto vinilico a base acquosa. Gestirlo ad aerografo è molto più complesso, tant’è che non saprei darvi un rapporto di diluizione preciso, né consigliarvi un diluente specifico. Gli Italeri sono colori appena usciti sul mercato e necessitano ancora di molte prove

Colorazione e decal:

Avrete sicuramente notato che l’andamento della mimetica è lontano dal classico schema mimetico Luftwaffe utilizzato durante la Battaglia d’Inghilterra. Anche in questo caso mi sembra giusto spendere qualche parolina riguardo la colorazione: nata come un classico Splinter in RLM 70-71 sulle superfici superiori e RLM 65 su quelle inferiori, come su molti altri Bf.109 il colore più chiaro della “pancia” era stato prolungato lungo i bordi della fusoliera fino all’altezza del cockpit.

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L’esemplare da me scelto, il Giallo 1 utilizzato da Josef Priller, ha però subito ulteriori modifiche: i fianchi della fusoliera erano stati ulteriormente coperti con macchie di RLM 71 molto fitte e sfumate, mentre sulle ali e lungo i piani di coda orizzontali troviamo macchie molto estese e altrettanto sfumate di RLM 02.

Vista così sembra un gran bel pastrocchio! La cosa più difficile infatti ,non è stato tanto rifare le varie macchie, ma amalgamarle bene con tutto il contesto. Per praticità consiglio di partire percorrendo, in pratica, la vera storia dell’aereo iniziando dallo schema Splinter originale molto più facile da riprodurre grazie ai bordi netti di ogni colore.

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Fatto questo, potrete scegliere due modi di proseguire:

  1. Stendete il lucido, applicate le decals e poi le successive macchie. Questo sarebbe il metodo più rispondente alla realta poiché, di fatto, l’aereo fu riverniciato mentre aveva ancora tutte le insegne di nazionalità e di reparto. Per seguire questa strada è necessariauna grande padronanza dell’aerografo per fare in modo di non coprire gli stemmi, ma verniciare solo le zone limitrofe.
  2. Creare le macchie, passare il lucido e solo dopo applicare le decals (che poi è il metodo da me seguito). Bisogna solo aver cura di lasciare un minimo di spazio per le decals, provando a fare in modo che poi queste non vadano a sovrapporsi alle macchie.

Visti i contorni sfumati e irregolari, la verniciatura è stata eseguita a mano libera con il colore ben diluito per controllare meglio le sfumature. Come ho già detto qualche riga sopra, dipinto il modello si lucida per bene le sue superfici con più passate di trasparente Tamiya X-22 .Questo serve, come sempre, ad evitare l’effetto “silvering” delle decals e favorirne il posizionamento.

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Il kit sorprende anche per la qualità delle decalcomanie: incredibilmente resistenti ,sottili e aderenti a qualsiasi curva o rigonfiamento .Tali caratteristiche hanno addirittura reso superfluo l’uso dell’ammorbidente specifico.

Una mano di opaco Gunze H-20 ha sigillato il tutto. Per completare l’opera ho incollato quelle parti che sono state colorate separatamente: elica, carrelli, canopy e filo dell’antenna; quest’ultimo è stato ricavato scaldando e tirando dello sprue già di colore nero .

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Bene, se siete arrivati a leggere fino a questo punto significa che non vi ho annoiato troppo… non posso che esserne felice! La smetto quindi con le chiacchere e vi lascio qualche foto.

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Per maggiori info, vi rimando al relativo Work in Progress sul forum di Modeling Time dove, eventualmente, potrete chiedere ulteriori chiarimenti. Infine, un doveroso ringraziamento a tutti i membri della community che hanno seguito lo sviluppo del modello e mi hanno consigliato sempre al meglio. Gazie ragazzi!

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Buon modellismo a tutti!
Leonardo ‘thunderjet’ F.

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2 COMMENTI

  1. Pur avendo seguito il tuo wip mi sono gustato anche questo articolo Leo. Ti rinnovo i complimenti per questo Emil e la sua mimetica da campo davvero particolare!….però prima o poi dovrai affiancarli un altro E con la capote chiusa 🙂

  2. Finisco i lavori che ho in cantiere e sicutamente provero’ questo modello…. gia`la lettuta di AquileGrigie mi aveva invogliato ad affrontare li 109. Ora sono convinto !! Grz

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