Saab J-35J Draken – dal kit Hasegawa in scala 1/48

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Se vogliamo lasciarci andare a luoghi comuni – e non me ne vogliano gli amici svedesi- le prime cose che ci vengono in mente parlando della Svezia sono gli Abba, e le belle biondine che popolano i pensieri e fanno palpitare i cuori di noi maschietti. Ma andando oltre, scopriamo che l’aviazione svedese è stata ed è tuttora una delle più avanzate del mondo, con il non facile compito di custodire la neutralità territoriale del territorio svedese. Da sempre la Saab, famosa anche e soprattutto per le automobili, si impegna a progettare aerei avanzati e dalle forme a volte bizzarre (si pensi al Tunnan) a volte precorritrici dei tempi moderni. È il caso del Saab J-35, meglio conosciuto come Draken, che in svedese significa tanto Dragone quanto aquilone e in effetti le sue particolari forme vagamente ricordano e sembrano avvallare questa seconda accezione del termine.

Fresco di ritorno da un viaggio proprio nella terra di Gustavo Adolfo e approfittando del nuovissimo kit Hasegawa in 1/48, ho pensato di aggiungere alla mia – modesta- collezione la riproduzione di questo bel caccia.

Cominciamo il nostro montaggio come al solito dall’abitacolo, abbastanza buono da scatola; mancano soltanto le cinture al seggiolino. Inoltre la Aires ha già approntato un magnifico set in resina e fotoincisioni per l’intero cockpit.Il colore di base non è grigio ma verde scuro (Gunze H-309) mentre consolles e strumenti sono in nero opaco. Il seggiolino ha la struttura in argento, il cuscino in verde e il poggiatesta nero opaco.Una volta chiuse le fusoliere (ricordatevi i fori per i piloni), installiamo le ali, la coda, la deriva, il cannone e tutti i pezzi che vanno a completare la cellula. Per il loro raccordo col corpo principale è richiesto stucco, ma questa è l’unica magagna di un kit per il resto dal montaggio senza storia. Ah, una cosa importante: ricordatevi i pesetti nel radome pena un modello seduto (indovinate come ho fatto a scoprire che io non eseguito questo passaggio non è per nulla difficile…).

Nel mentre che lo stucco asciuga (ricordo che ci vogliono tre giorni) ci dedichiamo a preparare le altre parti come carrelli, ruote, lo scarico, la piccola turbina ausiliaria. Quindi con la carta abrasiva lisciate tutte le stuccature e in men che non si dica il vostro Draken è pronto per essere trasferito al reparto verniciatura! Il kit offre la scelta fra due esemplari nella vecchia livrea in green/midnight blue su grigio e uno nella più moderna livrea a due toni di grigio, vivacizzata dalle insegne svedesi ad alta visibilità e da due grossi numeroni sul dorso in rosso day-glo! Proprio su quest’ultima è caduta la mia scelta. Per i due grigi ho scelto il 36375 grigio e il grigio azzurro 35237, entrambi acrilici della gamma Agama, così come l’argento usato per il ventre dell’aereo, per i bordi di uscita, per i carrelli e relativi vani. I due grigi non rispecchiano l’esatta corrispondenza dei colori svedesi ma sono molto simili all’originale! Mi sono poi divertito a zozzare l’aereo con pre-shading, post-shading, lavaggi a olio e chi più ne ha più ne metta! Per l’applicazione delle decals ho usato l’apposito emolliente Gunze, previa base di Future che ha fornito la base lucida. Le decals sono meravigliose e si applicano senza problemi.

Ora non resta altro che stendere una mano di opaco, mettere gli ultimi particolari e mettere l’aereo vicino agli altri modelli completati! Chiamatelo Dragone, chiamatelo aquilone, quello che otterrete è un aereo sicuramente inconsueto e decisamente accattivante, ringiovanito dalla livrea low-viz. Voi ci credete se vi dico che è entrato in servizio nel lontano 1956? E ora rispondete a quest’altra domanda: ricordate che un po’ di tempo fa, in conclusione di un articolo riguardo a una vettura, chiesi se mi ricordavo ancora come si fanno gli aerei? Bene: secondo voi, me lo ricordo?

Buon modellismo

Alessandro Gennari

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