Kit Review: RF-84F Thunderflash – kit Tan Model in scala 1/48.

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Per anni i modellisti “italianofili” hanno vissuto in una sorta di limbo… costretti ad accontentarsi di vecchie scatole di montaggio, pur di aggiungere alla collezione un velivolo con le coccarde tricolori, oppure rassegnarsi e rinunciare al progetto.

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Negli ultimi mesi, però, il trend negativo sembra essersi interrotto, finalmente! In poco tempo sono apparsi sul mercato diversi kit dedicati a soggetti che mai prima erano stati presi in considerazione o di cui si reperivano, spesso a fatica, stampi obsoleti: basti pensare all’AMX (Kinetic e Hobby Boss), al Ro.43 (Special Hobby) e, appunto, all’RF-84F della Tan Model oggetto di questa recensione. Il prezzo medio di vendita di questo nuovo prodotto, in Italia, si aggira intorno ai 53€; non poco a pensarci bene… ma in linea con la tendenza del mercato degli ultimi anni, purtroppo.

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La confezione, ad apertura verticale, è robusta. Aprendola si scoprono cinque stampate di stirene color grigio chiaro (più due per i trasparenti) che racchiudono circa 176 parti. A corredo viene fornito anche un simpatico gadget, un tappetino per mouse con la stampa di un pezzo di taxiway che può essere usato anche come basetta per fotografare il modello ultimato.

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Le istruzioni sono chiare e complete. I disegni che spiegano i vari passaggi sono ricavati direttamente dal rendering e, tutto sommato, sono anche graficamente molto accattivanti.

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La plastica ha una finitura superficiale leggermente rugosa, ma tale da non pregiudicare una perfetta resa delle superfici a modello ultimato. Le pannellature sono in negativo: non sottili e precise in stile Hasegawa o Tamiya, ma neanche pesanti come le prime realizzazioni Kinetic. La presenza di alcune file rivetti, nei punti giusti, contribuisce ad aumentare il realismo generale del soggetto in scala. Il kit ha, indubbiamente, delle soluzioni tecniche molto attuali; basti pensare che per le prese d’aria i tecnici turchi hanno previsto, già da scatola, il condotto interno fino al primo stadio del compressore. Per le ali, invece, hanno ideato un perfetto incastro nella fusoliera che permette di montarle praticamente senza l’uso di stucco.

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Le superfici di governo sono interamente mobili, timone direzionale e flap inclusi. Quest’ultimi, purtroppo, risultano più corti di almeno un paio di millimetri e, una volta montati, lasciano un anti estetico vuoto rispetto alla carlinga. Anche gli aerofreni possono essere rappresentati aperti pur se gli spessori della plastica sono tali da farli risultare decisamente fuori scala. Stesso inconveniente anche con le alette anti scorrimento da montare sul dorso delle ali: forse, per una scatola dal costo così elevato, sarebbe stato meglio fornire delle fotoincisioni ad hoc.

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Non proprio all’altezza anche i portelloni del vano carrello principale sui cui la Tan Model ha stampato direttamente le gambe di forza. Una soluzione vetusta che negli ultimi anni non era stata più presa in considerazione da alcuna casa produttrice (la Monogram, all’epoca, riproduceva spesso i pezzi con questo metodo). Rimanendo nella stessa zona, gli pneumatici sono separati in due parti –  copertone e cerchione. Comoda la possibilità di poter verniciare i due insiemi a parte senza ricorrere all’uso di mascherine; peccato, però, che le ruote abbiano una diametro maggiore della loro sede risultando sovradimensionate. Al contrario il tubo di scarico è più piccolo del dovuto e a modello ultimato salta subito all’occhio come la circonferenza dell’exhaust sia più ridotta rispetto alla fusoliera stessa.

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A parte questi errori grossolani, dimensionalmente questo Thunderflash nella scala del quarto di pollice è pressoché fedele. Abbiamo avuto anche la possibilità di confrontarlo con il vecchio Heller, da molti considerato accurato, riscontrandone delle forme quasi del tutto simili. Anche alcune scelte nella scomposizione dei pezzi sono affini, segno che la ditta turca ha preso parecchi spunti dal vecchio kit francese. L’abitacolo è sufficientemente dettagliato ma non eccelle per dovizia di particolari. Il seggiolino, corretto per un esemplare AMI, è privo di cinture e non proprio bello a vedersi; di sicuro un aftermarket in resina è consigliabile.

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Il grande vano per le fotocamere sistemato nel muso può essere rappresentato completamente aperto. Per far ciò basterà asportare i portelloni, già stampati assieme a tutto il resto, incidendo la plastica lungo una linea di taglio già prevista all’interno delle semi-fusoliere. Coloro che preferissero lasciare invariate le linee del velivolo, al contrario, non dovranno fare assolutamente nulla!

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Sono, ovviamente, fornite anche le macchine fotografiche: non molto dettagliate, a dir il vero, ma già dotate delle intelaiature per un montaggio semplice e pulito. In generale questa zona del kit non brilla come qualità e quantità di dettaglio e bisogna lavorarci un pò per renderla accettabile.

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Interessante, invece, la quantità di parti trasparenti incluse: a parte le finestrature del vano fotocamere, è incluso anche un “one piece canopy” per facilitare il compito a chi vuole rappresentare l’abitacolo completamente chiuso. Ovviamente all’interno della confezione sono previsti anche i singoli vetrini separati. Se la fornitura è abbondante, l’accuratezza non è delle migliori. La parte mobile del canopy, infatti, ha un profilo troppo piatto e rastremato alla sua sommità, quando in realtà dovrebbe essere più a goccia e bombato. Questo difetto si nota immediatamente in posizione chiusa, da aperto l’occhio lo percepisce già meno.

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I carichi esterni sono limitati ai soli serbatoi, come anche per il velivolo reale. Sono compresi sia quelli da 230, sia quelli da 450 galloni.

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Veniamo ora alle decalcomanie, vero punto debole del kit: spesse, con colori completamente errati e, soprattutto, fuori registro. Per porre “rimedio” a quest’ultima problematica la Tan Model ha inserito un foglietto aggiuntivo che corregge, ironia della sorte, proprio le insegne turche… tedesche (stampate comunque non allineate) e francesi. Gli stencil, tranne alcuni, sono completamente inutilizzabili.

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Per concludere, l’RF-84F della Tan Model è una “croce e delizia”. Croce… perché, di sicuro, non vale ciò che costa. Delizia… perché, nonostante tutto, ci permetterà di rappresentare un velivolo che per molti anni ha servito nella nostra Aeronautica Militare. A voi la scelta: vale la pena acquistarlo?

Buon modellismo a tutti! Valerio – Starfighter84 – D’Amadio.