Panzerjäger! – Henschel HS.129 B-2 dal kit Hasegawa in scala 1/48.

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Quando si parla di Luftwaffe, I primi velivoli che saltano subito alla mente sono di sicuro i vari Me.109 e Fw.190. Ma se si allarga un poco la panoramica sulla grande varietà di macchine impiegate dall’aviazione tedesca durante l’ultimo conflitto mondiale, si scoprono tantissimi soggetti interessanti: uno di questi è proprio l’Henschel HS.129 Panzejäger, oggetto di questo mio articolo.

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Il modello:

Qualche tempo fa mi capitò sotto mano la scatola numero 09071 della giapponese Hasegawa riguardante la versione B-2: lo stampo era uno degli ultimi prodotti alla fine degli anni ’90, con le classiche pannellature finemente incise e un alto livello di dettaglio generale. Dopo un primo esame ho deciso di non utilizzare aftermarket o ulteriori set di dettaglio per il cockpit perché, una volta terminato il modello, di questa zona resterà ben poco alla vista. Ho iniziato quindi la costruzione proprio da qui: l’intero abitacolo è stato verniciato in RLM 66 e ampliamente lumeggiato con un deciso dry brush in grigio chiaro (di solito uso il F.S. 36375). Per riprodurre la strumentazione ho scontornato, mediante una fustellatrice, quella fornita dal kit sotto forma di decal e posizionato i quadranti nei loro alloggiamenti. Questi ultimi sono stati poi spennellati con il Micro Sol per ammorbidire la pellicola e dare un effetto “painted on” agli strumenti. L’unica aggiunta per così dire “esterna”, sono state le cinture di sicurezza del seggiolino tratte da un foglio foto inciso dell’Eduard.

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Dopo poche ore di lavoro il cockpit è pronto per essere inserito nel suo alloggiamento e le due semifusoliere predisposte per essere incollate: le operazioni si sono svolte senza incontrare alcuna difficoltà e senza dover ricorrere a un eccessivo uso di stucco per raccordare le giunzioni. Senza storia l’assemblaggio delle due semi ali (preparate in precedenza) che, data l’estrema precisione di assemblaggio, non richiedono alcun intervento di filling. Prima di montare le nache, ho dipinto le stelle del motore radiale in nero opaco ed eseguito un pesante dry brush in alluminio e Metallic Grey Tamiya per esaltare il dettaglio dei pistoni e delle relative aste. Per quanto riguarda il cannone, l’Hasegawa permette la scelta tra il Mk.101 ed il più tardo Mk.103: la mia opzione è ricaduta sul primo dopo aver attentamente consultato la documentazione in mio possesso. Una volta aggiunti il terminale del musetto e i piani di coda, il modello è in pratica pronto per essere verniciato… dopo appena quarantotto ore dall’apertura della confezione!

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Verniciatura:

Assieme alla scatola di montaggio, ho acquistato un interessante foglio decal dell’Eagle Cal’s: all’interno dell’articolo EC17, ho trovato un bellissimo esemplare inquadrato nell’Afrika Korps. Si tratta del w.nr. 0278 appartenente all’8. (Pz)/Sch.G 2 di cui fu ritrovato il relitto abbandonato ad El Alouina (Tunisia) all’inizio del 1943. Il velivolo fu uno di quelli direttamente trasferiti dal teatro operativo europeo di cui ancora manteneva la livrea originale con superfici superiori in RLM 70/71 a splinter, e superfici inferiori in RLM65. Giunto in Africa gli fu applicata una livrea sul campo con macchie irregolari in RLM 79 che obliteravano parzialmente le insegne di nazionalità e la fascia bianca in fusoliera. Sempre in fusoliera era presente una “X” viola che probabilmente era il risultato della sovrapposizione del nuovo colore rosso sul vecchio blu, e dello scolorimento di tali vernici causato dall’impietoso sole equatoriale.

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Per iniziare, ho verniciato il modello con il grigio RLM65 che ha avuto anche funzioni di primer. In seguito è stata la volta dell’RLM70, e delle zone in RLM71 mascherate mediante un cartoncino volante appoggiato sulle aeree non interessate, e tenuto fermo con una pallina di UHU Pata Fix. Dopo aver fatto asciugare per bene i colori di base, ho realizzato le varie parti bianche in fusoliera e sotto le tip alari; a questo punto, dopo un’abbondante passata di cera acrilica Future, ho posto le poche decalcomanie costatando che la loro qualità è davvero buona, con un alto potere adesivo e una ridotta predisposizione al silvering. La fase che segue è stata sicuramente la più divertente e quella che mi ha regalato più soddisfazione: ho caricato il mio aerografo (un vecchissimo Paasche V con cui mi trovo benissimo per i lavori di estrema precisione) con l’RLM 79 estremamente diluito. Per ottenere un tratto quanto più sottile possibile, ho smontato dal mio Paasche la testina lavorando praticamente con l’ago e la duse “scoperti” e una pressione nel compressore molto bassa.

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Con pazienza ho ricreato le varie macchie, sottoponendo allo stesso procedimento anche le ogive delle eliche. Per gli scarichi ho usato un procedimento del tutto personale: ho verniciato le parti in arancione scuro (qualsiasi tonalità può andar bene), che ho poi mitigato con vari toni di marrone, puro e misto a grigio chiaro, steso uno strato dopo l’altro.

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Per l’invecchiamento ho utilizzato un lavaggio generalizzato in Terra di Siena allungato con il diluente Humbrol, e fatto colare per capillarità in tutte le pannellature. Per la pancia del modello ho realizzato qualche perdita di olio dai radiatori e delle macchie di liquidi lubrificanti dalle superfici mobili. Per gli scarichi dei motori ho prima creato le quattro fumate in nero, e ne ho poi ripassato la parte interna più vicina ai tubi in grigio chiaro per simulare i gas incombusti.

I pozzetti e le gambe di forza dei carrelli sono in RLM 02, i cerchioni in RLM76 ed i pneumatici nel solito Tire Black H-77 Gunze. Anche per questa zona, un washing con una mistura di cinquanta e cinquanta di Bruno Van Dyck e Nero mi ha permesso di “tridimensionalizzare” il tutto.

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Conclusione:

Gli ultimi particolari hanno riguardato principalmente i trasparenti, installati a montaggio ultimato perché non richiedevano alcuna stuccatura. E’ stata poi la volta del collimatore sul muso e della piccola plancia strumenti dei motori presenti all’esterno: da notare come queste apparecchiature furono montate fuori dall’abitacolo a causa dei suoi spazi davvero claustrofobici! L’aggiunta delle luci di posizione, e dell’antenna a filo realizzata in sprue tirato a caldo hanno terminato i lavori. Buon modellismo. Alberto Borzellino.

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Colore

Gunze

Humbrol

Tamiya

RLM 02

H70

92

XF 22

RLM65

H67

65

XF 23

RLM 70

H65

91

XF 13

RLM 71

H64

116

XF 61

RLM 79

H 66

62

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