Mitsubishi Ki.46 “Dinah” dal kit Tamiya in scala 1/48.

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Ecco il mio terzo modello in assoluto, questa volta si tratta del ricognitore giapponese mitsubishi ki-46 III type 100 dinah. Operante dal 1943, esso venne impiegato nelle operazioni della Manciuria e Cina durante la Seconda Guerra Mondiale e per missioni di ricognizione sulle coste settentrionali di Australia e Nuova Guinea. Attualmente l’unico esemplare esistente è conservato presso il RAF Museum di Cosford – Inghilterra.

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Il kit è il Tamiya in scala 1/48 rigorosamente costruito da scatola. Non sono un grande amante degli aftermarket e poi, senza ombra di dubbio, il modello è già abbastanza dettagliato così com’è!

Come sempre, le mie fatiche sono partite dal cockpit che è stato verniciato nel caratteristico colore Aotake Blue  della Lifecolor (codice  UA 136), diluito con il suo diluente specifico; il quadro strumenti è in nero gunze H77 con drybrush in Grigio Humbrol 191.

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L’interno è stato lumeggiato con una tecnica che non avevo mai usato prima: essa consiste nell’applicare, prima del colore definitivo, uno strato di alluminio o cromo. Personalmente ho utilizzato il Chrome Silver X-11 della Tamiya. e,  una volta asciutto, ho steso una mano leggera di Clear Gunze H-30. Il trasparente ha lo scopo di proteggere il colore sottostante dalle successive fasi che adesso andrò a elencarvi. Sopra all’H-30 ho finalmente passato l’Aotake ed ho atteso almeno una giornata per la sua completa essicazione; A questo punto ho utilizzato un cottonfioc imbevuto di benzina per accendini (Zippo) strofinandolo sulle superifici interne e asportando il colore dove mi interessava . Così facendo ho fatto emergere il Chrome sottostante dando un effetto vissuto all’intero abitacolo e simulando la tipica usura dovuta all’utilizzo intenso e al calpestio. Diciamo che si ottengono risultati simili al dry-brush però con qualche piccola differenza.

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Per completare il tutto  ho effettuato un lavaggio con colore ad olio “Seppia” allungato con diluente Humbrol.

Finito l’abitacolo, esso è stato inserito nel suo alloggiamento ed ho proceduto unendo le semifusoliere.  Purtroppo il loro montaggio non è stato molto agevole, ed hanno creato problema nel farle combaciare perchè  leggermente disassate.

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Limato e stuccato dove necessario, sono poi passato alle ali dove la fama di alta precisione della Tamiya si è ancora una volta confermata con incastri praticamente perfetti (compreso la successiva unione del complesso alare alla fusoliera). Il vano carrelli è stato verniciato in Aotake con lavaggio in “Seppia”, e carrelli in grigio medio.

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A questo punto le mie attenzioni si sono rivolte ai motori:  le uniche foto del modello esistente mostrano i motori in perfetto stato,  senza sporcature e tracce di olio; Volendo riprodurre il mio Ki-46  con un certo grado di  invecchiamento, ho deciso di “ungere” i propulsori tutto con un bel washing in nero ad olio, sempre dopo aver applicato il colore di fondo in XF-56 Tamiya.

E finalmente si giunge al momento della verniciatura, come sempre la parte più interessante! Questo ricognitore non possiede una mimetica complicata, anzi decisamente semplice, con il verde che caratterizza la parte superiore (J.A.Green XF-13) e il Grigio Chiaro le superifici inferiori (J.A.Grey XF-14). Inizialmente la tonalità del verde non mi ha convinto molto a causa della sua eccessiva scurezza… non avendo molta voglia di imbattermi in miscele complicate o strane alchimie ho preferito comunque utilizzare il pigmento della Tamiya risultandone alla fine abbastanza soddisfatto. Il grigio, al contrario, è molto azzeccato!

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Stesi i colori di fondo sono passato allo schiarimento dei pannelli aggingendo una punta di bianco ai colori di base: questa tecnica, meglio conosciuta col nome di “Post-Shading”, consiste nel desaturare il centro dei pannelli per simulare la normale usura delle vernici dovuta agli agenti atmosferici. Purtroppo il Post- Shading può essere eseguito solamente ad aerografo, proprio per ottenere delle sfumature morbide ed omogenee nelle zone da schiarire… Questa volta mi sono trattenuto nello shading, di solito molto evidente, facendo solo poche passate.

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Finita la mimetica, ho iniziato la fase delle decal preparando il fondo con varie passate di trasparente lucido Gunze. La posa delle insegne non ha richiesto molto tempo perchè il loro numero è veramente ridotto. A questo punto, per evitare che le decalcomanie staccassero troppo dalla livrea già usurata, mi sono chiesto con quali colori  potessero essere desaturate… si tratta di tonalità particolari come ad esempio il rosso degli Hinomaru (i grandi cerchi rossi che rappresentano il famoso Sol Levante).

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In aiuto mi sono venuti gli amici del forum di Modeling Time (www.modelingtime.com/forum), sempre vicini con i loro fondamentali consigli! mi hanno suggerito un rosso molto sbiadito (praticamente rosa) e qualche sporcatura in grigio. Effettuata questa operazione ho passato un’altra mano di trasparente per sigillare il tutto e preparare il fondo per il lavaggio.

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Altro problema:  cosa usare? Essendo il verde molto scuro non ho eseguito un lavaggio “pesante”  (in nero o Bruno Van Dyck per esempio) per le pannellature: si sarebbe visto ben poco ed avrei solamente ottenuto un effetto “mattonella”.  Alla fine ho optato per un grigio molto chiaro; Il risultato non è molto evidente per la parte superiore del modello, ma alla fin fine, esalta il dettaglio quel che basta per non risultare troppo pesante.

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Per la parte inferiore, invece, ho usato un grigio più scuro con l’aggiunta del Bruno Van Dyck poco diluito. Superata questa fase, il mio Dinah è pronto per ricevere la sua finitura opaca finale.

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Non ne ho provati molti, anzi ho prusato solo il Vallejo, ma penso che non lo cambierò mai. Avevo letto una recensione che ne parlava molto bene, l’ho acquistato ed è stato…  amore a prima vista! diluito con qualche goccia di acqua distillata ha una finitura perfetta… consigliato a tutti quindi!

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Non resta che inserire i carrelli che le istruzioni suggerivano di attaccare al passaggio 2. Essendo questi molto delicati ho deciso di posizionarli solo alla fine perchè sicuramente non sarebbero arrivati sani e salvi fino alla fine.

Siamo quasi alla fine: eliche in marrone Tamiya XF-10, pneumatici in Tyre Black H-77 Gunze e qualche sporcatura in H-72 sempre Gunze.

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Questo piccolo bimotore presenta molte zone vetrate, tra cui anche  la finestratura inferiore per l’alloggiamento di una macchina fotografica da ricognizione. Per la mascheratura dei trasparenti utilizzo un metodo del tutto personale,i l nastro isolante da elettricista! avete capito bene… Deve essere di colore chiaro, io ad esempio uso quello rosso. Posto sui tvetrini e messo in controluce si riesce a vedere chiaramente la linea di demarcazione del frames e, con un cutter affilato, si può praticare l’incisione per rifilare il materiale in eccesso e lasciarlo soolo dove occorre (stando attenti a non spingere troppo per non rovinare la trasparenza dei pezzi). Con un po’ di pratica diventa un’operazione brevissima e precisa.

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Come ritocco finale ho utilizzato il carboncino nero ridotto in polvere e “spennellato” poco alla volta sull’uscita degli scarichi per simulare i classici fumi di scarico dei motori a pistoni. Famose sono anche le scrostature degli aerei del sSl Levante, conseguenza dei teatti d’operazioni dalle condizioni climatiche particolarmente avverse e dalla proverbiale scarsa qualità delle vernici utilizzate! Per riprodurre i punti dove  il colore è saltato via utilizzo una matita argentata,  appoggiando la punta ben affilata direttamente sulle zone interessate; un tocco leggero anche sulle eliche  e nelle aeree di camminamento ed il gioco è fatto.

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A questo punto non mi resta che riporre con cura in vetrina il mio Ki-46 e godermelo finalmente ultimato. Buon modellismo a tutti – Federico – Ircedofe – Conti.

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