Mirage 2000 C – dal kit ESCI in scala 1/48.

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Devo ammettere che la scatola ESCI dedicata al Mirage 2000 C giaceva da tempo immemorabile nell’ “armadio degli scheletri” che ogni modellista ha sicuramente a casa propria. Come al solito è bastata un occasione, che per il sottoscritto è stata quella di mettere le mani su svariate annate della rivista francese Air Fan, ed ecco che casualmente sul nr.70 datato agosto 1984 spuntano le foto della consegna, avvenuta nel luglio ’84, dei primi esemplari operativi del Mirage 2000 all’ E.C. 1 / 2 “Cicognes” a Dijon-Longvic. E nelle foto eccolo qua, l’esemplare con numeri 2-EL proposto dalla scatola ESCI. Che cosa aspettiamo allora? Tiro fuori da una pila la scatola (il modellista secondo me accumula e monta modelli sempre con il criterio LIFO cioè l’l’ultimo comprato è sempre il primo ad essere finito con buona pace dei vecchi acquisti!!!) e …. Accidenti che belle pannellature incise non me ne ricordavo. Effettivamente la ESCI nell’ultimo periodo di vita aveva tirato fuori degli stampi con incisioni molto fini come nell’F100 1/72 riedito dall’Italeri e dalla Revell alcuni anni fa.

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Ovviamente il primo sguardo va al cockpit ed al sedile. Quest’ultimo nella scatola è, o almeno dovrebbe essere, un Martin Baker MK10. I casi sono 2 o lo buttate via oppure, come ha fatto il sottoscritto, plasticard, imbottiture in nastro telato, profili Evergreen, strisce di stagnola e passa la paura. Il cruscotto è liscio per permettere l’uso di una decal per gli strumenti ma io, al solito, ho verniciato e rifatto tutti i quadranti per conto mio usando cornici e spessori in plasticard per le consolles. La fortuna dei cruscotti moderni è quella che per la maggiore ci sono schermi HDD multifunzionali facili da riprodurre e pochi “orologi” (inserire foto ”lavori”). Fatto ciò un bel pesino in punta e si possono incollare le semifusoliere e le ali. Ed ecco prorompere la bellissima pianta a delta tipica dei “figli” di Marcel Dassault. Altro intervento necessario è il rifacimento dello sfogo d’aria sulla parte superiore della fusoliera si eliminerà, pertanto, la grossolana gobba e con due triangoli ed un rettangolo di plasticard fino si riprodurrà il particolare fatto che gioverà molto al risultato finale (inserire foto airscoop). Inoltre mancano sul raccordo ala-fusoliera due (uno per parte) sfoghi per l’aria. Io sono partito da un vecchio serbatoio e col metodo del taglia e sagoma le ho riprodotte. Già che c’ero ho preso le misure per due “tappi” per le prese d’aria per il semplice fatto che visto che saranno di colore rosso gioveranno molto alla “coloristica” del velivolo. Inoltre sempre nella zona prese d’aria-fusoliera anteriore ho aggiunto due listelletti di plasticard. Passiamo al cono di scarico. Qui ho avuto un po’ di fortuna. Ho notato che lo scarico di un F104 1/48 Hasegawa (il J79 a 17 petali per la versione ”S”, infatti la scatola contiene entrambi gli scarichi sia per il “G” che per l’ “S”) si infilava perfettamente nello scarico del Mirage rendendolo difatto più “complicato”. Poi ho aggiunto un tubolare di canalina per cavi del diametro adatto (nei negozi per faidatè si trovano le cose più impensabili da poter usare) in plastica per simulare la profondità e alla fine il pezzo rappresentante la turboventola. Detto ciò il modello è praticamente montato si deve solo stuccare/scartavetrare dove serve come (purtroppo) sempre. Il carrello anteriore è semplificato si dovranno riprodurre cavi e fascette ed inoltre modificare i due fari molto evidenti. Quello posteriore abbisognerà solo di cavetti freni. Con plasticard sottile ho riprodotto le placche per le luci di formazione a bassa visibilità presenti in fusoliera e coda.  Avrete notato che non uso set di dettaglio o fotoincisioni. Beh è una filosofia tutta mia ma mi diverto più così.

montaggio

lavori

Fatto questo passiamo finalmente alla verniciatura. Qui si entra in un mondo fatto di pigmenti e reazioni all’ultravioletto dove tutti i codici FS fanno un po’ acqua da tutte le parti. Il Mirage 2000 è infatti un classico esempio (come l’F15) dell’uso di vernici cosiddette “camaleonte” nel senso che reagiscono in modo diverso alla quantità di ultravioletti da cui vengono colpite. Ecco perché le due tonalità di grigio del Mirage a volte daranno molto sul “grigio / celeste” in caso di giornata assolata, mentre in una giornata plumbea daranno più sul “celeste / blu”. Che fare?

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Ora, i colori sono codificati come Light ghost gray (fs 36375) e Intermediate blue (fs35450). Per il primo non ci sono problemi perché esiste in tutte le salse. Per il secondo invece c’è un po’ da ragionarci. Come ho detto è un colore che reagisce diversamente all’impatto dei raggi solari ed allora perché non scegliere noi la tonalità che più ci aggrada? I fanatici dl Federal standard storceranno sicuramente il naso! Io personalmente ho preso tutte le foto in mio possesso ed ho preferito la tonalità “giornata calda e senza nuvole” quindi grigio FS36375 e un celeste uscito fuori da un miscuglio di bianco, FS36375 e un celeste tutti della gamma Tamiya acrilici (io uso esclusivamente Tamiya o Gunze acrilici diluiti in alcool rosa). Le proporzioni??? Ehmm.. Boh??? Ammetto che sono andato ad occhio fino a che la tonalità non mi sembrava giusta e ne ho preparato un barattolo.

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Per la verniciatura la prima cosa da fare è una bella passata generale di FS36375 che farà sia da primer che da colore base. Fatto ciò io procedo con sottolineare, sempre ad aerografo, le linee di struttura con il NATO black Tamiya  poi, con il bianco, schiarisco il centro di ogni pannello dove penso che la luce batta di più (inserire foto “preshading”). Poi una nuova passata di FS36375 per smorzare i toni ma senza esagerare se l’effetto linea di struttura si nota ancora, tanto lavaggi e vernici trasparenti smorzano ulteriormente l’effetto. Un consiglio: prima di dare una passata ulteriore di vernice, specie se, come il sottoscritto, lavorate la sera con luce artificiale picchiatevi, frustatevi, crocifiggetevi ma ASPETTATE la luce del giorno prima di darla perché le cose cambiano di molto. Un modello con pesante effetto a “strisce” la sera prima, il giorno dopo, al sole, può sembrare invece uniformissimo!

Detto questo, mascherato il grigio di base, possiamo dare il secondo colore (quello che abbiamo preparato) ed anche qui trattarlo con i medesimi effetti di schiaritura e sottolineatura dei pannelli.

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A questo punto un mio amico di Forum mi ha fatto notare una cosa inviandomi una foto in controluce di un Mirage 2000: il bordino di contatto tra il 2° colore della mimetica e il grigio FS36375 sembrerebbe di una tonalità più scura. In realtà, mi ha spiegato, ciò è solo un illusione ottica creata dal modo differente di riflettersi della luce e dovuto, semplicemente, al fatto che il bordo del colore scuro, e solo quello, è opaco mentre il resto dell’aereo è tutto semilucido. Io allora ho riprodotto tale effetto semplicemente rifacendomi all’illusione ottica spruzzando il 2° colore scurito con un po’ di blu. Il radome di questi primi esemplari consegnati era completamente nero e solo successivamente venne riverniciato di grigio per uniformarlo al resto dell’aereo. Ora una bella passata di cera Future, per lucidare, e poi un bel lavaggio con colori ad olio Terra di Siena e Nero nei pannelli per sottolinearli e dare un po’ di “vissuto” al nostro bell’aeroplano. Anche un po’ di gessetti sfumati non guasteranno, ricordandoci però sempre che il Mirage nel lontano 1984 non era ancora il veterano di 1000 battaglie (dovrà aspettare la Desert storm 1991 e la guerra dei Balcani nel 1999). Mettiamo le decals e poi due Super Matra  sotto le ali per renderlo un po’ più guerriero ed il nostro lavoro è terminato. Che dire ora? La soddisfazione è stata l’avere completato un modello che giaceva sepolto da quasi 20 anni, nonchè avere riprodotto un soggetto un po’ bistrattato dai modellisti (anche francesi). Inoltre il Mirage 2000 l’ho visto esibirsi a Grosseto nel lontano 1999 dove fece un esibizione impeccabile e tiratissima, mai sotto i 5G con punte di 9!!! L’unica sua sfortuna e che se ne accorsero in pochi perché prima di lui si era esibito un F18 che è grande, potente e rumoroso il doppio impressionando tutti per questo!

Saluti e buon modellismo a tutti.

Massimo De Luca.

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