Mig-25 PD “Foxbat” dal kit ICM in scala 1/72.

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“Era un caldo giorno qualunque di inizio estate……” potrebbe essere l’inizio di un qualsiasi romanzo ed invece è stato solo l’inizio di una nuova avventura modellistica. Vi è mai capitato infatti che ad alcuni soggetti sia riservata la nostra più completa e totale indifferenza modellistica, poi, come d’incanto, un giorno venire invece colti dall’irrefrenabile voglia di portare a compimento tale opera??? In effetti in 30 e passa anni di attività modellistica il MiG25 Foxbat non ha mai trovato nella mia testa  una particolare risposta emotiva tale da farmi intraprendere una sua riproduzione. Le forme spigolose con quelle grandi ruote del carrello lo facevano somigliare troppo ad un giocattolone. Di contro, però, il soggetto reale mi ha sempre affascinato, considerandolo una tra le superstar assolute della “guerra fredda”.

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Un giorno, “girovagando” su internet, mi si aprono alcune foto di MiG25 e da queste comincio ad osservare l’aereo sotto un punto di vista diverso: intravedo infatti grandi possibilità di invecchiamento, soggetti anche interessanti ma, soprattutto, i due enormi ugelli di scarico dei motori Tumansky che nascondono al loro interno svariati particolari e, di conseguenza, la possibilità di tagliare, affettare, stirare a caldo e incollare plasticard! Però la  vera sfida è diventata per me il riuscire a far diventare il “giocattolone” una macchina da guerra!!!! Ovviamente prima dell’acquisto ho fatto una bella ricerca sul web per capire le differenti varianti del soggetto e, soprattutto, quale kit scegliere per riprodurre la Volpe. Ho subito scartato il vecchio Hasegawa perché poco accurato nelle forme. Poi tra i vari Zvezda, Kondor e ICM ho capito che i primi 2 sono lo stesso kit, mentre l’ICM è come i primi due ma migliorato e aggiornato per quel che riguarda i particolari relativi alla versione proposta nonché nella finezza delle pannellature/rivettature (ma anche nella scomposizione ho scoperto dopo). Ho quindi scelto il kit della ICM. La prima cosa che consiglio di fare e ripassare per bene le pannellature incise perché sono molto fini e visto che ci sarà molto da carteggiare, rischiamo di perderle.

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Cominciando il montaggio partiamo subito dal concetto che abbiamo per le mani un kit che prevede stucco, colla, olio di gomito e, soprattutto, tante prove a secco causa la scomposizione complicata e le istruzioni purtroppo non chiarissime. Il cassone della fusoliera, in particolare, è formato da diversi pezzi (paratie laterali, code, pozzetti principali, fusoliere) che devono essere “convinti” ad assumere un corretto allineamento. Se sbagliamo avremo un MiG25 irrimediabilmente sghembo, quindi occhio.

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Il cockpit è poverissimo di dettagli. Se lo faremo chiuso poco male perché non si vedrà nulla. Se invece sarà aperto le cose cambiano visto l’”affollamento” tipico dei cockpit russi. Esistono degli aftermarket ma vedendoli in foto non mi sembra che il loro acquisto valga la pena: basta un po’ di plasticard, sprue stirato, fotoincisioni di avanzo e via. Il seggiolino lo cambierei invece (io ho tenuto solo il poggiatesta il resto l’ho autocostruito). Altra complicazione sarà il miglioramento dell’interno del trasparente ribaltabile che nasconde tanti particolari quali imbottiture, una tendina e dei maniglioni.

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Altro dettaglio a cui dedicare la nostra massima cura sarà quella degli scarichi. Strano a dirsi ma i due enormi scarichi dei turboreattori Tumansky sono la zona più interessante del velivolo secondo me. Qui la ICM non è che abbia perso più di tanto tempo sorvolando su molti particolari ma, con le foto che troviamo sul web e una buona dose di pazienza, si può arrivare ad una buona riproduzione.

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Anche il carrello anteriore e quei due monolocali di prese d’aria tipiche di questo MiG necessiteranno di qualche aggiunta e miglioria perché sono parti molto visibili.

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Colorazione.

In occasione di un GB sul forum “Modeling Time” dedicato ai soggetti esotici ho scelto, inizialmente, di riprodurre un esemplare libico. Poi, per guai con le decals della scatola (in effetti consiglierei col senno di poi l’acquisto di un foglio decals aftermarket dedicato al soggetto), ho dovuto optare per un velivolo Irakeno. Poco male perché tanto la colorazione è esattamente la stessa. Prima di tutto ho steso il Flat White Tamiya anche con funzione di primer “scoprimagagne” e dopo sotto con un bel preshading sulle linee struttura e pannellature.

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Ho usato il grigio Gunze H338 (Fs36495) per le superfici, grigio Tamiya Xf 54 per il radome ed alcune zone dei dielettrici sulle derive e Tamiya NATO Black per il pannello antiriflesso. Quindi ho rispruzzato il nostro Fs36495 (che poi è un grigio chiarissimo con una leggera vena di azzurro) fermandomi quando l’effetto preshading sottostante  è ancora ben visibile. Poi ho dato il silver nella zona motori, limitandomi però solo ad alcuni zone laterali adiacenti agli scarichi, perché in realtà dovrebbe essere esteso anche alla zona posteriore inferiore della fusoliera. La colorazione in generale in effetti è semplice, basta solo un po’ di attenzione con le mascherature.

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Invecchiamento

Questa fase è invece essenziale perché in questo modo il nostro MiG25 da “giocattolone” diventerà una macchina da guerra. La prima cosa da fare è contestualizzare la realtà operativa del soggetto reale quindi, essendo un velivolo Irakeno,  direi: poca manutenzione esteriore, azione del sole a picco e conseguente desaturazione dei colori specie nelle zone superiori, sporcizia accumulata nella zona derive/motore. Da qui in poi comincia la fase di “sporcatura”. Sulle zone che dovrebbero essere  metalliche ho puntinato pigmenti di colori ad olio puro, nero e bruno scuro, “tirati” poi con un pennello pulito. Possiamo stabilire quanto filtro avere sulla parte interessata semplicemente bagnando un pennello, o meno, con acquaragia e passandolo sui colori ad olio. Le superfici ancora opache assorbiranno questi pigmenti rendendo un effetto realistico delle trafilature e sporcizia accumulatasi.

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A questo punto la maggior parte degli “effetti speciali” in fusoliera sarà dovuta al preshading ma visto che volevo simulare anche la “cottura” e lo sbiadimento della vernice, dovuta alla forte azione dei raggi solari, ancora una volta sono ricorso ai colori ad olio dati puri. L’uso di questo tipo di colori è sempre stato limitato ai modelli di mezzi corazzati perché in effetti può essere una tecnica un po’ invasiva sulle nostre lucenti fusoliere verniciate ad aerografo con finissimi pigmenti acrilici ed il dover usare un pennello ed un colore pastoso su tali finiture potrebbe spaventare! In realtà però tali colori se usati con parsimonia, ed avendo soprattutto chiaro il risultato che vogliamo raggiungere (fate molte prove su modelli vecchi), possono essere utilissimi specie su soggetti sottoposti ad intensa usura operativa. Nel mio caso ho usato, per quest’ultima operazione, il bianco titanio ad olio, dato puro, “tirato” al centro dei pannelli delle superfici latero/superiori del velivolo, sul pannello antiriflesso e sul radome. Successivamente con l’aerografo a bassissima pressione, con “acqua sporca” nera e grigia, ho simulato la sporcizia sulle derive, in fusoliera e desaturato le decals.

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Poi, in ultimo dopo il trasparente lucido, ho fatto un lavaggio ad olio grigio scuro.

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Devo dire che contrariamente a quanto mi succede stavolta il risultato finale mi convince pienamente (e mi piace!).

Conclusione  

Ed eccola qui, in versione irakena, la Volpe volante a Mach 3 dei MiG Bureau, terrore dell’occidente per almeno 10 anni dalla sua entrata in servizio, successivamente smitizzato dopo che si poté letteralmente smontarne uno grazie alla defezione del Ten. Belenko nel 1976. C’è da dire però che, durante la Guerra del Golfo nel 1991, proprio un Mig25 irakeno si aggiudicò l’abbattimento di un F-18 U.S. NAVY della coalizione.

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Se il montaggio un po’ mi ha stremato la fase di colorazione, invece, mi ha esaltato non poco, anzi, tutto il modello è nato forse con in testa l’idea della fase di colorazione finale. In effetti visto il risultato nella mia testa comincia a ronzare l’idea di un MiG25RB, versione da ricognizione a muso lungo del Foxbat!!!

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Ringrazio tutti gli amici del forum “modeling time” per la collaborazione, le critiche ed i consigli datimi durante la costruzione!

Saluti a tutti

Massima Maria “pitchup” De Luca

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8 COMMENTI

  1. I complimenti per il tuo Miggone te li ho fatti a suo tempo sul Forum.
    Con questo articolo riesci a trasmettere pienamente il tuo modo di vivere ed interpretare questo nostro fantastico hobby!

  2. Ma quanto è bello?!?!
    Un bell’aeroplanone anni ’70, grosso e sgraziato come solo lo Studio Mykoyan Gurevich poteva pensarlo… 2 motori enormi e un aeroplano per poggiarcelo sopra.

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