Un Gustav per Roma – Bf.109 G6/R6 dal kit Eduard in scala 1/48.

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Nel concitato periodo che andò dalla perdita dei territori in Africa Orientale all’8 settembre del 1943 la stremata Regia Aeronautica, visto anche il ritardo con il quale giungevano in linea i nuovi caccia della “Serie 5”, chiese aiuto all’alleato tedesco per avere mezzi freschi e poter fronteggiare le incursioni alleate che sempre più frequenti mettevano a dura prova sia la popolazione, sia l’apparato industriale (già di per se non proprio fiorente) nazionale.

Dalla Primavera all’estate del 1943 la Luftwaffe riversò alla R.A. centoventidue Bf.109 nelle versioni F4, G2, G4 e in maggior parte G6. La prevalenza dei Gustav fu dislocata al Sud per cercare di contrastare lo sbarco alleato in Sicilia, e molti di essi vennero comunque distrutti al suolo durante i bombardamenti che precedettero l’inizio dell’Operazione Husky. Solo una piccola aliquota (alcune fonti dicono undici velivoli, altre diciannove) fu assegnata al 23° Gruppo, di stanza a Cerveteri, a difesa della Capitale.

Ho voluto riprodurre proprio uno di questi velivoli, in carico alla 70a Squadriglia, che è ritratto in una foto molto conosciuta durante l’estate del ‘43 sul campo di Cerveteri.

Per realizzare il modello ho utilizzato:

  • La scatola Eduard #82111, dedicata ai Bf.109 “Late Series”, ma che contiene tutti le parti per realizzare un esemplare “Early” (è richiesta solo una piccola modifica alle fusoliere, per il resto basta montare i pezzi corretti per deriva, parabrezza, tettuccio e collimatore).

  • Il set Montex 48053 che contiene le maschere per riprodurre due esemplari in forza alla Regia Aeronautica, quelle per i trasparenti, le canne delle Mg.131 e il pitot in ottone tornito della Master.

Ho resistito alla tentazione di aggiungere gli aftermarket disponibili nel catalogo Eduard perché il dettaglio da scatola è di altissimo livello e permette di ottenere una bellissima riproduzione in scala anche “Out of box”.

Il primo passo della costruzione è stato eliminare con un colpo di cutter la “bolla” del radiogoniometro dietro il tettuccio, particolare non presente sui nostri esemplari; ovviamente a semifusoliere chiuse la zona è stata poi stuccata e reincisa.

Fatto questo sono passato all’assemblaggio della vasca stendendo una mano di acrilico Gunze H-416 (RLM 66) sulle pareti e il pavimento. Successivamente ho dipinto a pennello i vari particolari delle paratie laterali e manette, e colorato di giallo il tubo del carburante lasciandone una sezione trasparente com’era anche in realtà (una vera chicca che la Eduard non si è fatta sfuggire). Dal foglio fotoinciso incluso nel kit ho prelevato le cinture di sicurezze applicandole, poi, sul seggiolino con delle micro gocce di colla ciano-acrilica.

L’unica nota dolente riguarda il tono delle fotoincisioni dedicate al quadro strumenti e di altri pezzi pre-colorati: virano troppo sul viola e, vista la resa finale, consiglio di utilizzare il cruscotto in plastica con l’aggiunta della decal trasparente; prestando attenzione e pazienza sicuramente si ottiene un risultato migliore.

Concluso il grosso del montaggio ho eseguito dei lavaggi a olio in nero e Grigio di Payne su tutto l’abitacolo. Un leggero dry brush in Bianco e Alluminio ha dato maggiore profondità e realismo al tutto.

Finito il posto di pilotaggio e incollati gli scarichi, ho chiuso le due semi fusoliere e aggiunto i vari “accessori” quali bugne, cofanature motore e piani di coda. Tutti gli elementi appena elencati s’incastrano quasi alla perfezione.

Passo, ora, a illustrarvi le operazioni fatte sulle ali: sono partito dai pozzetti carrello, anche qui il dettaglio è molto ben fatto con le guaine di chiusura del vano ruota ben riprodotte, mentre andrebbe forata la zona di riposo del carrello (lo farò sul prossimo, forse…). Anche in questo caso, una volta chiuse le semi valve che compongono il complesso alare, le parti incollate combaciano più che bene.

Fatto questo mi sono dedicato all’accoppiamento con la fusoliera, dove la proverbiale precisione fin qui riscontrata ha vacillato per qualche istante; per far assumere il corretto diedro alle ali, infatti, è necessario metterle “in tiro” usando del nastro applicato alle tip e tirato sopra la carlinga. Dopo aver spennellato una generosa quantità di Tamiya Extra Thin Cement, ho lasciato tutto a riposo rivolgendo le mie attenzioni al resto dei pezzi ancora “fermi” sugli sprue.

Presa d’aria: Il Gustav che volevo riprodurre era un “Trop”, quindi dotato di filtro antisabbia, fortunatamente previsto nella scatola. Questo, purtroppo, è fornito completamente liscio ed è necessario riprodurre la caratteristica griglia che lo rivestiva su tutta la circonferenza. In attesa di un’idea per auto costruire questo elemento (leggete oltre e conoscerete la soluzione!), sono andato oltre.

Radiatori olio e acqua: la lastrina foto incisa fornisce anche le griglie per entrambi i sistemi di raffreddamento; le copie in plastica, però, hanno già una qualità soddisfacente ed essendo poco visibili ho scelto di non complicarmi la vita preferendo evidenziare le reti protettive con un dry brush in Alluminio Mr.Metal su un fondo in nero opaco. Dato che non si butta via niente… quelle belle fotoincisioni hanno trovato subito il modo di essere di nuovo impiegate: tagliate a misura e adattate sul filtro Trop, sono andate subito a simulare la griglia che avevamo precedentemente lasciato in stand by!

Timone di profondità: il prodotto della ditta ceca oggetto di quest’articolo è equipaggiato con le derive per varie versioni, quindi bisogna far attenzione alle foto e capire quale effettivamente era montata sull’esemplare da riprodurre; il “nostro” aveva l’impennaggio di primo tipo (di dimensioni ridotte e costruzione lignea), con un solo compensatore.

E’ giunto l’agognato momento della verniciatura che ho aperto con lo splinter in RLM 74/75 sulle superfici superiori e in RLM 76 su quelle laterali e inferiori; essendo il ”mio” un velivolo di produzione MTT, non presentava le classiche “mottles” sui lati della fusoliera, ma piuttosto delle striature “allungate” verso la coda in RLM 75. Queste le ho riprodotte con l’aerografo, ovviamente a mano libera, e giacché avevo tempo a disposizione, ho verniciato anche insegne (Croce Sabauda e fascia in fusoliera in bianco, cofano in giallo RLM 04) codici individuali (utilizzando le maschere Montex) e le obliterazioni (con il Gunze H-324 utilizzando le mascherine a disposizione).

Soddisfatto dal risultato raggiunto, mi sono concentrato sulla colorazione delle parti “secondarie” quali elica (ogiva in bianco opaco e pale in RLM 70), carrelli e ruote (ho aggiunto giusto del filo di rame per simulare le tubazioni del circuito frenante) flap, slat, e antenne e contrappesi vari degli organi di governo.

Una volta terminata la colorazione ho controllato nuovamente le poche foto disponibili, e mi sono accorto di aver aggiunto verniciato le tip alari in bianco quando, in realtà, erano mantenute in RLM 74 a sinistra e 75 a destra sull’aereo reale!

CONTROLLARE SEMPRE LA DOCUMENTAZIONE E MAI FIDARSI DEI PROFILI!!

Non senza apprensione ho provveduto a correggere e ripassare le parti “incriminate”.

Si avvicinavano le battute finali, una passata di lucido (sempre con la solita miscela 70% Leveling Thinner Gunze/ 30% Clear Tamiya acrilico più un paio di gocce di Future in coppetta) ha preparato il modello per stencil (ottima la qualità delle decal Eduard) e lavaggi (eseguiti con un grigio scuro a olio). Infine, una mano di opaco (H-20 Gunze diluito al 70% con nitro) ha sigillato il tutto e dato la giusta finitura al mio ‘109.

In conclusione è stato un piacere assemblare un kit che consente una costruzione veloce (malgrado le poche modifiche che ho VOLUTO fare per “downgradare” un G6 Late allo standard Early), divertente e soprattutto molto precisa. Sicuramente non sarà l’ultimo Bf.109 Eduard che costruirò, viste anche le versioni che la casa ceca ha già fatto uscire o ha in programma di immettere sul mercato!

Come al solito un grazie a tutti gli amici del FORUM, a un gruppo di modellisti molto “critici” che fanno crescere…e a tutti quanti hanno avuto la pazienza (e lo stomaco!) di leggere queste righe!

Buon modellismo a tutti! Alessandro “Argo2003” Gerini.

1 COMMENTO

  1. Avevo già visto il modello, ma la lettura è interessantissima e tu ti sei davvero superato! Bello bello bello!

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