Lo chiamavano “Mezzolitro”… – Fiat 500F dal kit Tamiya in scala 1/24.

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Due anni fa è caduto il cinquantesimo compleanno di questa leggenda a quattro ruote, nata alla fine degli anni’50 grazie alla brillante idea di Dante Giacosa. Per molti, che a quel tempo erano sbarbati, la 500 è stata la prima macchina, e sicuramente tutti noi ragazzi abbiamo sentito le mirabolanti avventure che i nostri genitori compivano alla nostra età in compagnia del «Mezzolitro».

Piccola e compatta, molto economica, è stato il simbolo della motorizzazione in Italia, con una miriade di esemplari prodotti e venduti, riscuotendo un notevole successo anche all’estero: in Giappone ad esempio è divenuta oggetto di culto, mentre in Austria ne fu prodotta una versione su licenza dalla Steyr e ne fu prodotta anche una versione specifica per il mercato inglese, con annessa guida a destra! La 500 era solida come una roccia e veniva usata in qualunque situazione: per muoversi in città, per andare in vacanza, come romantica alcova dove appartarsi con le ragazze. Grazie al tettuccio apribile si potevano sperimentare ardite soluzioni come ad esempio provare a starci in sei, con il sesto passeggero che stava in piedi e sbucava dal tettuccio. Quando mio padre provo, lui e la sua compagnia di amici vennero ricondotti a più miti consigli da un vigile urbano!

Il mito della 500 si è ovviamente tramandato di generazione in generazione, e ancora oggi è possibile vederne in circolazione numerosi esemplari, alcuni così lucidi da sembrare appena freschi di concessionario. Chi scrive prova un sentimento di amore folle per la 500 (prego eventuali fanciulle che si imbattessero in queste righe di valutare l’aspetto platonico del termine amore…) e non potendo possedere un esemplare reale, si deve accontentare del modellino.

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Nella classica scala 1/24, ci sono soltanto due kit della 500, paradossalmente entrambi di origine giapponese: uno della Gunze Sangyo, piuttosto semplificato, ma comunque gradevole e carino da montare, e l’altro della Tamiya molto più completo e dettagliato. La mia scelta è caduta su quest’ultimo prodotto, recentemente tornato disponibile sul mercato dopo qualche anno di latitanza.

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MONTAGGIO:

Sono partito dal motore, che la ditta Giapponese fornisce completo in ogni dettaglio. Per la pittura mi sono fidato delle istruzioni, seguite pedissequamente. Unico tocco personale è stato il classico lavaggio con olio nero sulle parti dipinte in alluminio, per dare loro un po’ di vivacità e movimento. Per il resto ho usato il nero (X-18) e il grigio metallizzato XF-56 per il sistema di scarico. Il montaggio prosegue ora con il telaio, completo di sospensioni, differenziali e sterzo. Il tutto da dipingere con l’immancabile e insostituibile X-18 Tamiya. Installato il motore nello chassis, ci occupiamo degli interni. Per questa fase bisogna fare affidamento alla documentazione in nostro possesso, soprattutto per la pittura dei sedili. Per spezzare un po’ la monotonia del nero, ho deciso di dipingere i sedili in rosso e in bianco. Alternativamente, come detto, essi potevano essere completamente neri. Neri vanno però il tunnel con annessi accessori (leva del freno a mano, pomello del cambio, leva di accensione e leva della miscela aria), il pavimento, i supporti dei sedili, i pedali. Il cruscotto è dello stesso colore della carrozzeria, con il piantone del volante in nero. Il volante stesso e il tachimetro (unico strumento presente nello scarno cruscotto delle prime serie costruttive della 500) sono invece bianchi, per cui ho usato il TS-26 Tamiya in bomboletta. In poco tempo vediamo la nostra macchina prendere forma e così è giunto il momento di dedicarci alla verniciatura.

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VERNICIATURA E ASSEMBLAGGIO FINALE:

La 500 permette una scelta praticamente infinita di tinte per la carrozzeria, fra quelle di catalogo o le varie personalizzazioni che ciascun utente richiedeva. Personalmente mi sono orientato su una fiammante 500 rossa. Come colore di base ho usato il TS-49 Bright Red in bomboletta della Tamiya, successivamente reso lucido grazie al trasparente della Talken, sempre in bomboletta. Il risultato mi ha lasciato davvero soddisfatto. I cerchioni li ho dipinti con alluminio TS-17, successivamente poi completati dalla parte cromata e dalle gomme molto ben stampate, con una bella trama. Le ultime operazioni da compiere sono quelle più delicate, in quanto si tratta di assemblare tutte le parti cromate alla carrozzeria (paraurti & co.) prestando la massima attenzione affinché nemmeno la minima goccia di colla rovini la verniciatura. Con un po’ di calma e organizzazione tutto è andato per il meglio! I vetri sono stati incollati con Vinavil dopo aver realizzato la guarnizione in nero (H-77 Gunze; cosa meglio del Tyre Black per simulare la gomma??) e argento (Polished Alluminium Humbrol metal cote). Non resta altro da fare che unire la carrozzeria al telaio (operazione che avviene senza difficoltà e senza necessità di colla grazie all’intelligentissima scomposizione messa in atto da Tamiya) e installare le ruote. Ora il Mezzolitro è finito e pronto per essere messo in vetrina, dove fa bella mostra di se, pacifico, accanto alle belve del DTM!

Buon modellismo. Alessandro Gennari.