LA PECORA NERA DEI MARINES: A-4M SKYHAWK – VMA-214 BLACKSHEEP dal kit Fujimi scala 1/72.

0
830

 

Questa esperienza segna il mio ritorno al modellismo dopo anni di inattività e, avendo realizzato modelli che non hanno nulla a che fare con quello che si vede in giro attualmente, cercherò di descrivere i vari passaggi che annoieranno gli esperti ma magari torneranno utili a chi, come me, deve mettere in pratica tecniche di cui ha solo letto e discusso.

Non descriverò questo splendido e ultra-longevo aereo della McDonnel-Douglas, in quanto già trattato in altri articoli, se non per i dettagli distintivi della versione “M” dello scooter (quella che ho realizzato) e soltanto per quanto riguarda alcuni aspetti che la caratterizzano e che ci interessano dal punto di vista modellistica. La versione M, in uso principalmente ai Marines ed ora da Brasile e Argentina, presenta esteriormente un aspetto diverso del radome, con le sue caratteristiche antenne e carenature dei sensori implementati, prese d’aria maggiorate per alimentare il nuovo e più potente motore installato, il canopy ha forma diversa rispetto alle precedenti versioni per offrire maggior visibilità al pilota, è installata la carenatura dorsale dell’avionica supplementare, ulteriori sensori presenti in coda ed in più molti esemplari hanno una bella antennona ECM sulla sommità della deriva. Internamente il cockpit è dotato di un ulteriore pannello strumenti posto nella parte superiore rispetto a quello “standard”, cosa che si nota anche dall’esterno vista la diversa forma della palpebra che sporge maggiormente verso l’alto e si vede attraverso il parabrezza.

La scatola, come suggerisce il titolo, è la n. F22 della giapponese Fujimi, scala 1:72 e propone appunto l’A-4M Skyhawk.

Partendo dall’inizio, dopo un primo montaggio a secco delle parti fondamentali, mi sono occupato del cockpit e mi sono accorto che il cruscotto fornito dal kit rappresenta più o meno le precedenti versioni… che fare? Una buona occasione per provare un po’ di autocostruzione, quindi con foto e schemi ho riprodotto il pannello strumenti in plasticard, l’ho decorato con altri dettagli sempre in plasticard, forato, verniciato, un po’ di drybrushing in grigio chiaro ed alluminio, ed infine incollato a sandwich su di una stampa degli strumenti che ho realizzato su carta patinata; ho poi colmato i fori con microgocce di future per simulare i vetrini. Ho riprodotto alcuni ulteriori dettagli come la manetta sulla consolle laterale sinistra, il rivestimento sulle pareti laterali mediante incisione ed altri particolari visibili in foto.

01 – montaggio a secco

02 – autocostruzione pannello strumenti e dettagli vari


Altro difetto evidente è che il kit propone il montaggio della paratia dietro il sedile che coincide con la fine del vano, senza lasciar spazio al meccanismo di sollevamento del canopy… anche in questo caso ho voluto metterci le mani e prima ho fissato la paratia in posizione meno inclinata, in modo da lasciare spazio dietro e dato che c’ero le ho dato la giusta forma arrotondata, poi con plasticard sagomato a limate ho realizzato il ripiano su cui è installato detto meccanismo (che ho riprodotto in modo molto approssimativo) che va ad unirsi con la paratia che finalmente chiude l’ufficio del pilota.

03 – modifica paratie abitacolo


Dimenticavo, secondo le fonti che ho consultato la maggior parte dell’abitacolo è in grigio FS 36231 (dark gull gray), io ho usato l’H87 Humbrol, la parte superiore del pannello strumenti, la palpebra ed i frames interni del tettuccio sono in nero opaco (H33).

04 – cockpit pronto per assemblaggio

Anche il sedile del kit è stato arricchito con cavetti e nuove maniglie di espulsione realizzate in filo di rame e plasticard oltre che con cinture realizzate mediante carta alluminata (quella dello spumante) e fibbia sempre in rame; la struttura del sedile è prevalentemente in nero opaco, cuscini in verde oliva, cinture in kaki, maniglie di espulsione gialle con strisce diagonali nere.

05 – sedile da scatola + cinghie, maniglie e cavi


I vani del carrello non sono male, ho aggiunto l’ulteriore scasso per la ruota in quello anteriore e qualche cavetto; i trasparenti hanno ricevuto il dovuto bagnetto nella Future, poi sono stati mascherati in preparazione delle fasi successive.

06 – dettaglio vani carrello in fase di montaggio

Qui arriva il bello in quanto la Fujimi, per poter offrire praticamente tutte le versioni dello scooter, ha pensato di dividere la fusoliera anteriore dal resto dell’aereo all’altezza delle prese d’aria (che già di suo darebbero da lavorare), rendendo necessario un bel lavoro di ricerca degli allineamenti in fase di incollaggio, oltre che una buona mole di stuccatura e carteggiatura comunque necessaria (e che nel mio caso è stata amplificata da una mia disattenzione proprio in questa fase!). Dopo aver incollato, stuccato e ripristinato le linee di pennellatura con l’incisore si va avanti benissimo perché il resto del modello ha buoni incastri e anche perché non c’è molto altro da mettere insieme prima della verniciatura.
Mi sono dilettato nella realizzazione della luce presente sul bordo di attacco dell’ala sinistra (che non è venuta trasparente come l’avrei voluta), qualche rivettatura, ho rifatto il gancio di arresto in quanto quello del kit è stampato assieme alla fusoliera ed intralcia sia nel montaggio che nella verniciatura ed ho realizzato il foro dello starter sul fianco destro, in zona presa d’aria, che è assente nel kit.

07 – intaglio del faro sul bordo di attacco alare, rivetti


Passiamo quindi alla verniciatura cominciando con una buona lucidatura del modello mediante carta e pasta abrasiva, poi si sgrassa tutto (io ho usato il detergente per i vetri che contiene anche alcool) onde evitare che la vernice non aggrappi bene sulla plastica.

08 – parti pronte per la verniciatura

La scatola permette di realizzare sia versioni US-Navy che Marines in livrea light gull grey degli anni ’60-‘70 (sup. latero-superiori in FS16440 “light gull grey” appunto e inferiori in “insigna white”),sia esemplari dei Marines in livrea Tactical Paint Scheme. Non ritenendomi capace di riprodurre per bene il TPS (se non trattato adeguatamente diventa una bella macchia grigia nella vetrina) ho optato per un esemplare del VMF-214 con la testona della pecora nera sui fianchi e coda blu con stelle bianche, che a mio parere da colore ad una livrea in grigio chiaro che tenderebbe ad essere cromaticamente “piatta”.
Anzitutto va detto che ho utilizzato esclusivamente colori a smalto Humbrol (per la gioia di chi condivide con me la casa).
Ho passato per primo un grigio medio (n.64) come primer, sul quale ho tentato un preshading con grigio scuro, entrambi opachi (il nero mi sembrava troppo scuro, poi ho scoperto che mi sbagliavo…).

09a – base + preshading

09b – base + preshading parti varie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho passato diverse mani di bianco (n.130 che è satinato, il lucido mi da l’idea di ingiallire troppo in fretta) sulle superfici inferiori e sulle parti che poi diventeranno rosse (interno flaps, slats, aerofreni e relativi vani), cercando di schiarire di più il centro dei pannelli; stessa cosa con il grigio chiaro (n. 129) delle superfici latero-superiori. Purtroppo l’inesperienza ha fatto si che mi giocassi gran parte della preombreggiatura… in ogni caso il grigio di base tende a schiarire al sole e quindi ho cercato di risolvere l’inconveniente lavorando con il postshading, schiarendo appunto il grigio precedentemente steso e diluendo molto di più la vernice (per non incorrere di nuovo nell’errore di coprire completamente la base), passando più mani ed insistendo al centro dei pannelli. Dalle foto dei velivoli reali con questo tipo di livrea si vede che sono di norma abbastanza puliti (al contrario di quelli in TPS), che le pennellature non si differenziano di molto e la “scoloritura” è abbastanza uniforme, ho cercato quindi di non calcare la mano per non discostarmi troppo dalla realtà, anche se un po’ di “licenza modellistica” ci vuole, ne giova al modellino stesso mettendo in mostra i volumi di cui è composto, luci e ombre… (parere del tutto personale).

10 – un po’ di grigio, si intravede il preshading ma la tonalità del grigio è ancora troppo scura…

 

11 –postshading… così va meglio!


Per finire ho spruzzato il rosso (n.220) ed il blu (n.15)

12 – modello lucidato pronto per i lavaggi, con verniciatura delle zone in rosso, blu sulla deriva e pannello antiriflesso in nero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Passiamo ai lavaggi; prima ho passato un paio di mani di trasparente lucido (sempre smalto) su tutto il modello (a parte il primer avevo utilizzato colori a finitura lucida x evitare questa fase ma la superficie non era lucida come quella delle foto pubblicate dagli amici del forum…);

 

Ho quindi utilizzato un mix di tempere acriliche (il diluente per i colori ad olio avrebbe reagito male con le vernici a smalto che ho utilizzato fin qui) tinta grigio, marrone e nero, diluite con alcool che ho passato nelle linee di pennellatura per poi togliere gli eccessi con una pezza pulita e con un bastoncino cotonato, come si farebbe con i colori ad olio. I lavaggi sono stati fatti anche ai vani dei carrelli, ai relativi portelloni ed alle parti che compongono i carrelli stessi, stavolta con un mix di colori tendente di più al marrone.

 

 

14 – lavaggi, le pennellature sono evidenziate, forse ancora un po’ troppo ma mi piace…

15 – lavaggio pozzetti

Ho poi rilucidato il modello per la posa delle decals, le ho ritagliate dal foglio cercando di togliere quanto più possibile il bordo trasparente, ho anche utilizzato un liquido ammorbidente che ha favorito l’aderenza alla superficie del modello, con soddisfazione hanno “copiato” bene le pannellature. Non ho utilizzato quelle che propongono le zone colorate ma ho preferito verniciare le zone interessate (stencils prese d’aria, deriva, decori sui serbatoi supplementari, vedi foto 12) e ridurre al minimo la superficie delle decals per esempio appiccicando le stelle bianche singolarmente. Ho faticato con l’insegna di nazionalità sull’ala sinistra che va posata sui deviatori di flusso… la prossima volta li attenuerò un pochino carteggiandoli! Segue altra mano di lucido per proteggere le decals dalla successiva ripresa dei lavaggi ecc.

16 – decals applicate, modello rilucidato


In questa fase ho tentato di rendere un po’ più “vissuto” il modello sempre mediante le tempere acriliche, utilizzandole un po’ meno diluite. Ho anche tentato di desaturare un pochino le decals e le zone “colorate” spruzzando sulle parti interessate un velo di colore di base schiarito e diluitissimo (“praticamente acqua sporca”, come definita da chi mi ha indicato come fare!!). Anche qui forse ho un po’ esagerato in alcuni punti, sempre per inesperienza…
Ho fatto anche un po’ di drybrush sulla deriva per mettere in risalto i dettagli appiattiti dal blu.

Ho poi ultimato la verniciatura dipingendo le parti dielettriche e le luci di navigazione. Ho incollato i vari particolari ed il cono di scarico che avevo precedentemente preparato limandolo per eliminare il gradino che si forma con la fusoliera e verniciandolo con il metal cotè color acciaio brunito e successivamente schiarito con alluminio.

A questo punto ho sigillato il tutto con trasparente a smalto a finitura semilucida o satinata che dir si voglia, in quanto mi sembrava quella più adatta a rendere l’effetto dell’aereo reale, che esce di fabbrica lucidissimo ma poi invecchia sottoposto all’uso ed alle intemperie, ma che non mi sembra mai apparire in foto veramente opacizzato.

Altro piccolo inconveniente: a modello praticamente finito ho rotto per ben 3 volte consecutive la sonda per il rifornimento in volo, pezzo molto delicato che suggerisco di sostituire con una graffetta fermacarte sagomata o, più semplicemente, di incollarla per ultima…

17 – modello e parti varie finite, pronte per l’assemblaggio finale


Tirando le somme il modellino della Fujimi non è niente male (ne ho già presi altri due in versione TA e OA-4M), ben dettagliato, basta correggere qualche lacuna e si ottiene una buona rappresentazione del falchetto anche “da scatola”.
Personalmente mi sono divertito tantissimo sperimentando tutte queste tecniche modellistiche per me nuove, messe in pratica soltanto grazie all’aiuto degli amici del forum che mi hanno supportato dall’inizio alla fine con i loro ottimi consigli.

…non vi nascondo che sono anche molto soddisfatto del risultato ottenuto… non è certo un capolavoro ma mi aspettavo molto peggio, sarà la fortuna del principiante… vedremo con i prossimi!

Qui trovate queste foto e altre del modello finito:  http://www.modelingtime.com/galleria/v/aerei/a-4m__vma214/

Spero che il modello vi sia piaciuto e che l’articolo possa risultare utile a chi pensa di cimentarsi in un modello del genere ma soprattutto a chi ha timore (come l’ho avuto io) di sperimentare nuove tecniche: la documentazione di cui possiamo disporre oggi e la possibilità di conoscere e confrontarsi on-line con bravi modellisti (per chi non frequenta regolarmente i clubs), che sfornano consigli e pareri preziosi, fa si che l’esperienza si condensi in un modello, accorciando tempi che da autodidatti diventerebbero biblici, quindi la soddisfazione è assicurata indipendentemente dal risultato che arriverà con l’esperienza.

Riccardo -Rickywh- Bianchi

Rispondi