Kit Review – MB.339 A/PAN dal kit FREMS scala 1/48.

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Irriducibili modellisti italianofili (e non solo), per la gioia dei vostri occhi eccomi qui a presentare gli unici kit oggi disponibili in commercio per riprodurre l’MB.339 nella scala del quarto di pollice. A dir il vero, la loro uscita ha avuto luogo già da un po’ di anni (quindi non siamo in presenza di una novità), ma purtroppo la FREMS è l’unica ditta che fino ad ora ha rivolto attenzioni all’ottimo addestratore dell’Aermacchi. Dato che gli stampi differiscono tra loro per pochi particolari, le righe successive descriveranno le caratteristiche comuni dei due modelli: aprendo la robusta scatola di cartone troviamo tre stampate di plastica a iniezione color grigio scuro, più una per i trasparenti, tutte imbustate separatamente per evitare rotture o danneggiamenti. A una prima analisi il dettaglio è preciso, ma un po’ troppo profondo; questa caratteristica magari non dispiacerà a tanti modellisti che non avranno il solito patema d’animo di rovinare le incisioni delle pannellature durante le fasi del montaggio e della stuccatura. La superficie della plastica è esente da flash o sbavature, ma su entrambe i sedili e la paratia posteriore dell’abitacolo si possono trovare dei leggeri ritiri. Il cockpit ha un dettaglio davvero buono per essere un kit quasi artigianale: le consolle laterali sono complete e ben dettagliate, i cruscotti sono divisi in tre parti (una centrale e due pannelli laterali), le palpebre ben fatte e i seggiolini di buona fattura. I più esigenti potranno comunque sostituirli con una coppia di Martin Baker Mk.10 che molte ditte riproducono in resina, acquistandoli magari in previsione di costruire anche un bel Tornado… ovviamente con le insegne tricolori! Prima di continuare, vale la pena menzionare l’estrema comprensibilità e completezza delle istruzioni che aiutano molto la costruzione ed hanno il testo stampato sia in italiano sia in inglese. La ditta vicentina inoltre, offre la possibilità di movimentare un po’ il modello montando i flap estesi e l’aerofreno in posizione aperta. Passo ora alla descrizione delle principali differenze tra le due versioni:

MB.339 PAN – articolo n°0198/SC:

Il primo in ordine di apparizione, la versione delle Frecce Tricolori è senza dubbio anche il più commercializzato grazie alla notorietà della nostra pattuglia. Per questo kit la FREMS fornisce i due serbatoi fumogeni normalmente utilizzati durante le manifestazioni, e i due serbatoi maggiorati usati duranti i voli di trasferimento. Poiché normalmente i velivoli PAN non montano i Tip Tank, nella scatola sono presenti anche i due terminali alari. Le decal, stampate dalla romana Sky Models, sono davvero buone e a prima vista danno l’impressione di essere molto coprenti. Nel foglio sono presenti, oltre alla numerazione completa di tutti i “PONY” dal capo formazione al solista, anche tutti i fregi tricolori: chi non volesse realizzarli ad aerografo avrà una bella gatta da pelare per posizionarli correttamente su tutto il modello.

MB.339 A – articolo n°0199/SC:

Dopo la commercializzazione del PAN, era gioco forza immettere sul mercato la versione operativa del 339. Questa scatola vede una più completa dotazione di carichi esterni: pod lanciarazzi, serbatoi d’estremità classici oppure maggiorati tipici delle ultime versioni consegnate alla nostra aeronautica, e i cannoni DEFA 553 da 30 mm. Una vera chicca sono le canne di questi ultimi, fornite separate e in metallo egregiamente tornito: davvero molto belle. Ricca la dotazione di decalcomanie (al solito stampare dalla Sky Models), che permettono di riprodurre un esemplare argentino, uno peruviano, uno malesiano ed uno del Dubai. Discorso a parte per l’AMI, cui sono dedicati ben tre velivoli: l’RS-44 del Reparto Sperimentale con la storica livrea di presentazione in bianco e arancio, il “52” con livrea standard NATO della Scuola Volo Basico Iniziale Aviogetti, e il 61-72 sempre operativo sulla base di Lecce-Galatina ma con la nuova mimetica lo-wiz monogrigia. L’unica nota negativa delle decalcomanie riguarda il colore di riempimento dei numeri a bassa visibilità, riprodotto con un errato azzurrino. Il problema è comunque facilmente sormontabile prelevando dei nuovi codici dagli svariati aftermarket presenti sul mercato. Ultima, ma non meno importante differenza, sono i due collimatori di puntamento da collocare sopra entrambe i cruscotti.

In definitiva le due scatole della FREMS oltre ad essere uniche, sono anche delle ottime realizzazioni. Facili da montare e con una qualità degna dei blasonati Tamiya o Hasegawa, hanno dalla loro anche il contenuto prezzo di acquisto. Volete sapere la nota negativa? La loro reperibilità sta divenendo sempre più difficoltosa essendo stati prodotti in un numero ristretto di unità.  Buon modellismo, Starfighter84.


2 COMMENTI

  1. è caruccio come modello, io l’ho avuto ma ha fatto una brutta fine, come quasi tutti i miei modelli prima che mi mettessi afarli sul serio! Se trovo la scatola ancora vorrei fare una di quelel versioni esotiche con mimetiche ganze, ma non eslcudo un bel macchino monogrgio nostrano!
    ciao
    Ale

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