Kit Review: Macchi Mc.200 – Italeri scala 1/48.

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Copertina

Dire che il Macchi C.200 sia stato uno tra i migliori caccia della II Guerra Mondiale al pari di “mostri sacri” quali P-51, Me.109, Spittfire, è ovviamente un falso storico. Affermare, però, che il Saetta sia stato un velivolo molto importante perla RegiaAeronauticae per la storia della nostra aviazione, questo è sicuramente vero. Il 200 ha, infatti, rappresentato, assieme al suo contemporaneo Fiat G.50 dalle caratteristiche generali però inferiori, quell’anello di congiunzione tra i biplani CR42 e i ben più prestanti Macchi 202 e Reggiane Re 2001 prima, e i famosi velivoli della serie 5 (Macchi Mc 205, Fiat G.55, Reggiane Re 2005) poi. Ottimi aerei questi ultimi ma prodotti in pochi esemplari con cui era impossibile risollevare le sorti della nostra nazione nel secondo conflitto mondiale. Con il Saetta i piloti italiani fecero quel salto di qualità passando dagli arcaici biplani in tela e legno, ai più moderni monoplani dalle caratteristiche di volo ben diverse. Il primo volo della creatura dell’Ing. Castoldi avvenne nel 1937, e l’aereo rappresentava quanto di meglio potesse offrire l’industria aeronautica italiana del tempo. Esso era, infatti, monoplano, di costruzione interamente metallica, carrello retrattile con ipersostentatori sulle ali ed elica a passo variabile in volo. A questo si aggiungevano delle ottime doti di robustezza e maneggevolezza con caratteristiche di volo più che buone.

Retro

A tali peculiarità stonava però la presenza di un tettuccio aperto (imposto dagli stessi piloti che non si trovavano a proprio agio in un abitacolo chiuso), una non ricca strumentazione, un armamento non adeguato per la presenza di due sole mitragliatrici Breda-Safat da 12,7 sparanti attraverso il disco dell’elica che ne limitava ancora di più l’efficacia offensiva. Ciò nonostante il Macchi 200 è rimasto in servizio tra le file della Regia Aeronautica e poi tra quelle dell’Aeronautica Cobelligerante al Sud e dell’ANR al Nord, fino al termine del conflitto, operando con onore su tutti i fronti di guerra, dal torrido clima africano alle gelide temperature della steppa russa, o sul più mite Mediterraneo.

Scatola

Il modello Italeri.

Modellisticamente parlando il Macchi Mc. 200 è da sempre uno dei soggetti aeronautici tra i più gettonati, ma purtroppo il Saetta è stato un po’ snobbato dalle principali case modellistiche. Analizzando principalmente la scala 1/48, solamente qualche ditta minore come la genovese Astrokit, la statunitense Pacific Coast  Models o la francese Classic Airframes hanno immesso sul mercato scatole di montaggio relative al nostro velivolo, ma tutte non esenti da pecche più o meno gravi. A colmare la lacuna, ci ha pensato la nostrana Italeri con l’uscita di un ottimo kit appunto nella scala del quarto di pollice.

Stampata 1

Stampata 2

Contraddistinta dal numero di catalogo 2676, già alla vista la scatola si presenta assai accattivante con la sua box art raffigurante un velivolo della 369a Squadriglia in volo. Il contenuto si compone di due stampate di color grigio chiaro più una per le parti vetrate dall’ottima trasparenza, alle quali va aggiunto una lastrina di fotoincisioni e l’immancabile foglio decals, grazie al quale è possibile realizzare quattro differenti velivoli della Regia Aeronautica, operanti nei vari teatri operativi di guerra. Chiaro e di facile interpretazione il foglio istruzioni con la nuova grafica “3D”.

Ala inferiore

Fusoliera

Ala superiore

Ottimo il dettaglio di superficie in negativo come pure ben realizzati gli interni dell’abitacolo (con paratie laterali separate e ben dettagliate) e dei vani carrello, da arricchire ulteriormente con le fotoincisioni fornite. Queste riguardano il pannello strumenti e le cinture di sicurezza del seggiolino e altri elementi per le gambe di forza dei carrelli. Il montaggio non offre alcuna difficoltà, con fusoliera e ali che combaciano bene, riducendo al minimo l’utilizzo dello stucco. Ritornando alle ali, i flaps sono già separati dal resto dell’ala consentendo di collocare le superfici mobili nella posizione a piacimento; un buon modo per “movimentare” un po’ il modello una volta finito. Ottimamente riprodotto l’apparato motore che ben rende giustizia al radiale Fiat A.74 RC.38. Di buona fattura anche la naca che presenta un portellino d’ispezione apribile per mettere ancora più in vista il motore radiale.

Trasparenti 1

Trasparenti 2

Come accennato, il foglio decals consente di riprodurre quattro diversi esemplari di Mc.200. Si può, infatti, scegliere fra un esemplare della 369° Squadriglia 22° Gruppo Autonomo, operante in Russi nel 1941, o per uno della 365° Squadriglia Autonoma Caccia Terrestri, basato a Napoli nel 1940. Si può inoltre optare per un velivolo con le insegne della 85° Squadriglia 18° gruppo operativo nel1942 sulla base greca di Araxos o infine per un Macchi del 150° Gruppo Autonomo Caccia Terrestri operativo a Tirana nel 1941. Le decal sono ben stampate, in registro e dai colori saturi. Una caratteristica che, oramai, l’Italeri ha preso come riferimento per i suoi kit “bran new”: stampo di ultima generazione completato da un ottimo foglio decalcomanie.

Fotoincisione

Decal

Che dire, topo tanta attesa finalmente un ottimo kit a iniezione di un Macchi Mc.200 che, finalmente, colma una lacuna nel mercato modellistico. I lettori saranno felici nell’apprendere che l’Italeri ha da poco immesso sul mercato anche la Serie II del Saetta…. perchè non costruirli in accoppiata?

Buon modellismo. Stefano D’Amadio.

Istruzioni 1

Istruzioni 2