Kit Review: G-91Y “Yankee” – ADV Models in scala 1/48.

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Quattro anni: tanto è stata lunga la gestazione di questo nuovo e attesissimo kit ma, lo dico sin da subito, la nostra pazienza è stata ripagata!DSC_0684

L’ADV Models è una ditta artigianale romana; il titolare, Andrea De Vincentis, è un valido modellista che da sempre ha il pallino dei velivoli che hanno prestato servizio nella nostra Aeronautica Militare (basta notare, ad esempio, la sagoma che lui stesso ha deciso di inserire nel logo da apporre sui suoi prodotti).
Come dicevo a inizio recensione, circa quattro anni fa Andrea decise di intraprendere un progetto tanto interessante quanto impegnativo: produrre, nella scala del quarto di pollice, un aereo purtroppo poco considerato ma che, nell’AMI, ha dato un contributo fondamentale – il G-91 Y.

Andrea mi ha confessato di essere, da sempre, affascinato dalle forme “squalesche” (neologismo da lui stesso creato!) dello Yankee, e, in effetti, il G-91 Y è stato un aereo dalle linee molto intriganti. Visto di profilo, il suo musetto tozzo e l’impennaggio snello ricordavano davvero le naturali forme di uno squalo; tra l’altro, questi tratti caratteristici furono ripresi e accentuati da una bellissima livrea “special colors” realizzata per festeggiare i settanta anni del 32° Stormo di Brindisi – Casale nel lontano 1988 (di sicuro parecchi appassionati “italianofi” se la ricorderanno con piacere).

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Il lavoro di Andrea è stato lungo e, spesso, complicato. La ricerca di documentazione, le misurazioni e le fotografie fatte sul velivolo reale e la realizzazione del master principale ha richiesto numerosissime ore di lavoro; anche la scelta di un metodo di stampaggio adatto a ricreare con precisione le forme e il finissimo dettaglio di superficie del modello ha richiesto una lunga fase di studio e tutta una serie di prove che, in alcuni casi, hanno dilatato ulteriormente i tempi.
L’attesa è finita, e da pochi giorni possiamo finalmente gustarci questo inedito – e aggiungerei unico – kit.

Il modello:

Parto subito col dire che il modello è completamente realizzato in resina. Nonostante lo stampaggio di pezzi con dimensioni così “importanti” (come, ad esempio, le fusoliere di un velivolo moderno che anche in scala raggiungono misure ragguardevoli) non sia affatto un’operazione semplice, tutte le parti che compongono questo Yankee in 1/48 sono perfettamente riprodotte. La superficie è molto liscia e non presenta imperfezioni visibili, almeno a occhio nudo. Nel kit preso come riferimento per questa recensione, le uniche bolle d’aria presenti sono concentrate sulla gobba alle spalle del canopy e, tra l’altro, esse sono molto piccole e facilmente eliminabili.

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La precisione degli incastri è sorprendente! Da una sommaria prova a secco fatta con le semi fusoliere, esse combaciano molto bene e non ci sono differenze di lunghezza tra una valva e l’altra.
La robusta scatola di cartone contiene un totale di circa 71 pezzi (tutti in resina come già anticipato prima) e tutti presentano un finissimo dettaglio di superficie finemente inciso. Le pannellature non sono molto larghe (e, in effetti, rispettano precisamente la scala) ma sono profonde abbastanza da non essere “livellate” dai vari strati di vernice che il modello riceverà.

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Confrontato con i disegni in scala, il modello rispetta pedissequamente le dimensioni e le forme generali del velivolo reale con una precisione quasi maniacale.

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Oltre alle parti in resina, il nostro Yankee è corredato da tutta una serie di accessori che rendono la scatola totalmente “autosufficiente”; troviamo, infatti, le gambe di forza del carrello stampate in metallo (anche per sorreggere il peso non trascurabile dell’aereo finito), canne dei cannoncini e pitot torniti in ottone, e una lastra fotoincisa che fornisce gli specchietti retrovisori e gli attuatori degli slats alari. A tal proposito, gran parte delle superfici mobili (come appunto gli slats, i flaps e i piani di coda) sono separate dal resto del master e possono essere montati nella posizione a piacimento.

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Analizzando un po’ più da vicino le varie zone, posso dire che il cockpit presenta un dettaglio veramente apprezzabile. Il cruscotto e la relativa palpebra sono ricchi di dettagli, per non parlare della vasca corredata da buone consolle laterali; A completare il tutto c’è la cloche e la pedaliera (stampata anch’essa in resina e in un sol pezzo, una piccola opera d’arte!). Qualche nota dolente arriva osservando il seggiolino che ha delle imbottiture dei cuscini un po’ “rigide” e delle cinture di sicurezza troppo povere.

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Gli scarichi dei motori J-85-GE13A sono “seamless” e divisi in tre parti. I pozzetti carrelli sono ben riprodotti e curati: basterà aggiungere solo qualche cavetto per particolareggiarli meglio. Anche il vano aerofreno è buono ed è corredato da ottimi braccetti attuatori che permettono alle superfici aerodinamiche esterne di poter essere montate in posizione aperta.

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Sulla presa d’aria rimane, invece, qualche dubbio; il condotto è abbastanza corto e la sua parte inferiore è stampata, parzialmente, all’interno della fusoliera. La paratia superiore (dove, in pratica, si appoggiava l’abitacolo) è fornita separata e andrà montata a parte. In pratica le fessure da stuccare sono divise su tre punti e questo non agevola di sicuro il modellista che sarà costretto a lavorare in spazi veramente molto stretti.

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Le alette anti scorrimento presenti sul dorso alare sono riprodotte in resina; il loro spessore non è esagerato ma, data la presenza di un set fotoinciso, ci avrebbe fatto piacere trovarle realizzate con lo stesso materiale.

Altra perplessità rimane sulle vetrature delle tre fotocamere montate nel musetto. Sul modello, purtroppo, gli alloggiamenti non sono aperti e al loro posto è stata prevista la sola pannellatura che delimita lo spazio dedicato al vetro trasparente. A occhio, bucare la superficie e ricreare gli scassi per le apparecchiature fotografiche non sarà un lavoro semplice anche perché, proprio in quel punto, la resina è abbastanza spessa e dura.

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Veniamo ora al canopy; la soluzione costruttiva scelta da Andrea De Vincentis è un po’ “macchinosa” ma, comunque, totalmente condivisibile e comprensibile. In pratica, i frames esterni e interni del tettuccio sono realizzati in resina in un sol pezzo. La calotta trasparente, invece, è in vacuform e andrà accuratamente tagliata, rifinita e incollata sul frame in precedenza descritto.
Andrea ci ha spiegato che quello proposto era l’unico metodo che potesse soddisfare i necessari requisiti di dettaglio dei montanti (all’interno del canopy ci sono molte tubazioni idrauliche e non).

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Per ogni eventuale errore o sbavatura, nella scatola è comunque fornita una copia di riserva sia della calotta, sia del parabrezza – un’accortezza sicuramente gradita e che pone l’accento, ancora una volta, la cura dedicata alla realizzazione dello Yankee.

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Per ciò che riguarda i carichi esterni, gli unici forniti sono due serbatoi supplementari per il carburante.

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Le decalcomanie incluse sono prodotte dall’Aviprint. La qualità di stampa è buona e precisa; quella del film trasparente meno giacché risulta essere un po’ troppo opaco. Nel foglio c’è una fornitura completa di stencil e di scritte di servizio, oltre ai codici individuali e alle insegne per due esemplari: uno appartenente all’8° Stormo di Cervia (anno 1978), l’altro al 32° di Brindisi con la caratteristica “shark mouth” (anno 1984). Qualche dubbio sorge controllando i colori delle coccarde di nazionalità italiane poiché sia il verde, sia il rosso appaiono troppo brillanti (a questo inconveniente si potrà rimediare con il foglio aftermarket della Tauromodel dedicato ai G-91 R che prevedevano coccarde della stessa dimensione).

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Il foglio istruzioni è davvero molto bello e chiaro nelle indicazioni! I disegni delle varie fasi costruttive sono realizzati in formato tridimensionale e, oltre a riferimenti coloristici precisi, all’interno sono presenti anche molte foto del velivolo reale che potranno tornare molto utili.

Conclusioni:

Mai come in questo caso ci troviamo di fronte a un kit dove il giudizio è quanto mai soggettivo, non tanto per la bellezza dello stampo, quanto per la difficoltà di assemblaggio che un modello in resina inevitabilmente presenta e il suo costo decisamente elevato (circa 109 €).

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La domanda è: vale la pena acquistarlo? A far propendere l’ago della bilancia sul “si”, a mio avviso, ci sono diversi fattori: in prima analisi, ci troviamo di fronte ad un soggetto italiano che, molto difficilmente, vedremo stampato in plastica in un futuro; il modello, quindi, rimarrà per lungo tempo (purtroppo) un pezzo unico e senza alternative valide nella scala del quarto di pollice.

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Oltre a questo, il kit ha una tiratura limitata in circa 150 pezzi totali e una seconda edizione non è ancora ufficialmente prevista.

Per ultime (ma non in ordine d’importanza) lascio le indubbie qualità di questo kit che abbiamo avuto modo di approfondire durante la recensione; davvero un bel modello nonostante la fattura semi artigianale e il ristretto numero di copie prodotte.

A voi, quindi, resta la scelta finale… ma se posso permettermi un suggerimento, non lasciatevelo scappare!

Per ordini e informazioni contattate direttamente Andrea De Vincentis a questo indirizzo mail: adv.models@libero.it

Buon modellismo a tutti. Valerio – Starfighter84 – D’Amadio.

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5 COMMENTI

  1. il kit è bellissimo. complimenti a chi l’ha ideato e prodotto. tanto di cappello. i 109 euro di prezzo sono giustificati dalla qualità, dal lavoro e soprattutto dalla ristretta tiratura di questo piccolo capolavoro…ci sarebbe da fare una statua (in resina magari eheh) a chi ha messo la sua passione, non solo gli investimenti, in questo progetto, realizzare un kit in scratch si è già visto ma realizzarne uno di tale qualità da essere stampato e prodotto è da apprezzare molto…secondo me sono molti di più di 150 i modellisti italiani che desideravano un G-91Y. Chissà magari per il produttore è un aereo speciale e poi metterlo in vendita anche solo in 150 pezzi è veramente da medaglia d’oro! i miei complimenti e tanti auguri per il progetto, 109 euro per un kit per me al momento sono off limits, anche se bellissimo come questo, chissà magari in futuro ci sarà un’altra ristampa…

  2. sara’ x noi modellisti,un incanto….dove si puo’ acquistare ? se x cortesia,me lo fate sapere.Un caro saluto M.T. ciao

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