Grumman F-14 A “Tomcat” – dal Kit Hasegawa in scala 1/72.

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Premessa:

Quando apparve questa scatola sugli scaffali, nei lontani inizi degli anni 90, il primo pensiero che mi passò per la testa aprendo il kit fu: ”cosa si potrà fare di meglio?”: tantissime stampate, dettaglio in negativo finissimo, pezzi opzionali al limite del maniacale a seconda dell’esemplare scelto, fotoincisioni, superdecals; il tutto unito alla spiacevole sensazione di sentirmi inadeguato, quasi che alla fine uno potesse rovinare un tale modello che era bello da gustarsi anche solo vedendolo smontato e sognando il superdettaglio. Difatti, non avendo all’epoca un aerografo, tutte quelle scatole (ecchè pensate che ne abbia presa solo una???) hanno atteso molti anni prima di essere tirate fuori dal mio armadio. Questa è…sigh.. l’ultima!

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Brevi note sul montaggio:

Il montaggio del kit sembra, leggendo il foglio istruzioni, complesso e macchinoso. Ciò è dovuto al fatto che per poter sfruttare al meglio la comunanza delle parti, e potere quindi permettere di ottenere le varie versioni dei differenti block di produzione dell’aereo, Hasegawa ha optato per soluzioni che definirei “modulari” e tra queste, sicuramente, spiccano quelle adottate per rappresentare l’interno delle prese d’aria da sempre zona critica per tutti i kit del “Tomcat”.

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L’Hasegawa  propone infatti una specie di “scatolato chiuso” per simulare il condotto interno della presa, il quale, se viene montato con attenzione, permette di avere una zona liscia e continua. Punto critico, inoltre, è la zona di giunzione del tronco anteriore con il la parte posteriore. E’ arduo il riuscire ad ottenere una bella linea di continuità tra le parti. Il resto è quasi ordinaria amministrazione, dico quasi perché uno dei punti di forza del kit, cioè le incisioni finissime, diviene un handicap in fase di carteggiatura: spariscono come neve al sole! Il tutto, unito alla plastica liscia, vetrosa e dura come porcellana, fa diventare la successiva reincisione un vero incubo, anche perché non parliamo di un paio di linee ma di una miriade di pannelli e pannellini di tutte le forme!

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Superata questa fase tediosa (non nego di avere perso molti pannelli per strada) possiamo pensare alla colorazione.

..ed ora scatenate l’inferno!

Parlare di velivoli dell’Us Navy e delle loro colorazioni a me richiama, fondamentalmente, il periodo anni 60, ‘70 e inizi ’80. Erano anni in cui non si pensava assolutamente al mimetismo e le insegne inalberate da questi velivoli, al limite del pacchiano, sono rimaste insuperate come varietà e colori: teschi, spade, leoni, lupi, serpenti ecc. ecc. Poi, via via, il più funzionale grigio è sceso anche sulla Navy ed ecco, a partire dalla fine degli anni 80, aerei con tinte spente ed insegne ridotte letteralmente a due numeri e quattro coccarde praticamente invisibili.

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Ma siccome a me piace invece la Navy cazzuta e un po’ kitch dei tempi di Mr. President Reagan ecco che la scelta è caduta su un Tomcat versione “A” del 95° block, periodo inizi ’80, colorazione classica grigio/bianco e appartenente ad uno dei reparti più glamour e blasonati della Navy, immortalati anche nel film “Countdown: dimensione zero”: i “Jolly Rogers” del VF-84.

Quindi per i colori semplicemente: classico grigio gabbiano Fs36440 sup. superiori e bianco lucido per le sup. inferiori e quelle mobili. Ammetto di essere uno che ci va giù pesante con gli “effetti speciali” in fase di verniciatura ma qui mi sono dovuto trattenere al minimo sindacale. Quelli in cui il mio Tomcat volava erano tempi in cui i Plane Captains lucidavano letteralmente, con cura maniacale, i velivoli a loro assegnati. Quindi, mi sono imposto, anche per rispetto a chi la manutenzione la faceva, mano leggera!

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Passiamo poi alle “unghie” del nostro gattaccio a cui si può appendere tutto il meglio che all’epoca i giovani e gasati LtJg potessero desiderare per diventare “ace in a day!”.

Coppie di Phoenix, Sparrow e Sidewinder, 6 bei biglietti da visita per poter portare gli omaggi della Navy alla VVS di di Mr Breznev.

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Decals:

E qui veramente rischiamo di farci del male: ho visto modellisti con le occhiaie perderci il sonno, alcuni decidere all’ultimo secondo e piangere …ma come si fa a scegliere??? Ho sentito che ci sono stati modellisti che per non dovere scegliere hanno riprodotto un esemplare di ogni squadriglia di Tomcat!

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Personalmente non avevo dubbi: VF 84 “Jolly Rogers” …l’unico problema erano le decals visto che le avevo già usate anni fa per un altro esemplare simile.

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Fortunatamente è venuto in mio aiuto un amico di Forum, l’ottimo Fabio “Brock66”, modellista di alta classe anche nel settore SciFi, che mi ha mandato una serie di decals con “teschi” che gli erano d’avanzo…Grazie Fabio, mai regalo fu più gradito!

Comincia l’orgia di colori dunque ed alla fine…..ecco IL  Tomcat.

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Il risultato è sicuramente visivamente appagante; il modello con tale colorazione ed insegne si presenta, come dire? “aggressivo”. Un vero classico tra i classici nel modellismo aeronautico.

Basetta:

A questo punto perché non pensare anche ad una basettina piccina rappresentante la tana naturale del gatto, il ponte della USS Nimitz???  E’ semplicemente ottenuta con un foglio spesso di plasticard a cui sono stati fatti buchi, posti a distanza regolare, del diametro di circa 5 mm per simulare i pozzetti di ancoraggio (all’interno ho incollato a croce pezzetti di plasticard fino per gli agganci). Colorazione: German Gray ed invecchiamento con filtri ad olio.

Già che ci siamo aggiungiamo un giovane Ensign  in 1/72 impegnato nel walkaround del suo velivolo. Un lavoro minimale ma che contribuisce, senza distrarre l’occhio dal protagonista, l’aereo, a rendere l’idea delle dimensioni e dare un contesto al soggetto.

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Conclusione:

erano oramai 5 anni che non affrontavo la scala 1/72 ma devo dire che le cose piccole mi affascinano sempre ed in effetti, ancora oggi, mi chiedo: non sarebbe meglio tornare alla scala piccola?

Che dire di più su questo modello? Per me affrontare un classico come il Tomcat è sempre una sfida e malgrado negli anni ne abbia montati circa una decina, di tutte le marche e versioni, l’approccio è sempre di religioso rispetto dovuto alla consapevolezza di ciò che tale velivolo ha rappresentato per due generazioni di modellisti (ebbene si lo ammetto anche io sono della Tomcat generation) e appassionati.

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Ringrazio gli amici del Forum di Modeling Time per l’aiuto e gli incoraggiamenti durante lo svolgimento  del Group Build dedicato ai velivoli Us Navy per la cui partecipazione tale modello è stato completato.

Saluti.

Massimo “Pitch-up” M. De Luca

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