Group Build Modelingtime.com – Tornado Gr.1 R.A.F. 17 Squadron dal kit Revell in scala 1/72.

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Con questo inauguro una – si spera lunga- serie di articoli dedicati al Tornado in tutte le sue varianti e colorazioni. In realtà sarebbe il terzo, dato che due già sono stati pubblicati su queste colonne, ma purtroppo quei modelli per vicissitudini varie non esistono più.

Chi scrive ama alla follia il Tornado (pregasi leggere il significato metaforico della parola amore…), con un debole per quelli in servizio con Sua Maestà la regina d’Inghilterra. E così non poteva che essere un Tornado inglese il primo soggetto, nella fattispecie un aereo nella nuova livrea a due toni di grigio (invero decisamente tristanzuola) in servizio col 17esimo Squadron di stanza a Bruggen in Germania.

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IL MODELLO:

Per la costruzione del kit, mi sono avvalso del kit Revell nella per me minuscola 1/72. Per uno che viene dalla 1/32 e ormai con l’occhio alla più abbordabile 1/48, è stato davvero un trauma, almeno per i primi tempi e vedermi armeggiare con un simile ragnetto, ha suscitato non poca ilarità in mio padre, abituato a vedermi litigare con modelli decisamente più grossi!
Il kit, peraltro già recensito su queste colonne (la recensione la trovate nell’omonima sezione), si compone di circa 200 pezzi in un ottima plastica grigia, con un fine dettaglio in negativo che nulla ha invidiare al suo cugino in scala 1/32, di cui è una perfetta riduzione in scala! Ottimi abitacolo e carrelli, abbondante la scelta dei carichi alari, a cui è dedicata una stampata a parte.
Bene stop alle chiacchiere e mano agli attrezzi!!

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MONTAGGIO:

Il montaggio inizia dall’abitacolo, per cui la Revell fornisce una decina di pezzi ben stampati e con un dettaglio carino rapportato alla scala. I sedili sono in quattro pezzi e hanno le cinture stampate! Per chi volesse strafare sono disponibili degli ottimi set Aires o Eduard e non mancano i seggiolini in resina o metallo. Io mi sono accontentato di montare tutto l’intero kit da scatola, senza alcuna spesa aggiuntiva.
Come grigio di base ho usato il Medium Sea Grey H-335 Gunze, lavorato poi con lavaggi a olio neri e Grigio di Payne. I dettagli in nero (cloche,  poggiatesta dei seggiolini, consolle del navigatore) sono stati ottenuti con H-77 Tyre Black Gunze.
Una volta chiuse le fusoliere e uniti i due tronconi il montaggio procede senza storia: consiglio solo un paio di cose a livello del troncone posteriore. Per prima cosa di lasciare mobili le ali, verrà utile questo giochino quando si deve realizzare la zona di rotazione che è di un colore diverso, senza dover impazzire con mascherature varie. Secondo, eliminare il sistema di rotazione dei piani di coda, inutile e pericoloso, perché troppo fragile. Il sottoscritto ha buttato non si sa quanti kit di Tornado per colpa di questo inutile optional! In questo caso la mia pigrizia ha preso il sopravvento e ho sfidato la sorte tenendolo, ma me ne sono pentito: per fortuna non si è rotto, ma che scomodo mascherare per dipingere la parte superiore dei piani! Quindi levatelo senza pensarci su due volte!
Per il resto nulla da dire. Come carichi ho scelto un aereo full armed, a mio modo di vedere molto cattivo e che rende perfettamente l’idea di potenza della macchina: quattro bombe “stupide” andranno a occupare i pilone ventrali, mentre quelli alari saranno riempiti da due serbatoi Hindemburg, due Sidewinder, un pod Boz-107 e uno Sky Shadow.
Ci ho messo più tempo a buttare giù queste due righe che a montare il modello e inviarlo al reparto verniciatura!

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VERNICIATURA:

A partire dal 1998, i Tornado della RAF hanno cominciato a ricevere una nuova mimetica a due toni di grigio che ha soppiantato la vecchia livrea nato a chiazze grigio e verde. Per il grigio più chiaro, il Dark Camouflage Grey ho usato l’acrilico Gunze H-82, mentre per il Dark Sea Grey l’H-331 sempre Gunze. Come mio solito ho usato i colori ampiamente diluiti con alcool rosa e con tre/quattro piombini da pesca nel barattolino. La fase più tediosa qui è stata la mascheratura, per il resto tutto è filato liscio come l’olio!

Prima di dare la solita mano di Future per il lavaggio a olio e la posa delle decals, ho provveduto a dipingere il cono radar con il solito nero H-77.
Quello della posa delle decals è stato il lavoro più noioso in assoluto e che mio ha dato non pochi problemi sia per il numero delle decals da mettere, sia per le dimensioni, sia per l’opacità del film che ha creato in alcun punti il temuto e fastidioso silvering!
Non ho fatto il post-shading perché dalle foto i Tornado apparivano abbastanza ben curati e inoltre nel 1998 la livrea grigia era stata appena applicata, mentre con i gessetti ho dato leggere sfumature sulla coda per simulare il lavoro degli inversori di spinta, che in atterraggio si danno da fare!
Un’ulteriore mano di future e la passata finale di opaco Lifecolor hanno concluso il tutto.
Per quanto riguarda i dettagli:

  • carrelli, vani, portelli, aerofreni, cerchi ruote in bianco lucido H-1
  • il pod Sky-Shadow è stato dipinto in verde (Gunze H-330) così come era usato con la precedente mimetica per spezzare la monocromia grigia
  • pod Boz-107 e serbatoi in grigio H-83

il montaggio si è concluso con il montaggio delle ultime parti: il tettuccio lasciato aperto, la sonda di rifornimento in volo in posizione retratta (non guasta la splendida linea del Tornado), le varie antennine a lama e gli aerofreni estratti.
Ora il mio piccolo Tornado è pronto per essere messo in bacheca, il primo di una si spera lunga serie, ma l’ultimo in questa scala così piccola! I prossimi rigorosamente in 1/48!

Buon modellismo
Alessandro Gennari

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