From Russia with love… – Sukhoi Su.25 “Frogfoot” dal kit Kopro in scala 1/48.

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In scala 1/48 il Frogfoot è presentato da Monogram e Kopro. Io sono riuscito reperire la scatola della ditta dell’est al cui interno si trovano sei stampate in plastica grigia (un po’ tenera), i trasparenti per il tettuccio, oblò telemetro e le luci di posizione. La nota piacevole sono le pannellature: il confronto con gli ottimi disegni allegati alla monografia 4+ dicono che si trovano nelle giuste posizioni e con le esatte forme. Le decal dai colori un po’ sbiaditi propongono una ricca dotazione di stencil e la possibilità di realizzare velivoli appartenenti a ben cinque forze aeree.

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Il soggetto che ho deciso di rappresentare fa sfoggio di una mimetica assolutamente insolita e, a mio parere, molto bella. Questa colorazione a schema disgregativo era propria di alcuni aerei basati nell’ex Germania orientale e chiamata “Afghanistan”, e gli specialisti addetti alla manutenzione di questi velivoli avevano due teorie per spiegarla: la prima asseriva che alcuni Su.25 reduci dalle campagne asiatiche avevano mantenuto, anche dopo il dispiegamento europeo, la loro colorazione di teatro operativo, la seconda diceva che gli schemi erano stati verniciati sopra agli aerei già basati in Germania ma seguendo le esperienze afghane. Quest’ultima teoria pare trovi maggior credito giacché non ci sono foto che mostrano Su.25 in Afghanistan forniti di tale mimetica.

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Comunque siano andate le cose per il modellista in cerca di soggetti “esotici”, questo Frogfoot rappresenta un’occasione d’oro. Come sempre inizio il montaggio dal cockpit sfruttando quasi completamente ciò che propone la scatola, aggiungendo alcuni dettagli in plasticard e fili di rame sulla parete dietro il sedile e sostituendo il cruscotto con quello presente nel set fotoincisioni Eduard 48416. Il sedile K-36 è in resina della Neomega cui, seguendo le indicazioni della documentazione, ho tolto i braccioli. Per verniciare l’abitacolo seguo un mio metodo artigianale, che consiste nel partire dall’Humbrol 89 (Matt Middle Blue) “tagliandolo” con del verde fino a raggiungere quella tipica tonalità con cui vengono dipinti gli interni russi. Il seggiolino è completamente in nero opaco, ma ha subito un leggero dry brush in grigio per risaltare particolari e cinture di sicurezza.

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Passando alla fusoliera ho prima aperto i vani che volevo lasciare in mostra e iniziato poi la costruzione del dettaglio al loro interno: si tratta degli scomparti anionici sul muso e delle sedi dell’APU e serbatoio carburante posti nella parte inferiore. Grazie ai pezzi fotoincisi del set Eduard 48421, ho aperto il grande portello di accesso al cannone ricostruendo in scratch build l’arma e il box di raccolta dei bossoli; ovviamente in questa fase saranno di fondamentale importanza le pubblicazioni e documentazione varia, e da esse sono risalito al colore degli interni dei vari vani (Zinc Chromate Yellow). Una volta chiusa la fusoliera ho accentuato la rivettatura nella parte posteriore del modello impiegando uno scriber, quindi ho separato i piani mobili del timone per posizionarli con l’angolatura tipica che assumevano quando l’aereo era terra. Stessa cosa per le ali: ho diviso flap e slat ricostruendoli con il plasticard e posizionandoli estesi…un lavoro lungo e certosino ma che regala grandi soddisfazioni.

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Altri particolari aggiunti hanno riguardato la sede aperta del parafreno e gli aerofreni stessi alle estremità alari riprodotti alla massima estensione. Montato il tutto si arriva velocemente alla fase di verniciatura e un aiuto fondamentale alla ricerca dei colori da impiegare l’ha fornita il sito dell’appasionato Americo Maya http://br.geocities.com/alvmaia/Sukhoi/ : amanti degli aerei russi mettetelo tra i preferiti!

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I colori utilizzati sono i seguenti: per le superfici superiori Yellow Green FS33481 (Humbrol 93) leggermente schiarito, U.S. Dark Green FS 34079 (Humbrol 116), Khaki Drab FS 34017 (Humbrol 159) e Chocolate FS 30099 (Humbrol 98). Per le superfici inferiori ho utilizzato l’Aircraft Blue FS 35352 (Humbrol 65) schiarito con il bianco. I pannelli dielettrici sono invece in Green FS 34108. La posa delle decal non merita cenni particolari: le foto di quest’aereo mostrano un velivolo in piena operatività con nessuna traccia di stencils e con le sole stelle rosse ben visibili. L’unica nota riguarda il logo della Sukhoi (visibile in coda) in una rara colorazione rossa. Nonostante abbia cercato una decal simile ovunque, alla fine sono stato costretto a realizzarla ad aerografo con infinite mascherature ed enormi rodimenti di……fegato và!

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La costruzione di questo modello risale ormai ad una decina di anni fa e con l’occhio critico di adesso non posso non notare dei problemi di “gioventù”. Il più evidente è un esagerato utilizzo dei carichi alari specie considerando che l’aereo è in fase di controllo e sottoposto a manutenzioni varie. Ma si sa…senza errori non s’impara mai. Buon modellismo, Enrico Bianchi.

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