F/A-18C Hornet ‘VMFA-212 LANCERS’ – Dal kit Hasegawa in scala 1/72.

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Ecco qui dopo mesi e mesi di lavoro il mio F/A-18 C. Ho scelto questo kit perchè dando un occhiata nei maggiori siti di modellismo, l’Hornet è sempre uno dei soggetti più elaborati dagli appassionati, infatti è molto facile trovarne con le superfici alari ripiegate o i flaps abbassati ed essendo un aereo imbarcato ci si può sbizzarrire con varie tecniche per sottolineare l’usura da impiego del velivolo. Dato che il mercato è saturo di componenti in resina, lastre fotoincise ed altre realizzazioni da avere l’imbarazzo della scelta ho deciso che era venuto il momento di separarmi dalla massa ed effettuare il mio primo “superdettaglio” realizzato completamente in scratch, o per meglio dire come nel mio caso, fatto in casa.

Prima di passare però alla fase puramene modellistica vorrei annoiarvi un po con qualche dato tecnico di questo aereo che ormai in questi ultimi mesi mi ha preso un po’ troppo… L’F/A 18 C Hornet è uno dei caccia più versatili che solca attualmente i nostri cieli, prodotto dall Mc Donnel Douglas, ora controllata dalla Boeing, che ne segue il progetto e lo sviluppo dal 1997, culminato nella versione F/A 18 E Super Hornet. Questo velivolo è stato specificamente richiesto dall’US Navy per ricoprire i ruoli di attacco al suolo, aereo da caccia, supporto aereo ravvicinato, ricognizione e controllo aereo avanzato. L’unico difetto riscontrato è la scarsa autonomia, problema risolto nella versione F/A 18 E. Il suo primo volo avvenne nel 1978 ed il suo impiego operativo nel 1983, mentre la versione da me scelta, la “C” volò nel 1987. Un’altra caratteristica è l’elevata maneggevolezza dovuta ad un aerodinamica particolarmente votata ad evitare quelle turbolenze che causano lo stallo. I motori sono due General Electric con post bruciatore che lo spingono a 1,8 mach di velocità. Dopo queste informazioni passiamo alla parte che a noi modellisti interessa di più…

La mia scatola Hasegawa è datata 2004 ma penso che il suo contenuto abbia visto la luce almeno una decina di anni prima ed aprendola le stampate sembrano buone così come le decal e subito si ha l’idea che gli 82 pezzi di cui è composto il modello sono li pronti ad unirsi senza la minima fatica. Magari fosse così. Infatti per ottenere un bell’Hornet monoposto di quasi 24 cm come promette la didascalia in copertina occorre armarsi di un bel po’ di stucco, carta abrasiva e molta pazienza. Non mi sento di parlare male però di questo modello dato che non è una realizzazione recentissima, anzi a dire la verità quando io entro in un negozio e vedo una scatola un po’ sbiadita ed impolverata i miei occhi si illuminano…

Parlando della costruzione del modello vera e propria sono partito dal tagliare le ali per riporle in posizione ripiegata e dal separare tutte le supefici mobili per poterle mettere in posizione “riposo”. Addirittura ho tagliato gli alettoni dalla fusoliera, operazione che non consiglio a nessuno a causa dell’ulteriore fragilità che acquisterà il modello una volta ultimato. Una volta separate e carteggiato dove c’erano residui di lavorazione sono passato all’abitacolo, o meglio a quello che sulla carta lo dovrebbe rappresentare.

Da questo punto in poi capirete perchè ho impiegato più di 6 mesi per costruire il mio aereo, si un po’ è per la mia pigrizia cronica, un po’ per la mole di lavoro che mi sono caricato sulle spalle durante il mio poco tempo libero. L’abitacolo inizia con la verniciatura della parte dove andrà alloggiato il sedile e posizionate le decal insieme alla cloche, parte che ho lasciato standard perchè dato che rimane quasi invisibile una volta chiuso il modello. Non è stato così per il pseudo sedile eiettabile che forniva il kit. Due miseri pezzetti di plastica erano li a rappresentare un sedile Martin Baker, ma questo è giustificato dal fatto che dalle istruzioni era previsto anche il posizionamento su di esso di un figurino che ne avrebbe coperto i dettagli. Ho preso così la mia banca di pezzetti avanzati, stucco e striscette di carta di alluminio ed ho ricostruito al meglio il componente….nelle foto seguenti ve lo mostro passo passo…

sedile originale…

…qui ho ricostruito con lo stucco i cuscini e con plastica le rotaie per l’eiezione, le cinture sono realizzate, udite udite con la bustina delle cialde per la macchinetta del caffè….

…questo è il prodotto finito, non sarà come un sedile in resina ma il mio scopo era quello di ottenere il massimo dal mio primo superdettaglio senza ricorrere a nulla preso in negozio e poi non dimentichiamoci che è alto si e no un centimetro e mezzo questo sedile quindi i dettagli dal vero non sono così evidenti come da foto…

Un’altro dettaglio che ho voluto realizzare da zero è il radome, lo stesso costruito con residui di una bomba di un Hellcat in 1/48 e due o tre pezzi avanzati da un F.104, il tutto condito dall’immancabile filo di ferro a rappresentare i vari collegamenti elettrici…qui sotto ci sono le varie fasi realizzative… lo stesso per la porzione di cono che rimane in fusoliera dove sonno alloggiate le armi l’ho costruita limando e tagliando il cono di un altro kit ed incidendo i fori con un ago scaldato…il ritocco e la verniciatura sono fatti a pennello dopo un primer grigio ad aerografo…

E’ il momento di parlare di un dettaglio dove ho commesso una piccola imprecisione…il vano avionica dietro al sedile…andava fatto un buco e l’avionica posizionata intorno ad esso mentre io non ho aperto questo vano…cmq una volta posizionato il canopy quasi nulla resta alla vista dei nostri occhi indagatori…

Per quanto riguarda i carrelli e i loro vani di alloggiamento ho naturalmente dettagliato il tutto con le tubazioni idrauliche ed i fili elettrici, del caso…

Il fondo è in bianco opaco sia per i vani che per gli sportelli mentre la sporcatura è data da un lavaggio di acrilico grigio scuro per far risaltare i contorni e le profondità, le tubazioni sono dipinte lo stesso in dark grey tamiya…

Il dettaglio del vano dell’aerofreno sicuramente è un particolare che poteva essere anche tralasciato dato che nel modello era già presente, invece io già che c’ero ho riscostruito lo stesso meccanismo radendo al suolo ciò che c’era prima. Ovviamente cercando di migliorarlo. Ce l’avrò fatta?

Il lavaggio all’interno del vano è fatto stavolta con del nero, così come ho coloraro i collegamenti elettrici, ho dato un po di vivacità alle varie scatoline presenti con dei tocchi di colore ispirandomi ad altri F18 visti in rete.

Il vero punto delicato di questo modello è stato realizzare il meccanismo di apertura/chiusura delle ali sul quale mi sono bloccato un bel po’ di tempo… dopo dei giorni ho trovato in un negozio di bricolage delle perline forate di forma cilindrica che avrebbero fatto al caso mio…poi con del sottile filo di ferro ho realizzato le cerniere…

i fili di ferro una volta incollati vanno ripiegati e tagliati….

Ecco invece le varie fasi di verniciatura e montaggio seguenti…

La verniciatura come al solito è realizzata con grigio 14 molak come primer, seguita da un pre-shading abbastanza pesante con del nero, mentre la pannellatura è fatta con un pastello a punta fine…le decal sono quelle da scatola fissate con del trasparente opaco..

il modello montato, senza armamento pronto a ricevere le decal e ad essere finito.

La parte inferiore come vedete è stata armata al massimo, ho costruito le corsie di lancio per gli sparrow traformando quelle di un mio vecchio starfighter, i missili li ho lasciati verniciati solo con il grigio dato che non penso che la vernicie di questi ultimi sia così facile da rovinare….ultimo dettaglio la scaletta, è quella presente nel kit che ho provveduto a verniciare ed incollare solamente…

Spero che il mio Hornet vi piaccia, o almeno che abbia destato la vostra attenzione, mi raccomando se avete delle critiche, fatele mi serviranno per migliorare….anche se quello che ottenuto da questa scatola mi soddisfa abbastanza….che faticaccia quest’aereo!!!! Alla prossima realizzazione!!!! CoB…

2 COMMENTI

  1. This jet is awesome. I was the Commanding Officer and this jet was painted for me in 2003. My hat is off to the builder!

  2. thank you very much mr. bright, my english is very bad and i hope you’ll understand my answer…i’m very honoured you seen this F/A 18 that I builded some times ago…and i’m very happy that you like it…i can’t believe that the commanding officer that owned this plane read my article. for me it’s an honour and a big satisfaction!! thank you very much and i hope to hear you soon.

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