A Very Special Phantom! F-4EJ Kai Phantom – dal kit Hasegawa in scala 1/72.

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Cosa c’è di più bello nell’avere tra le mani un kit Hasegawa e, magari, del tuo aereo preferito? Niente!

Ebbene sì, lo confesso, non vedevo l’ora di partecipare al Group Build Japan Style 2017 di Modeling Time con un bell’esemplare di F-4EJ KAI Super Phantom. La scatola scelta è la 01919 dedicata, appunto, all’F-4EJ KAI nella versione “Special 2010” appartenente al 302SQ ma, come vedremo, il modello che ho davvero realizzato è un altro.

Vi starete chiedendo, come mai? Nel consultare il web alla ricerca di informazioni sugli esemplari in carico alla JASDF, vengo richiamato all’attenzione da mia moglie che aveva visto l’immagine di un velivolo super coloratissimo appartenente al F-4 in livrea commemorativa per il 30° anniversario (1973-2003). Quale migliore occasione per accontentarla!Sono andato alla ricerca delle decal trovando un’interessante ditta del Sol Levante, la NBM (Natural Born Modelers), che produce un foglio espressamente studiato sulla base del kit giapponese.

A queste ho aggiunto un tris di accessori della Aires: cockpit (codice 7272), scarichi (codice 7246) e pozzetti (codice 7083); poi ho anche acquistato il pitot Master, gli pneumatici (codice 72036) True Detail TD72006 e le mascherine Montex. Il carrello della spesa è completo!

Un pizzico di storia:

Prima di passare al montaggio vorrei fare un breve cenno storico su questo Squadrone.

Il 301st Tactical Fighter Squadron fu istituito provvisoriamente presso la base aerea di Hyakuri il 1 agosto del 1972, all’interno del 7° Air Wing, inizialmente con due aerei. Il primo corso di conversione operativa per i futuri piloti di F-4EJ iniziò il 25 febbraio 1973, otto mesi prima della formazione effettiva del Reparto che avvenne il 16 ottobre del 1973. Il 2 marzo del 1985 l’Unità fu trasferita sulla base aerea di Nyutabaru, al 5° Air Wing e nel 1991 fu riequipaggiata con i Phantom aggiornati alla versione EJ Kai. Al 2013 il 301° risultava ancora in servizio attivo a Nyutabaru e, dopo un’assenza di 31 anni, il 31 ottobre del 2016 tornò nuovamente sulla base aerea di Hyakuri.

Lo stemma è molto singolare e rappresenta una particolare specie di rana, chiamata “Shirokuno-Gama”, che vive nei pressi del Monte Tsukuba (località prossima all’aeroporto). Sulla sciarpa che funge da base alla testa della rana ci sono delle stelle nere, tante quant’è il numero di reparto di appartenenza che inizialmente fu il 7th Air Wing (quindi sette stelle); trasferitosi al 5th Air Wing di Nyutabaru le stelle raffigurate furono portate a cinque.

Montaggio:

Come da prassi ho iniziato dal cockpit in resina Aires, dedicato alla versione “E”, cui andranno modificati i pannelli strumenti per portare il set alla versione “EJ KAI Super Phantom”.  Sul cruscotto anteriore ho eliminato parte della palpebra in resina per fare spazio a due display ai lati della consolle centrale modificando anche la fotoincisione. La palpebra è stata, poi, rifatta con del foglio di alluminio.

L’adattamento del pannello posteriore, invece, ha interessato i due display (uno centrale e l’altro in alto a destra) totalmente auto costruiti.

La colorazione dell’abitacolo è in XF-19 Tamiya leggermente schiarito con del bianco; a seguire ho applicato un lavaggio in nero ad olio diluito con acqua ragia. Con la tecnica del dry brush ho messo in risalto i piccoli bottoncini delle consolle laterali aggiungendone qualcuno in rosso e in giallo per dare dei tocchi di colore. I seggiolini hanno la struttura in nero e le varie imbottiture in Olive Drab e Olive Green. Le cinghie sono state colorate sempre con il grigio XF-19.

Prima di inserire il cockpit all’interno della fusoliera ho proceduto a sistemare il pozzetto carrello anteriore Aires che, in realtà, è dedicato allo stampo Revell. Si è reso necessario eliminare le pareti del vano originale in plastica e l’operazione si è dimostrata più delicata del previsto. Altro intervento ha riguardato il cielo della wheel bay in resina, in particolare la porzione che va a contatto, internamente, con il fondo della vasca: senza assottigliarlo i due elementi (pozzetto e abitacolo) non possono convivere.

Dopo aver forato la volata del cannone e aver predisposto tutti i pezzi, ho unito le due semi fusoliere anteriori livellando, successivamente, gli scalini con la colla ciano acrilica usata come stucco. Il secondo step ha riguardato il troncone posterie della fusoliera e le ali dove, purtroppo, ho riscontrato parecchi problemi di allineamento. Prima di procedere al loro assemblaggio ho aggiunto i pozzetti carrello principale in resina che sono stati assottigliati fino alla trasparenza (o quasi) per potersi incastrare senza creare interferenze.

Come potete notare dalle foto, le ali formano delle vistose fessure rispetto alla carlinga ed è necessario intervenire con del Milliput per chiuderle.

Il primo intervento di miglioria ha riguardato l’interno delle prese d’aria, che nel kit Hasegawa sono chiuse da una paratia di plastica. Non me la sono sentita di ricostruire l’intero condotto ma ho aggiunto la ventola del primo stadio del compressore per aumentare un po’ il realismo. Con l’aiuto di Plasticard e lamelle sottili ricavate sempre dal già famoso foglio di alluminio, ho ricostruito il “fan” come si vede in foto:

Altro intervento di “scratch building” ha riguardato le due piccole prese d’aria del sistema di condizionamento degli abitacoli poste ai lati della fusoliera, rifatte con la lamina di alluminio di cui sopra. Oltre a queste, ho aperto e rifinito anche i due piccoli sfiati posti nella zona degli scarichi.

Per questo modello ho scelto di posizionare i flap in posizione “down”; nel frattempo ho separato le ruote True Detail dalle materozze di stampa, ho dettagliato carrelli e canopy anche grazie alle fotoincisioni incluse nei set Aires e Eduard, e ho aggiunto le “lightning protection stripes” (le striscioline per lo scaricamento della corrente) sul radome ricavate da sottili listelli di Plasticard.

 

Verniciatura:

Eccoci giunti alla fase più bella del modellismo: la verniciatura. Vista la semplice colorazione di questo special che sarà coperto dalle decal per un buon 65%, non ho fatto altro che dipingere il mio Phantom in scala completamente in bianco utilizzando il Mr. Base Withe 1000 della Gunze: si stende perfettamente diluendolo con la Nitro, coprente già con un paio di passate, lo si può lisciare con carte abrasive sottili bagnate (ottenendo una superficie liscia) e trattare come un normale colore acrilico. Solo la deriva e il radome sono stati colorati di Black Tamiya X-1, mentre la parte metallica della zona motori è stata verniciata con Alclad Aluminium (Jet Exhaust per i flabelli degli scarichi).

Una piccola “variante” alla monotonia del bianco è arrivata dai serbatoi sub alari: come da immagini reperite in rete, sono stati verniciati con il grigio Gunze H-308 seguiti da post shading con grigio chiaro cercando di simulare il più possibile le varie “toppe” di colore dovute ad interventi di manutenzione.

Dopo tre o quattro mani generose di trasparente lucido Gunze H-30, il piccolo “Phantasma” è pronto per la fase più importante di tutta la costruzione!

Decalcomanie:

Il foglio decal, come accennato all’inizio di questo articolo, è l’NBM JD-29 con una qualità davvero eccellente. Il film è sottilissimo tanto che l’occhio fa fatica a percepire la differenza con il supporto sottostante! Lo spessore ridotto a zero fa sì, però, che i grandi fregi siano molto delicati ed è importante spostarli e maneggiarli con estrema cura per evitare rotture o strappi.

La difficoltà maggiore sta nel posizionare le due lunghe insegne laterali raffiguranti il sole d’oriente. Queste, studiate per il kit Hasegawa, coprono benissimo la fiancata fino alla zona metallica dei motori dove, purtroppo, la NBM ha commesso un piccolo errore: uno dei “raggi” risulta troppo corto e lascia scoperta una piccola porzione di bianco. Per ovviare al problema ho dovuto ricreare una tinta simile a quella delle decalcomanie con una miscela di rosso Gunze, nero e marrone in poche gocce e tutto usando il mio “occhiometro” di fiducia.

In ogni caso con l’utilizzo del Mr. Mark Softer Gunze le decal copiano perfettamente le finissime pannellature Hasegawa e si conformano a tutte le forme del modello.

 

Sigillato il tutto con passaggi di lucido e una velatura finale di opaco Gunze H-20 (la finitura del velivolo reale non era a “specchio”), ho ultimato gli ultimi passaggi prima di decretare la fine di questo mio progetto: Carrelli e relativi portelloni, canopy e una piccola antenna a lama sulla gobba ricostruita con del Plasticard sottile.

Un giusto omaggio và ai miei amici modellisti di Modeling Time che in questo Group Build mi hanno “supportato”, ed alla mia signora perché è grazie a lei che mi sono cimentato in questa bellissima livrea commemorativa.

Qui trovate il Work in Progress completo!

Buon modellismo a tutti!

Francesco “bonovox” Miglietta 😉

 

2 COMMENTI

  1. Non sono amante degli americani nipponici, ma questo è davvero superlativo, davvero un bellissimo special color magistralmente eseguito: complimenti!
    ciao ciao

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