Douglas A-1 H Skyraider dal kit Hasegawa in scala 1/72.

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Non costruivo un modello di aereo da più di 20 anni. Ero rimasto alle colorazioni tutto a pennello e il massimo della tecnologia per i dettagli era rappresentata dallo sprue stirato a caldo. Poco importava se le pannellature fossero in positivo piuttosto che in negativo e le tecniche d’invecchiamento, tipo i lavaggi ad olio etc., non erano citate nemmeno sulle riviste specializzate dell’epoca; probabilmente non erano ancora state sviluppate.

Tra l’altro sarei curioso di sapere chi ha introdotto nel modellismo prodotti non specifici come le cere per pavimenti o i colori ad olio.

Insomma le tecniche del modellismo non erano “globalizzate” come lo sono oggi, ma vigeva di più l’arte di arrangiarsi.

A fronte di ciò volevo vedere se ero in grado di confrontami col modellismo moderno, tutto fatto di resine e fotoincisioni, utilizzando solo le tecniche da me conosciute. Certo, non dico di essere rimasto agli anni 80, ho continuato a praticare il modellismo in altri settori, imparando anche ad autocostruirmi i pezzi usando silicone e resina.

L’occasione me l’ha data questa scatola regalatami da mio fratello.

Non saprei dare un giudizio sul kit, in confronto a quello a cui ero abituato mi sembra un’ ottimo modello, confrontandolo con le foto mi sembra identico anche se non sono andato a verificare i millimetri.

In ogni caso avevo dato per scontato che qualcosa me lo sarei autocostruito.

Costruzione:

Non vorrei dilungarmi troppo su tutti i passaggi, anche perchè spero che le foto si spieghino da sole, ma solo sottolineare le parti che ho modificato maggiormente.

Come il sedile che ho sostituito con quello eiettabile, presente sull’ esemplare da me scelto, modificando quello del kit con milliput e plasticard sagomato per i cuscini e il poggiatesta e con del plasticard sottile e sprue stirato incollati ad U per le 2 rotaie ai lati; ho aggiunto le maniglie d’espulsione sempre fatte con sprue poi con strisce di carta stagnola ho realizzato le cinture di sicurezza.

Il resto degli interni gli ho fatti più o meno da scatola usando le decal per consolles e cruscotto e modificando la cloche perchè diversa da quella vera, infine ho aggiunto sulle pareti laterali le guide di scorrimento del tettuccio ( foto 29, 30 ) realizzate con del filo metallico cromato. La pedaliera invece non l’ ho neanche presa in considerazione: una volta chiuse le semifusoliere ci vorrebbe un endoscopio per vedere se c’è.

Poi sono passato al motore  dove ho aggiunto vari dettagli realizzati con sprue e filo di rame.

Per il tettuccio mi sono lanciato nella termoformatura per sostituire quello del kit che, oltre ad essere leggermente sottodimensionato ( soprattutto il parabrezza ), è piuttosto spesso per la scala. Come dima ho usato una copia in resina del trasparente originale. Poi l’ho dettagliato con le maniglie per l’apertura.

Sull’esterno della fusoliera ho rifatto tutte le varie antenne più sottili e più simili, come forma e posizione, a quelle vere e ho aggiunto quelle mancanti. Ho riposizionato gli alettoni e i timoni di coda per dare un pò di movimento. Ho realizzato le luci di posizione con sprue trasparente colorato con pennarelli indelebili (quelli per scrivere sui CD), che hanno l’inchiostro trasparente e lucido.Poi ho assottigliato tutti gli spessori in vista come bordi d’uscita delle ali, i flabelli e la presa d’aria del cofano motore etc. e bucato le canne delle mitragliatrici.

 

Per i carrelli ho dettagliato solo le gambe aggiungendo il cavo dei freni e un pistoncino obliquo sulla parte frontale; i vani gli ho lasciati da scatola perché mi sembravano già abbastanza dettagliati, considerando che alla fine incollerò il modello ad una basetta rendendoli invisibili.

I carichi alari sono da scatola.

Colorazione:

Avendo già in casa un verde e dei color sabbia, mi sono preparato da solo il SEA camouflage. Non mi andava di comperare dei colori apposta che magari avrei usato una volta sola. Così con prove e riprove ho ottenuto delle tonalità molto vicine, secondo me, ai colori originali; tenendo in considerazione che nelle foto che ho usato come riferimento non c’erano due aerei uguali, sia per l’età delle foto che per l’usura dei velivoli. In alcune immagini addirittura il color TAN appariva quasi grigio. Una curiosità: per quest’ultimo ho usato come base il rosa carne!


Un altro fattore che ho dovuto tenere in considerazione è che il trasparente finale tende a scurire ed a saturare i colori.

Decals e invecchiamento:

Ho usato le decals della scatola. Per l’applicazione ho sviluppato un mio metodo: non utilizzo trasparenti o cere per sigillare i colori ma le applico direttamente sui colori opachi; preferisco aggiungere sul modello il minor numero di strati possibile. E il silvering? direte voi.

Il metodo è questo: quando la decal è pronta, stendo sulla zona una soluzione di colla ad acqua e tensioattivo ( è una colla trovata al brico per cartoleria, è trasparente e solubile in acqua anche quando è secca esattamente come quella delle decals ) una volta stesa la decal aspetto un momentino e applico l’ammorbidente facendo attenzione di non andare sui colori. Anche l’ammorbidente è fatto in casa, è una soluzione di alcool e nitro, naturalmente molto più alcool che nitro.

Anche se sia l’alcool che la nitro possono sciogliere i colori acrilici, con un pò di attenzione non succede nulla, basta usarne poco, e se dovesse finire una goccia sul colore è importante non strofinare ma “fare aria” per accelerare l’evaporazione.

Naturalmente ho fatto dei test con le decals di scarto prima di procedere sul modello.

Il risultato mi sembra soddisfacente, considerando che ho usato le decal intere senza scontornare il bordo trasparente, perché per me è una vera rottura, soprattutto quando si tratta di dover scontornare numeri e codici.

A questo punto procedo con le sporcature; il primo passaggio è una soluzione ultradiluita di acqua e colore acrilico grigio molto scuro che stendo su tutto il modello. Questo tipo di “lavaggio” inizia ad evidenziare i dettagli, ed essendo fatto su colori opachi viene assorbito creando dei leggeri aloni che danno la sensazione di sporco generale, poi passo ai lavaggi veri e propri utilizzando gli acquarelli, facili da usare e per di più inodori, con i quali evidenzio le pannellature e faccio le varie colature.

Il bello degli acquarelli è che posso sfumarli, o levarli del tutto, in qualsiasi momento perchè sono sempre solubili in acqua. I fumi dei motori invece sono fatti ad aerografo.

Quando tutto è ben asciutto spruzzo il trasparente che fissa gli acquarelli e fa sparire definitivamente la differenza di finitura tra le decals e gli acrilici.


Come vernice trasparente uso quella alla nitro in bomboletta che travaso in un barattolino per poterla diluire maggiormente, così posso darla ad aerografo e dosarla meglio. Uso questo tipo di vernice perchè è più robusta, secca molto rapidamente ed ha una finitura molto simile all’opaco delle mimetiche vere, che non è spento come quello degli acrilici, ma ha un minimo di riflessione che dà volume.

L’unico inconveniente è che puzza tremendamente per cui devo aspettare la primavera per poterla spruzzare all’aperto.

Infine ho incollato il modello ad una basetta ( un’altra cosa che ai miei tempi si usava poco ), con simulati i lastroni di cemento della pista.

Questa è una cosa che ho fatto più per sicurezza che per motivi estetici: se devo spostare il modello non devo toccarlo direttamente, ma posso prendere più saldamente la cornice… ogni precauzione non è mai troppa.

Una volta un modellino del genere lo completavo in una settimana perchè smaniavo dalla voglia di vederlo finito, questa volta ci ho impiegato 6 mesi. Un’altra cosa che ho imparato è la pazienza, una cosa che migliora la qualità dei modelli molto più di qualsiasi dettaglio aftermarket.

 

Buon modellismo a tutti! Gabriele Diaferia.

 

 

Bibbliografia:

– Walk Around  A-1 Skyraider – Squadron/Signal Publications

– Internet

2 COMMENTI

  1. Ciao Gabriele,

    bel modello e metodo interessante per l’applicazione delle decalcomanie. Complimenti.

    microciccio

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