CH-47 C “Chinook” Italian Army – dal kit Italeri in scala 1/48.

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CH47c CHINOOK ITALERI 1/48

Il CH-47 “Chinook” è senza dubbio uno degli elicotteri da trasporto più famosi al mondo. Facilmente riconoscibile per la sua caratteristica configurazione a due rotori e dalla forma della fusoliera, che poco ricorda le classiche linee dei suoi colleghi minori, fu sviluppato dal 1956 come versione ingrandita del CH-46 “Sea Knight”. Compì il suo primo volo nel settembre 1961 e l’anno successivo ebbe il vero e proprio battesimo in un conflitto bellico: la guerra del Vietnam.Nel corso degli anni il progetto iniziale ha subito continui aggiornamenti, fino ad arrivare nella più moderna versione F.

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Questo velivolo è utilizzato da molti paesi, soprattutto per trasporto truppe o spostamenti logistici in conflitti bellici; oltre al massimo utilizzatore, l’U.S. Army, è ampliamente impiegato da molteplici paesi europei, tra cui Regno Unito, Spagna, Grecia, Olanda e, appunto, Italia.

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Proprio il nostro paese alla fine degli anni ’70 ordinò trentotto CH-47C, che nel 1987 subirono un aggiornamento per aumentarne il peso al decollo e aggiornare le pale dei rotori (montandone in fibra di vetro, molto più resistenti e in linea con gli standard moderni); anche le turbine furono sostituite con le più potenti Lycoming t55-l-712e.

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Nel 1989 alla flotta si aggiunsero altri quattordici esemplari equipaggiati per compiere missioni di soccorso per la protezione civile e provvisti, rispetto ai più vecchi, di verricello di carico in corrispondenza del portellone laterale. Con gli anni molti di questi elicotteri, per mancanza di fondi o semplicemente perché troppo vecchi, sono stati pian piano messi fuori servizio o utilizzati come parti di ricambio per i restanti ancora operativi.

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L’esemplare che ho deciso di riprodurre, l’M.M.80824, era di base sull’aeroporto di Viterbo e inquadrato nel 1° Reggimento Antares. Nel 2005 fu rischierato in Afghanistan nell’ambito dell’ISAF e, in quell’occasione fu rimossa la classica mimetica a due toni Standard NATO e completamente riverniciato in verde oliva.

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Nel 2009, dopo essere rientrato in Italia, fu ripristinato il vecchio schema a due toni di grigio e verde per essere reinserito io servizio attivo per altri due anni, prima di essere radiato. Il “Progetto Chinook” per l’Italia prevede che i mezzi che sono stati messi fuori servizio, saranno sostituiti nei prossimi anni con i più moderni CH-47F.

Il modello:

CH47 Chinook Italeri 1/48

Per realizzare uno Chinook nella scala del quarto di pollice la scelta può ricadere solamente sul kit della nostrana Italeri, recentemente commercializzato anche dalla Revell. La scatola utilizzata è la 2672, che oltre l’esemplare da me scelto, permette di realizzare anche la più moderna versione D con un bell’elicottero olandese o spagnola. In alternativa si potrà optare anche per un C dell’U.S. Army. L’Italeri in concomitanza con il rilascio del kit in plastica, ha realizzato anche un set di dettaglio completo di fotoincisioni e parti in resina che danno quel tocco in più di realismo a uno stampo che è già completo di suo. Per avere maggiori informazioni, v’invito a leggere la recensione già pubblicata sulle pagine di questo sito cliccando QUI. Non sono un estimatore degli aftermarket, perciò ho deciso di fare a meno del kit di dettaglio sopra citato. Questa volta, però, mi sono pentito della scelta fatta e col senno di poi posso dire che le fotoincisioni contenute nel set della ditta di Calderara di Reno sono indispensabili soprattutto per ciò che riguarda le tante griglie Anti-FOD che circondano la zona delle turbine.

CH47 Chinook Italeri 1/48

Aprendo la scatola ci si ritrova davanti cinque grandi stampate e la prima cosa che è evidente, oltre al meraviglioso dettaglio generale, sono le dimensioni delle fusoliere; una volta ultimato il modello raggiunge la ragguardevole dimensione di 45 cm, rotori compresi. Un piccolo appunto, se proprio si vuole trovare un difetto, si può fare alle pannellature un po’ troppo larghe e profonde. Questa caratteristica può tornare utile in fase di montaggio, dopo la stuccatura e carteggiatura: il rischio di rovinare o coprire il dettaglio di superficie è, in pratica, pari allo zero!

CH47 Chinook Italeri 1/48

Il montaggio:

Solitamente il montaggio parte dal cockpit. In questo caso i lavori hanno avuto inizio dalla grande stiva di carico interna che è costituita da una struttura a semi-guscio che andrà, in seguito, inserita all’interno della fusoliera. Le pareti interne hanno un buon dettaglio generale con il rivestimento fonoassorbente ben riprodotto e che ben si presta ai lavaggi finali con colore a olio diluito. Lo stesso non si può dire delle centinature interne che ho deciso di ricostruire con listelli di Evergreen della stessa larghezza di quelli originali.

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Nella zona in prossimità del portellone do carico, quella più in vista una volta finito il modello, ho deciso di aggiungere qualche tubazione idraulica e dei “pannelli comandi”; non sono riuscito a dare quel senso di “affollamento” del velivolo reale, ma così è decisamente meglio di prima.

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Un piccolo lavoro di scratchbuilt l’ho dedicato anche al corridoio che collega il cockpit alla stiva: anche qui dei listelli di Plasticard mi hanno aiutato!

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Siamo giunti al momento dei primi colori! Il pavimento ha ricevuto una base di Tamiya XF-19 Sky Grey, mentre le zone più scure (dopo ore di mascheratura) le ho realizzate con il Tamiya XF-24 Dark Grey; quest’ultimo l’ho steso con velature leggere per ricreare quell’effetto consumato tipico dei velivoli da carico. Per finire, ho verniciato i vari stencil in giallo presenti a terra, e ho eseguito dei lavaggi in Nero d’Avorio e Bruno Van Dick mixati al 50% – 50%.

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Stesso discorso per le paratie laterali e il cielo della cabina: base in XF-19 Sky Grey Tamiya, pre shading per evidenziare le strutture interne con XF-24 Dark Grey Tamiya e successive velate di XF-19 Sky Grey; washing effettuati con Nero D’ avorio a olio molto diluito e strutture interne evidenziate con Light Grey Vallejo a pennello con la tecnica del Dry-Brush.

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Per la zona in Zinc Chromate ho realizzato il colore con un mix di XF-1 Flat Black Tamiya e XF-3 Flat Yellow Tamiya con un rapporto di 1:3 gocce.

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Messi, momentaneamente, da part gli interni, le mie attenzioni si sono rivolte al montaggio dei trentadue seggiolini per il trasporto delle truppe. Come dettaglio non sono il massimo del realismo, ma per quanto si potranno poi vedere una volta chiuse le semi-fusoliere, secondo me svolgono bene il loro compito! In questo caso, per chi è appassionato di fotoincisioni, l’Eduard fornisce un bellissimo set (Eduard – Nr. 49422) completo di panche e cinture separate tra loro.

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Per il colore di questi ultimi ho usato come base il Tamiya XF-7, schiarito con qualche goccia di XF-2 Flat White. Per le cinghie, invece, marrone chiaro Citadel.

 

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Il cockpit, rispetto alla qualità generale del modello, è forse la zona più semplificata. I seggiolini sono sprovvisti di cinture e il pannello strumenti può essere riprodotto solamente con l’uso di una decals. Anche in questo caso nonostante le tante superfici vetrate, l’abitacolo rimane molto nascosto.

CH 47 CHINOOK ITALERI 1/48

 

Ora passiamo alla fase che mi ha preso più tempo in assoluto, il montaggio.

CH47 C CHINOOK ITALERI 1/48

una volta chiuse le fusoliere esterne, che combaciano molto bene con i gusci interni, si presentano subito i primi problemi concentrati soprattutto nella zona superiore; in questo punto, difatti, si viene a creare una fessura di 1 mm.

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Stessa situazione in coda, dove la parte terminale è leggermente sottodimensionata; problema facilmente risolvibile inserendo degli spessori di Plasticard al suo interno.

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La fase di stuccatura è stata più dura del previsto, soprattutto sotto la “pancia”, dove a causa della scomposizione abbastanza complicata dello stampo si creano una miriade di fessure tra le parti.

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Le gondole motori non presentano grossi problemi d’incastri, ma per un allineamento più preciso è meglio tagliare i perni di riscontro. Una volta rimossi, può sembrare strano, ma si risparmierà parecchio tempo in termini di stuccature e prove a secco.

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Le griglie di aerazione le ho riprodotte con una retina di tulle prelevata da una bomboniera. Le due turbine entrano senza particolari problemi nelle loro sedi – anche qui, però, l’uso stucco è d’obbligo.

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La colorazione:

Finalmente si giunge alla fase che ogni modellista ama di più, la colorazione! Per prima cosa ho dato una base di XF-2 Flat Black ai montanti del parabrezza, sfruttando la trasparenza del vetrino per realizzare anche il colore nero dei frames interni.

CH47c CHINOOK ITALERI  1/48

In seguito ho steso su tutto il modello una base grigia, in questo caso il Gunze H-306 schiarito con del bianco opaco, sfruttando questo passaggio per evidenziare eventuali errori di montaggio.

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Il passaggio successivo è stato il Pre – Shading, effettuato con Nato Black Tamiya. Devo ammettere che questo tipo di effetto mi piace molto, anche se come in questo caso, i passaggi successivi sulla colorazione l’hanno attenuato quasi del tutto.

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Completati base e Pre – Shading si passa al primo vero tono della mimetica, il Gunze H-69 Dark Grey.

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A questa tinta ho aggiunto, però, qualche goccia di XF-82 Ocean Grey 2 Tamiya; dalle foto reperite in rete, questo colore tende a una tonalità azzurra.

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Per il verde ho utilizzato il Gunze H-330 Dark Green, cui ho aggiunto 2-3 gocce di Tamiya XF-58 Olive Green per renderlo leggermente più acceso. Per lo stacco tra i due toni della mimetica mi sono avvalso dell’ormai fidato Patafix.

CH47c CHINOOK ITALERI 1/48

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La fase meno rilassante di tutto il progetto è stata la riproduzione delle scritte “Esercito” e i vari stencil gialli presenti in fusoliera, ma assenti nel foglio decals fornito nella scatola di montaggio.

CH47c CHINOOK ITALERI 1/48

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Conclusa la verniciatura iniziale, ho iniziato ad applicare i primi effetti di usura alla livrea con del Post – Shading. A tale scopo ho usato i colori di base schiariti con l’XF-2 Flat White Tamiya e li ho stesi (molto diluiti) al centro dei pannelli con spot irregolari. Poi ho cercato di evidenziare le varie linee di pannellature con una profilatura eseguita con le solite vernici di base, ma scurite con Nato Black Tamiya e diluite all’80%. Già dopo questi primi passaggi la colorazione ha acquistato molto più volume.

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Le superfici inferiori del modello le ho verniciate il Mitril Silver della Citadel diluito con alcool isopropilico al 70%.

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Nel foglio decals fornito nel kit sono presenti anche le Walkways, che sui CH-47 coprono la fusoliera per quasi la totalità della sua lunghezza. Data l’estensione delle decalcomanie, ho deciso di riprodurre anche i camminamenti tramite mascherature: il colore usato, in questo caso, è l’XF-24 scurito con qualche goccia di XF-1 Flat Black, in rapporto 3:1. Le linee nere di demarcazione con XF-1 Flat Black.

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Come già detto qualche riga sopra, l’esemplare che ho scelto per la mia riproduzione in scala non è tra quelli presenti nelle decalcomanie fornite dall’Italeri. In realtà, però, con un’attenta scelta delle insegne da utilizzare, e l’aggiunta della scritta “Esercito” (dipinta tramite mascheratura), è possibile optare anche per elicotteri con configurazioni più recenti e ancora in carico all’AVES (Aviazione Leggera Esercito). Per capire quali decal utilizzare e quali tralasciare ho ricevuto un valido aiuto nel forum di Modeling Time, e in particolare da Davide “Davmarx” che ringrazio pubblicamente!

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Tornando al lato prato, prima di tutto ho preparato la superficie del modello con il classico Lucido X-22 Tamiya. Poi ho applicato i tantissimi stencil e, purtroppo, si sa… più una decals è piccola è più il rischio di silvering è dietro l’angolo. Purtroppo in più punti l’inconveniente si è puntualmente presentato e ho cercato di attenuarlo desaturando le tante scritte di servizio con i colori di base diluiti al 90%.

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Per i lavaggi ho optato, all’inizio, per il Bruno Van Dick puro e diluito con acquaragia; l’effetto ottenuto sulle pannellature era troppo in contrasto con il resto della mimetica (anche a causa dell’eccessiva profondità e larghezza delle incisioni), per cui ho ripassato tutte le superfici con il grigio di base molto diluito lungo tutte le linee di pannellatura.

CH47 CHINOOK ITALERI 1/48

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Montaggio finale:

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Tutto è pronto per aggiungere gli ultimi particolari: gli pneumatici dei carrelli sono stati dipinti con una base di XF-85 Rubber Black Tamiya, mentre i cerchioni in alluminio Vallejo. Allo scopo di ricreare un minimo di sporco ho utilizzato per la prima volta anche i pigmenti dell’AK costatando una resa molto realistica.

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Una successiva mano di trasparente opaco, Tamiya XF-86, su tutto il modello ha anche assunto il compito di amalgamare al meglio i vari effetti e colori. Per aumentare ancor di più il weathering, ho preferito applicare nuovamente una sessione di Post – Shading solo su alcuni pannelli.

Per ultima, ma non meno importante, ho ricreato il filo dell’antenna presente sulla fusoliera: nel mio caso rispetto al classico sprue tirato a caldo, ho preferito il filo da pesca… più flessibile e facile da curvare.

A questo punto non resta che completare il tutto con i rotori verniciati in XF-1 Tamiya Flat Black e completati con un leggero Dry Brush in alluminio Vallejo sul bordo d’attacco delle pale.
Giunge, così, la conclusione del mio CH-47 nella scala del quarto di pollice. Spero di essere stato quanto più esaustivo possibile e non avervi annoiato troppo! Per il Work In Progress completo potete dare un’occhiata QUI! (LINK WIP)

grazie e Buon modellismo a tutti.

Mattia-eurofighter Longo.

8 COMMENTI

  1. Molto bello, complimenti per la mimetica davvero molto ben fatta.
    Sei sicuro che dopo il rientro sia stato ridipinto nella vecchia mimetica NATO ?
    A me risulta che ormai non sia più in uso, tanto é vero che sono stati ridipinti in verde oliva tipo US Army, anche i vecchi e buoni AB-205.
    Bel lavoro !

  2. Grande Mattia,sul foro avevo perso tutto il grande lavoro sugli interni..per fortuna ho rimediato con l’ottimo articolo!

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