ALPHA JET- A in Luftwaffe Service – dal kit Wingman Model in Scala 1/48.

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Ho sempre avuto una certa attrazione per gli addestratori e, in particolare, il soggetto protagonista di questo articolo stuzzicava già da molto tempo le mie corde! Purtroppo, però, non esisteva un modello che mi soddisfacesse e le uniche possibilità per realizzare un Alpha Jet era la vecchia scatola ESCI, decisamente fuori dagli standard attuali, o un kit in resina molto approssimativo della PJ Production. La Kinetic ha colmato questa mancanza mettendo in catalogo, di recente, un buono stampo che non mi sono fatto scappare.

Il kit:
Dopo una ricerca on-line ho scoperto con piacere che la Wingman Model, joint venture tra l’Airdoc e Isradecal, ha re-inscatolato lo stampo della ditta cinese aggiungendo delle resine e delle ottime decalcomanie; insomma, un prodotto già completo di tutto.


Vediamo nel dettaglio cosa troviamo nella confezione:

• Le plastiche, come anticipato sono della Kinetic, nel solito negativo. Eseguendo alcune prove a secco gli incastri sono anche discretamente precisi. Una piccola considerazione in merito alla ditta a cui bisogna dare merito per l’impegno profuso in questi anni: in poco tempo ha fatto buoni passi in avanti migliorando di molto la qualità e l’accuratezza delle loro realizzazioni.
• Il cockpit in resina, di buona fattura completo di seggiolini e barre di comando.
• Antenne varie in resina e due pezzi, per la parte posteriore, che dovranno essere utilizzati se si sceglie un esemplare portoghese.
• Ruote in resina, assolutamente necessarie per sostituire quelle originali.
• Pod del cannoncino che per il mio esemplare non ho utilizzato.
• Una confezione della Master Model completa di tubo di pitot in ottone e sensori dell’angolo d’attacco.
• Una lastrina di fotoincisioni per dettagliare sedili e fusoliera.
• Mascherine adesive per tettucci e pneumatici.
• E per finire uno splendido foglio decal stampato Cartograf, completo di tutti gli stencil e scritte di servizio e con la possibilità di realizzare diversi esemplari tedeschi con due tipi di mimetica.

Anche se il costo non è proprio a buon mercato, nella “box” c’è già tutto il necessario per un risultato finale più che buono!
Mettiamoci all’opera.

Il montaggio:
Prima di iniziare il montaggio mi sono procurato la monografia della JP-4 “Dassault-Breguet-Dornier Alpha Jet-A” dedicata proprio alla versione AJ utilizzata dalla Luftwaffe; in rete ho recuperato anche delle foto che rimangono comunque un’ottima fonte di documentazione.
Ad una analisi più attenta ho deciso di riprendere alcune pannellature e rivettature, soprattutto concentrate sulla pancia, perchè non molto profonde e poco definite. Se le avessi lasciate così, infatti, dopo le vari mani di colore e primer probabilmente avrei perso il bel dettaglio di superficie.

Cockpit:
Subito ho fatto qualche prova a secco per rendermi conto di come la vasca si adattasse all’interno della fusoliera e, con soddisfazione, ho notato che i pezzi si incastrano senza particolari difficoltà (giuste qualche colpo di lima nelle zone laterali mi ha aiutato a rendere gli accoppiamenti ancor più precisi). Consultando le immagini a mia disposizione mi sono accorto che nella parte posteriore sono presenti parecchi cavetti e tubazioni molto visibili con i tettucci aperti. Ho deciso di aggiungerli auto costruendoli con fili di rame e Plastirod. Il colore utilizzato per gli interni è il Gunze H- 317 Gunze, leggermente schiarito con del bianco.


Nel frattempo ho iniziato a studiare i due cruscotti che hanno un buon dettaglio delle veglie esterne ma sono completamenti privi della strumentazione interna; così dopo averli colorati di nero e averli sottoposti ad un dry-brush in grigio chiaro, ho ricreato i vari quadranti fustellando lancette e indicatori da un foglio decal di recupero presente nel provvidenziale magazzino pezzi. Inoltre ho dettagliato la zona dietro il cruscotto anteriore del pilota riproducendo il telo di copertura della palpebra con la carta che avvolge i cioccolatini (modellista goloso…!). Colorato l’elemento di verde, l’ho poi sottoposto al trattamento col pennello asciutto in grigio chiaro.


Step successivo, i seggiolini: presentano le cinture già stampate ma non sono granchè belle. Avrei voluto sostituirli con delle copie della Neomega ma, anche in questo caso, non mi convincevano le proporzioni. Alla fine ho deciso di tenere quelli forniti dalla Wingman concentrandomi su una buona pittura e dei lavaggi mirati per migliorarne l’aspetto. I colori utilizzati per i vari particolari sono i seguenti: la struttura in un insolito sky blu H25 Gunze, le imbottiture di seduta e schienale verde n° 78 Humbrol, le cinture grigio n° 30.

Vano Carrelli:
Questi aerei in parcheggio hanno quasi tutti i portelli dei vani carrello chiusi; rimangono aperti solo quelli che sovrastano le gambe di forza dei carrelli principali. Cosi ho deciso di non dedicare troppa attenzione al loro interno limitandomi a verniciarli in alluminio H8 Gunze e dargli maggiore profondità con dei lavaggi piuttosto scuri.
Al contrario sulle già citate gambe di forza ho aggiunto qualche cavetto in filo di stagno per simulare le tubazioni idrauliche.


La scomposizione del modello obbliga a montare i carrelli prima di chiudere i relativi pannelli, e questo complica abbastanza le successive fasi di montaggio. Bisogna prestare molta attenzione nel non spezzare i pezzi che spuntano dagli alloggiamenti.

Fusoliera e Piani di Coda:
Una volta terminato il cockpit e aver incollato i vani carrello nei rispettivi alloggiamenti, ho unito i due gusci che compongono la fusoliera (non prima però di aver inserito qualche grammo di peso nella prua per evitare che il modello si potesse sedere sulla coda).


Il montaggio procede abbastanza spedito senza particolari complicazioni ad eccezione delle ali, forse gli unici pezzi del kit che non si adattano alla perfezione e che necessitano di un pizzico di attenzione in più. A tal riguardo, dopo averle inserite negli scassi, ho rinforzato l’incollaggio e colmato il gap inserendo alcuni listelli di Plasticard nelle fessure; le stesse sono state successivamente stuccate con colla cianacrilica.
Verniciatura:
Il mio Alpha Jet inizia a prendere la sua forma definitiva e allo scopo di sgrassarlo dai residui di lavorazioni precedenti, l’ho pulito con una pezza imbevuta di alcool rosa. A questo punto ho steso su tutto il modello una mano di fondo che ha avuto la funzione sia di mettere in evidenza piccoli errori e fessure non perfettamente stuccate, sia di preparare le superfici a ricevere le vernici definitive. Per questo passaggio ho utilizzato il primer grigio della Alclad.
Dopo averne atteso la completa asciugatura ho carteggiato tutte le superfici con carta abrasiva grana 2000 bagnata.


Il passaggio successivo ha riguardato il pre shading eseguito su tutte le pannellature con del nero opaco.

Vengo, ora, alla mimetica vera e propria: iI colore utilizzato per la parti inferiori è il grigio F.S. 36152 Gunze H-305 steso in mani molto leggere e diluite almeno al 70%.
Le superfici superiori del modello, invece, presentano il classico splinter della mimetica denominata Norm72. I colori sono i seguenti:

• Dark Green F.S. 34079 – Gunze H-309.
• Dark Grey F.S. 36320 – Gunze H-307.

L’esemplare da me scelto ha partecipato al Tiger Meet del 1985 e mentre era rischierato in Belgio, a Kleine Brogel, sfoggiava un bel timone di profondità completamente tigrato. La Wingman lo fornisce sotto forma di decalcomania ma, personalmente, ho preferito riprodurlo verniciandolo direttamente sul modello. Allo scopo ho ricreato delle mascherine in nastro Kabuki della tigratura sfruttando la decal come dima; poi ho verniciato la superficie di governo in nero opaco e le ho applicate sul fondo. Successivamente ho spruzzato del bianco che ha funzionato da primer al giallo H-329 Gunze. La procedura è abbastanza laboriosa ma non troppo complicata in fin dei conti. Di sicuro la resa finale ne guadagna parecchio!


Decal:

E’ mia abitudine ripetere il procedimento della carteggiatura con carta abrasiva bagnata (come già spiegato per il primer) allo scopo di rendere ancor più liscie e uniformi le superfici del modello. Così facendo si agevola anche la copertura del trasparente lucido (solitamente utilizzo il Gunze H-20 diluito con il thinner dedicato più qualche goccia di cera Future) che prepara il modello a ricevere le decal.


Quest’ultime sono di ottima qualità: sono stampate dalla Cartograf con colori saturi, perfettamente a registro, e reagiscono benissimo ai liquidi Micro SOL e SET.
Terminata la posa ho steso un’ulteriore mano di lucido che ha perfettamente livellato i già esigui spessori delle insegne.

Lavaggi e Weathering:

La fase dell’invecchiamento ha avuto inizio con i lavaggi realizzati in Bitume della Maimeri. Il colore è stato diluito con l’essenza di trementina fino a fargli assumere la consistenza della pasta dentifricia, abbastanza denso quindi.


L’eccesso non l’ho tirato via subito ma ho atteso qualche ora in modo da far rimanere il colore ben intrappolato nelle incisioni.
Al termine del procedimento ho steso una mano di trasparente opaco H-30 Gunze miscelandolo ad una piccola quantità di “FLAT BASE”, sempre della Gunze, per ottenere una finitura più opaca.


Osservando le foto dei velivoli tedeschi ho notato che in molti casi erano parecchio vissuti… bene, pane per i miei denti!
Ho iniziato caricando l’aerografo in successione con i tre colori della livrea schiariti con del bianco (ad eccezione del verde in cui ho addizionato del giallo) ed ho applicato la tecnica del post shading su tutti i pannelli. In seguito ho polverizzato due gessetti da artista di differente colore, nero e marrone, e con un pennellino piatto ho depositato i pigmenti lungo i bordi di attacco di ali, piani di coda e deriva tirando via l’eccesso con un cotton fioc.

Montaggio finale:
E finalmente arrivano le ultime battute montando le ultime parti del modello quali: carrello anteriore, tettucci, antenne varie (questo aereo ne ha diverse) e i carichi alari (per il mio esemplare solo due serbatoi di carburante).


Come ho detto in precedenza era da tempo che volevo realizzare un Alpha Jet e l’uscita dello stampo Kinetic re inscatolato Wingman è stata un’occasione troppo ghiotta! Forse una maggiore attenzione durante il montaggio e dei lavaggi meno scuri e in contrasto avrebbe avuto una resa migliore, mi servirà d’esperienza per i prossimi modelli.
Ciao a tutti vi aspetto nel prossimo Work In Progress.

Fabrizio Bernarducci “BernaAM”

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