Aftermarket Review: Hobby Plus Insigna Mask set.

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Parliamo di mascherature e di stencils. Voi direte ma che bisogno c’è e che nesso può ancora esiste tra le due cose nell’era dei tablet ed iphone? Dove nel mondo del modellismo per ogni tipo di aereo, elicottero, mezzo terrestre i produttori aftermarket di decals sgomitano ampliando il ventaglio di occasioni e soggetti da realizzare creando l’imbarazzo della scelta al modellista? In realtà sino a qualche anno fà, prima dell’avvento di questi aftermarket, noi modellisti eravamo legati, per forza di cose, ai fogli decals presenti nei kit ed alla bontà della loro fattura. Alcune volte erano buone, il più delle volte sufficienti ma in determinati casi e marche, pessime. Per sopperire alle carenze di questi fogli, il povero modellista, dopo aver speso tanto lavoro per la realizzazione della livrea, aveva ben poche soluzioni a sua disposizione: ricorrere a decals presenti nella “banca” degli avanzi, utilizzare quelle che aveva sperando di limitare i danni, oppure, i più bravi modellisti, erano soliti realizzare le coccarde di nazionalità, le marche identificative degli aeromobili o gli stencils più semplici, su pellicola trasparente: il frisket. Ovviamente questo procedimento non era alla portata di tutti per via dell’immane lavoro di precisione da fare e per la manualità richiesta; spesso erano utilizzate le soluzioni più disparate, a volte dagli esiti incerti. Fortunatamente questo avveniva nel passato; oggi, invece, scegli il soggetto da realizzare e compri tutti gli accessori di cui hai bisogno, ovviamente non prescinde dall’acquisto il foglio decals! Bhè una vera pacchia! Sino a quando non ti accorgi che anche il migliore di questi accessori è affetto da problemi; in alcuni casi risolvibili ed in altri no. A questa realtà non fanno eccezione neppure le decals aftermarket. Fortunatamente questo avviene in pochi casi…però quando accade sono dolori: colori sbagliati, poco saturi, sottodimensionate, sovradimensionate, scarsa qualità del film, troppo spesse, troppo dure, troppo fragili, film opaco…insomma ce né davvero per tutti i gusti! Alcuni di questi problemi sono risolvibili, ma altri sono sistemici ed inalienabili in tutto il foglietto. C’è una vecchia citazione frutto della saggezza antica la quale recita che i rimedi di una volta sono sempre i migliori. Questo non vuol dire assolutamente dover tornare a 30 anni fa…non sia mai! Però se si unissero i concetti di un tempo alle tecnologie disponibili nell’epoca in cui viviamo, trovano sicuramente posto idee brillanti ed originali. Ecco che anche nel nostro piccolo ed evoluto mondo, fatto di grandi progetti, si apre uno squarcio sul passato. E’ da questa “filosofia” che trae ispirazione il prodotto che mi è stato chiesto gentilmente di provare dal nostro Valerio.

Si tratta di mascherine a bassa adesività appositamente create per cercare di rimediare ai più comuni problemi legati all’utilizzo delle decals monocolore.

Nel mio caso è stato scelto il set dedicato agli F-16 Americani nella scala 1:72 per provarle direttamente sul campo; infatti è dal “fronte caldo” che vi riporto le impressioni in merito a questo prodotto. Nelle righe a seguire analizzeremo operativamente in dettaglio il set e la sua applicazione, vagliandone pro e contro. Il set è lo 069-72, composto da 7 pezzi: 1 foglietto di istruzioni, 1 foglio pre-mask trasparente, 1 foglio riepilogativo delle insegne riproducibili, 4 fogli pre-cut riguardanti le insigna mask del modello.

Il contenuto del set.

Le istruzioni.

La pre-mask.

 

Le mascherine in vinile.

C’è da dire che i due colori di vinile presenti nel set identificano differenti gradi di adesività: il nero ha una adesività lievemente superiore rispetto al vinile di colore argentato. Nonostante questa differenza di adesività, entrambe sono funzionali ai nostri scopi senza alcun pericolo di scrapping della vernice sottostante, che va comunque primerizzata.

La qualità delle maschere è ottima, tagliate al plotter su input CAD, in maniera professionale senza interruzioni o dissimmetrie; il materiale non si deforma ne si lacera rimuovendolo dal supporto; l’adesività della pellicola è stata scelta con cura in modo tale da sposarsi perfettamente con le nostre esigenze.

A completamento di questo si aggiunga anche un raddoppio, ed in certi casi, una triplicazione delle insegne necessarie. Praticamente tutto il lavoro che un tempo il modellista era costretto a fare a mano con immensa fatica, qui è praticamente già eseguito in maniera professionale ed abbondante, sgravando l’appassionato da questo compito e lasciando spazio alle restanti fasi della messa in posa delle maschere e della decorazione delle insegne. Questa può essere eseguita sia con smalti che con acrilici.

Le istruzioni, in inglese, sono un po’ prolisse e carenti in certi aspetti, più che delle vere e proprie istruzioni di utilizzo del prodotto danno dei suggerimenti. La cosa strana è che nonostante siano state stampate a colori, mancano del tutto dei riferimenti fotografici dei vari step d’applicazione che a mio avviso sono indispensabili per questi set, fornendo così un linguaggio visivo molto più efficace e fruibile. Purtroppo, su queste, manca anche un riferimento che aiuti il modellista a capire dove posizionare correttamente le maschere sul modello. L’utilizzo di queste, in mancanza di vere e proprie istruzioni, non è molto immediato nonostante l’idea di base sia semplice. Dal disegno generale di ogni singolo stencil, andranno rimosse le parti che lo compongono e che dovranno essere colorate sul modello, evitando assolutamente di spostare, rimuovere o rompere le simmetrie degli altri pezzi presenti sul supporto.

Si taglia un pezzo della pre-mask fornita nel set e si applica sullo stecil. E’ buona norma far perdere un po’ di adesività a quest’ultima per facilitarne il distacco nella fase successiva.

Successivamente con l’aiuto della pre-mask trasparente applicata al di sopra dello stencil “pulito” dalle parti non utili, andrà rimossa l’intera maschera + pre-mask. Quest’ultima previene il movimento delle parti che compongono il decoro generale durante la fase di trasferimento dal supporto al modello. Una volta in posa si rimuove la pre-mask e, giocando per differenze di adesività, sul modello rimarrà solamente la mascherina con la sua architettura intatta tra le parti che la compongono.

L’handicap più importante che fa subito capolinea è la scelta, da parte della ditta produttrice, di un vinile colorato e non trasparente. Questo infatti non permette di leggere visivamente i riferimenti presenti sul modello, quali pannellature e simmetrie per posizionare la mask nella giusta posizione, cosa che normalmente noi modellisti siamo abituati a fare quando applichiamo le decals o diamo una mimetica. Operazione resa ancor più difficile se poi si devono rispettare simmetrie tra lato destro-sinistro oppure ventre-dorso. Purtroppo sembra di andare a tentoni e lavorare al buio. La cosa è del tutto risolvibile a patto però di mettere in conto un po’ di lavoro extra, ma mai tanto oneroso quanto quello del taglio delle maschere. Purtroppo le istruzioni danno delle indicazioni di massima che sono poco chiare e confusionarie nonostante una buona conoscenza della lingua inglese. Alla fine mi son dovuto ingenare un metodo semplice e infallibile. Tutti gli stencil sono racchiusi in rettangoli i quali, in base al tipo di insegna contenuta, hanno stesse dimensioni e posizioni generali senza distinzione tra neri e argentati.

Nel set sono anche presenti alcuni stencil “pieni” con i soli bordi intagliati. La chiave sono proprio queste parti.

Ho applicato su questi la pre-mask, rifilando successivamente con una lama nuova il contorno facendo coincidere entrambe i bordi.

Tagliati i quattro bordi esterni, per ricrearmi la copia speculare della mask, ho rimosso la pellicola trasparente insieme allo stencil pieno.

In questo modo ho ottenuto il negativo di ciò che sarà dipinto sul modello ma stavolta su un supporto trasparente che per posizione forma e dimensione, è del tutto uguale alla maschera definitiva.

Decidere dove posizionare lo stencil è cosa facile oltre che visibile. Infatti tutti i punti di riferimento sono ben riconoscibili ed allineare la mask è facile come applicare una decals.

Con una matita morbida, tipo 2B ben appuntita, si riportano i bordi sul nastro per mascheratura e su questi segni si applica la mascherina vera e propria di cui abbiamo parlato inizialmente.

E’ capitato che alcuni pezzi più piccoli non venissero “catturati” dalla pre-mask, ma con poco sforzo si mettono al loro posto con l’aiuto di un bisturi. Questo è capitato perchè ho dovuto ridurre un po’ l’adesività della pre-mask per favorirne il distacco dal vinile senza difficoltà.

Lato sinistro che segue la stessa procedura applicata al lato destro.

Stesso procedimento per tutte le restanti zone interessate dagli stencil.

Oltre alle insegne di nazionalità ho voluto provare anche lo stencil della zona rifornimento in volo.

Qui una parte dello stresso procedimento precedentemente utilizzato è stato garanzia di successo, ma il grosso l’hanno fatto la precisione e la qualità di queste mascherine: zero deformazioni, strappi o lacerazioni. Una precisione nel seguire le pannellature circostanti che mi letteralmente fatto rimanere di stucco, ancora più perché la maschera, essendo abbastanza impegnativa da gestire viste le dimensioni, non ha fatto una grinza! Forma e perpendicolarità dei tagli sono rimasti invariati, segno che il vinile è di qualità e
che i tagli non hanno sbavature. A fine applicazione delle insigna mask, ho protetto completamente il modello per evitare spiacevoli sorprese dovute all’overspray. Finalmente è arrivato il momento di caricare l’aerografo! Il test vero e proprio per questo prodotto sta per iniziare. Il prodotto che ho utilizzato è stato un acrilico matt della Tamiya, nello specifico il Nato Black. Con una pressione settata di 0,5 bar ed una diluizione al 40% (colore molto denso) è iniziata la prova.

La parte più frizzante è stata la rimozione delle mascherature.

Ecco i risultati una volta tolte tutte le mascherature.

Devo dire che inizialmente avevo confrontato le dimensioni delle insegne di nazionalità con le decals della di una nota marca per ovvi motivi non posso citare; le discrepanze risultanti, avevano creato molte perplessità sulla correttezza delle dimensioni, infatti tra le due c’era un gap del 22% . Alla fine hanno avuto torto le decals e questo giocherà sicuramente a favore per questo tipo di set nel futuro prossimo. Inoltre con questi insigna stencil mask è del tutto impossibile avere delle insegne di nazionalità con colori sbagliati, o che non copiano le pannellature sottostanti.

In breve ecco pro e contro riscontrati di queste insigna paint mask:

In definitiva non posso che esprimere un giudizio del tutto positivo su questo prodotto nonostante alcune difficoltà nell’utilizzo o mancanze nelle istruzioni, che a mio avviso rimangono un punto di riferimento imprescindibile per qualsiasi prodotto. Dopotutto questo set si fa ben volere per via dei suoi innegabili vantaggi che fanno la differenza. Ovviamente non potremo mai pensare di soppiantare in toto un foglio decals, però alcuni effetti difficilmente potremo trovarli su questi e soprattutto intervenire sugli errori di
stampa se non con una insigna mask.

Un sentito ringraziamento va a Valerio D’Amadio e alla Hobby Plus che gentilmente mi hanno fornito queste paint mask.

Per maggiori info contattate la Hobby Plus: modelmask@yahoo.co.uk 

Oppure cliccate su Hobby Plus Mask Set!

Tester and builder: Aurelio Laudiero

3 COMMENTI

  1. Ciao Aurè,

    anche se la procedura appare un pochino laboriosa l’interesse per queste maschere è davvero elevato.

    Da provare senza indugio!

  2. Articolo interessantissimo e – as usual – chiaro e comprensibile Aurelio.
    Spero di poterle provare quanto prima!

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