“Tora! Tora! Tora!” – A6M2 Mitsubishi Zero “Zeke” dal kit Tamiya in scala 1/48.

3
1101


IMG_2517_zpsaf65f706


Sono convinto che nella vita ogni appassionato modellista, e amante dei film bellici, sogni la costruzione di tutti quei velivoli protagonisti nelle tante pellicole cinematografiche. Ricordo ancora quando, da piccolo, ho visto per la prima volta il cult “Tora!Tora!Tora!”. Uno dei “miti” che occupava gran parte delle scene era il leggendario A6M2 Zero, caccia da combattimento prodotto dalla Mitsubishi e successivamente uno dei principali velivoli impiegati nelle battaglie del Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale. Credo che non dimenticherò mai l’acquisto di questa scatola di montaggio. E’ avvenuto nell’aprile del 2014 durante uno dei viaggi più belli degli ultimi anni, a Tokyo, in Giappone. La cultura del nostro hobby, nel paese del Sol Levante, è evidente: vedere interi piani di negozi colmi di kit fa venire la pelle d’oca e l’acquisto compulsivo è quasi obbligato! Nella vasta scelta a mia disposizione (forse anche troppa!!) il mio occhio è caduto sull’A6M2 prodotto dalla Tamiya in scala 1/48.

Il kit:

IMG_2418_zps7867a86c

Il kit è una “old edition” dello strafamoso Zero che tutti conosciamo. Lo stampo risale agli anni ’90 ma, nonostante non sia un’uscita recente, è tutt’ora in grado di farci divertire. Il modello conta circa cento componenti in plastica grigio chiaro dove, su tutto spiccano delle pannellature in positivo. Purtroppo circa l’85% del dettaglio superficiale è in rilievo e per questo ho deciso di procedere ad una totale reincisione dei pezzi.

IMG_2417_zps84cdfb5a

Aftermarket.

Molteplici sono le ditte che producono set in resina o in foto-incisione per arricchire il nostro Zero Tamiya! Personalmente, non essendo un amante degli aftermarket non ho voluto esagerare limitandomi all’acquisto del minimo indispensabile:

  • Eduard Mask : codice EX318
  • Techmod decal : codice 48095

Prima parte del montaggio.

Come di consueto sono partito dal cockpit che, nonostante l’età, è già abbastanza soddisfacente. Noi modellisti, però, siamo sempre alla ricerca dell’iper dettaglio e della perfezione per cui armato di santa pazienza, Plasticard, tubicini in gomma e rame sottile, ho iniziato a miglioralo.

IMG_2411_zps03168eec

Quello che ha richiesto più tempo è stato il pannello strumenti perché la ditta giapponese lo proponeva del tutto piatto e con la sola decal da applicare per simulare la strumentazione. Ovviamente questa soluzione mi è sembrata poco realistica ed efficace, tanto da indurmi a ricostruire praticamente da zero l’intero cruscotto con del Plasticard sottile. La decalcomania fornita dalla Tamiya mi è tornata utile in seguito: infatti ho ritagliato le singole veglie e le ho applicate nei fori che avevo precedentemente creato per ricreare i vari quadranti.

IMG_2413_zpsdd6741d2

Al seggiolino, caratteristico e spartano, ho aperto i fori di alleggerimento usando l’ago di una siringa caldo. In seguito, per pulire e rifinire il tutto, ho spennellato un po’ di Extra Thin Cement della Tamiya.

IMG_2419_zps29742601

Il colore del cockpit dei velivoli giapponesi era un verde abbastanza accesso che fungeva da primer contro la corrosione. Questa vernice era spesso soggetta a usura e sbiadimenti, quindi perché non ricreare questo effetto? Ho usato l’XF-71 Tamiya (ci avviciniamo al Federal Standard 36251) aggiungendo ad esso quattro gocce di bianco sempre della stessa ditta! Una volta stesa la miscela, ho eseguito i soliti lavaggi (o “washing”) per donare tridimensionalità alla cabina. Ho preparato la superficie spruzzando il Clear Tamiya poi, dopo aver fatto asciugare circa otto ore, con un pennellino ho steso i colori ad olio (un mix tra bruno van dyck e nero diluiti in acqua ragia) in modo tale che per capillarità entrassero negli angoli e nei recessi. Infine, ho steso ad aerografo l’opaco Revell (Matt 2) per donare la giusta finitura al posto di pilotaggio. Alcuni dettagli li ho meglio evidenziati con la tecnica del dry-brush usando un grigio chiaro Humbrol.

IMG_2430_zps95f143c7

IMG_2433_zps2c5c4a2c

Tocca adesso al motore Sakae 12 da 14 cilindri (940 hp). Quello da scatola non è buono, ma con qualche foto sotto mano ed un pò di pazienza si può aumentare il livello di dettaglio.

IMG_2427_zps37cf17ae

Colorazione a base di XF-16 Tamiya e poi un pesante lavaggio con nero ad olio e colature varie. Per finire un dry-brush in grigio chiaro (stesso usato sopra) per enfatizzare le lamelle di raffreddamento dei cilindri.

IMG_2439_zpsd9e7ac89

E’ la volta dei carrelli, molto buoni di base; mi sono limitato ad inserire tra due striscette di nastro Tamiya un filo sottile sottile di rame per simulare i condotti idraulici!

IMG_2447_zps017b2ddd

Non dimentichiamoci delle mitragliatrici: l’A6M2 Zero model 21 era dotato di armi da 7.7 mm Type 97 montate in caccia con 500 proiettili, e due cannoni da 20 mm Type 99 situati nelle ali con 60 colpi ciascuno. Non ho voluto acquistare le bellissime canne della Master (tornite in ottone e già pronte all’uso), preferendo tagliare un ago ipodermico da siringa (soluzione sicuramente meno costosa).

IMG_2415_zpse82d3791

Seconda parte del montaggio.

Passo, ora, al montaggio della fusoliera e delle ali. La Tamiya è rinomata per l’eccellente qualità degli incastri…. bè, non è questo il caso! Sotto questo aspetto lo stampo soffre molto del peso dei suoi anni e il montaggio è tutto tranne che agevole e veloce. La giunzione ala/fusoliera è la più complessa anche perché il diedro positivo porta altri disallineamenti dei vari pezzi. Per chiudere le fessure ho utilizzato delle piccole striscioline di Plasticard inserite al loro interno e fissate con abbondanti spennellate di Extra Thin Cement che ha sciolto la plastica assicurando un incollaggio forte. Per la rifinitura ho preferito utilizzare l’Attack come stucco: una volta asciutto, carteggiato e lucidato con grande dalla 1000 alla 2500, il collante assume la stessa consistenza e finitura della plastica adiacente risultando invisibile sotto la verniciatura.

IMG_2442_zps30540e18

Dopo aver trattato i trasparenti con la cera Future ed averli coperti con le mascherine pre-tagliate Eduard, il montaggio è terminato. Inizia, ora,la fase più divertente… quella della verniciatura!

IMG_2445_zps2877fddb

La colorazione e l’invecchiamento.

Prima di procedere oltre ho preferito stendere un primer per controllare le stuccature e la qualità dell’assemblaggio. Esistono tanti validi prodotti..ma per me, semplicemente ,un grigio chiaro Tamiya (precisamente l’XF-19) può comunque bastare. L’esemplare da me scelto aveva due bande gialle in coda ed una banda rossa in fusoliera; le ho realizzate prima di applicare il colore di base della mimetica per maggiore praticità.

IMG_2459_zpsc8aa2572

Ho disegnato le linee del preshading con l’XF-76 Tamiya scurito con del Nato Black. Successivamente, volendo dare l’idea dell’usura causata dallo sfregamento dell’aria, ho caricato l’aerografo con del bianco e l’ho passato sulle ali con movimenti molto veloci e paralleli alla fusoliera.

IMG_2455_zpsc5ff47c2

Successivamente ho ricreato anche l’Aotake Blue del vano carrelli; ammetto che non è correttissimo ma, per questa volta, mi accontenterò! ho usato una miscela di Flat Blue Tamiya con XF-16. Il trucco sta nel mescolare una tonalità accesa di blu con una tonalità metallica!

La mimetica è stata realizzata usando il Tamiya XF-76, un colore che mi ha colpito piacevolmente per la sua fedeltà. La cappottatura motore è, invece, in Nato Black (sempre Tamiya).

IMG_2463_zpsa7b366ff

IMG_2467_zps746eb1b2

Per l’invecchiamento del modello ho effettuato un leggero Post Shading partendo dalla tinta di base schiarita, via via, con sempre maggiori quantità di bianco. Per enfatizzare le tracce di sporco nelle zone più soggette (tipo superfici inferiori o vicino ai serbatoi), ho aggiunto all’XF-76 del grigio o del giallo. Infine, ho applicato anche altri effetti con le polveri Vallejo usandole, oltretutto, anche per ricreare i fumi delle mitragliatrici. Per concludere, le scrostature le ho ottenute mediante un pennellino a punta piatta rigida imbevuto leggermente nel 66 Humbrol (basterà picchiettare le setole con precisione sulle superfici).

IMG_2466_zps9dc66464

Le decal Techmod si sono rivelate ottime: sottili e sature nei colori, reagiscono molto bene ad i liquidi emolienti della Microscale. Ovviamente, per evitare fastidiosi problemi legati al “silvering”,  ho “caramellato” il modello con circa quattro o cinque mani di Clear Tamiya in modo tale che potessero aderire al meglio.

IMG_2468_zps66b0cb94

Ho scelto l’esemplare pilotato da Shigeru Itaya, decollato dalla Akagi per colpire Pearl Harbour nel “Giorno dell’infamia”.

Il modello è stato nuovamente lucidato con altre tre mani di Clear Tamiya ben diluito per livellare le insegne precedentemente applicate, ed è stato preparato per i lavaggi (eseguiti con il solito mix tra bruno van dyck e nero). Trascorse 24 ore per la completa asciugatura, ho spruzzato generosamente l’opaco Revell (Matt 2). Incollando gli ultimi particolari (quali carrelli e elica) e rimuovendo le mascherine che coprivano i trasparenti, il modello è finito direttamente in vetrina … Tora Tora Tora!

Brevi conclusioni.

IMG_2494_zpsf87f5d6c

Spero che la lettura di questo articolo e la visione del modello sia stata di vostro gradimento. Ringrazio, naturalmente, tutti coloro che durante il Work In Progress sul forum di Modeling Time mi hanno dato una mano nel completare il lavoro.

IMG_2504_zpsdcac5008

Esorto anche coloro che ancora non ci conoscono, ad iscrivervi ed entrare a far parte della nostra simpaticissima community! Le occasioni per parlare di sano ed allegro modellismo non mancheranno, statene certi!

IMG_2522_zpsb60d4d6a

Per questa volta è tutto.. buon divertimento!

Saluti dallo Stretto di Messina,figghiulazzi.

Roberto Boscia – rob_zone

 

3 COMMENTI

  1. Complimenti per la bella riproduzione !
    Ho tratto notevoli spunti per la mia prossima realizzazione.
    In attesa di una sua prossima pubblicazione, porgo cordiali saluti.

Rispondi