L’M113 è un veicolo trasporto truppe (VTT) completamente cingolato progettato negli anni cinquanta , con in mente la possibilità di ospitare una squadra di fanti completamente equipaggiata e di fornire alle truppe l’appoggio di fuoco ravvicinato. L’M113 doveva avere capacità di movimento anfibio senza preparazione e la capacità di protezione dei soldati trasportati dal fuoco di armi leggere. La funzione tattica del veicolo era di trasportare i soldati fino al campo di battaglia e, una volta sul campo di battaglia, di sostenerli con il fuoco delle armi in dotazione al veicolo. Non era previsto (e quindi non era possibile) il combattimento delle truppe trasportate da bordo del veicolo. Solo veicoli di progettazione successiva (veicoli da combattimento della fanteria) permisero ai fanti di essere portati entro il campo di battaglia e di combattere direttamente dall’interno del veicolo. Sullo scafo dell’M113 fu realizzato un gran numero di veicoli specializzati, con funzioni particolari sul campo di battaglia. Questo mezzo è risultato gradito a moltissime forze non solo statunitensi ma fu un successo mondiale che interessò anche l’italia. Storicamente parlando, infatti, l M.113 venne utilizzato praticamente in ogni conflitto dal Vietnam all’Afghanistan sotto diverse bandiere e varianti. (fonte Wikipedia).
Quella che propongo io in questo diorama, l’ho osservata in un filmato da me salvato all’epoca della guerra in Kosovo. Nel lontano 1998 mi preoccupai di registrare ogni tipo di telegiornale che trattasse del teatro di guerra balcano in modo trovare nuove idee per i miei diorami; Vidi così in un servizio questo carro posizionato in una delle numerose strade di campagna del Kosovo dove gli italiani avevano presumibilmente allestito un check point. Da quelle scene si capisce che il territorio sia in montagna o collina, in quanto la strada è sul fianco di un rilievo: ai lati della strada c’è una riva con cespugli e rovi, e dalla parte opposta la via è al limite di uno strapiombo che per cause di spazio non ho ricreato. Questo M.113 era situato nel mezzo della strada e tutt’intorno dei Bersaglieri con le loro mitiche piume sull’elmetto controllavano la zona.
MODELLO: Negli ultimi anni questo piccolo carro è stato reimmesso nuovamente sul mercato nella scala 1/72, e l’Italeri sull’onda dell’entusiasmo ha lanciato il suo kit riproponendo il vecchio stampo Esci con i suoi pregi e i difetti. Il più importante tra questi consiste nel treno di rotolamento del carro, privo del secondo ruotino e dei dentini di trazione delle maglie. Sicuramente ora mi verrà scagliata una fitta sassaiola ma al treno di rotolamento non ho voluto far molto, limitandomi semplicemente a montare il tutto da scatola stuccando solo il tetto del carro e colorando l’interno del mezzo con il verde azzurrino Humbrol 65. Vero punto di forza del modello è invece il semplice ma fedele dettaglio di superficie, e l’estrema precsione con cui è stampato lo scafo. Osservando le foto e i video di quell’operazione militare in cui l’italia partecipò con vari contingenti, spiccavano le lunghissime colonne di autoblindi Centauro e le infinite varianti del mitico M.113 tra cui anche il famoso “Camillino”. Per chi volesse realizzare questa versione la ditta modenese ha prontamente imesso in commercio un’ulteriore scatola. Scusandomi per il breve escursus, continuo con la descrizione del montaggio che risulta comunque facile e procede senza troppi problemi. L’unico intervento ha riguardato la riproduzione di due piastre blindate trapezioidali da fissare sulla postazione della mitragliatrice ai fianchi del capo carro. Tutto il corazzato è stato colorato in Olive Drub Tamya, fatta eccezione per la piastra frontale verniciata con l’arancio brillante Humbrol 82(segno di riconoscimento usato dai mezzi terresti per evitare di esser scambiati dall’aviazione amica durante i bombardamenti).
DIORAMA: Per la costruzione del diorama mi sono avvalso di materiali semplici ed economici. La basetta è una delle classiche cornici comperate negli ipermercati, e per il fondo stradale ho utilizzato la solita carta vetra finissima colorata con acrilici in grigio chiaro. Per la costruzione del muro di contenimento della collina ho prima realizzato uno scheletro in cartone spesso su cui ho poi steso sul lato visibile uno strato di comune Das. Dopo aver atteso che fosse completamente asciutto ho inciso le pietre, colorato il tutto con rossi e arancio per ricreare il classico color mattone. Ho poi reperito licheni e arbusti naturali oramai essiccati e li ho incollati al muro e sopra di esso per ricreare la vegetazione esistente. Il mezzo è stato fissato al centro della strada e con un gessetto ho segnato le classiche striscie della segnaletica anche se nei filmati erano appena visibili, deteriorate dall’usura e dalla mancanza di manutenzione. I figurini dei nostri Bersaglieri sono della ditta Esci, dipinti con la classica mimetica attualmente in uso e impreziositi da una leggera finitura con inchiostri per esaltarne i particolari. Per completarli mi è bastato aggiungere la immancabile piuma nera sull’elmetto. Ciao a tutti!

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