E’ una giornata come tante altre sul ponte di volo della CV-63 Kitty Hawk, l’attività è frenetica ma scandita da precisi e veloci gesti del personale di bordo. Il Taxi-Officer davanti ad un Hornet ordina ai suoi uomini di rimuovere gli ancoraggi e le protezioni contro le ingestioni da corpi estranei (FOD) dal velivolo, mentre il pilota esegue la check e si assicura al suo seggiolino. L’F-18 rulla su tra gli spazi angusti e pieni di materiali della portaerei, ma spostare le sue 22 tonnellate su un ponte reso sdrucciolevole dall’acqua salmastra, dalle perdite di fluidi idraulici e dal cherosene spazzato dal vento non è di certo un’impresa facile! Gli addetti in giacca gialla (Aircraft Handling Officer) si infilano sotto al velivolo e predispongono il corretto aggancio della catapulta a vapore alla gamba del carrello anteriore. il Catapult Officer (giacca verde) si posiziona accanto all’Hornet, riporta il T/O Weight (Peso al Decollo) che è stato scritto col gesso sul portellone del carrello sulla sua lavagnetta, e la mostra al pilota che con il pollice alzato conferma l’esattezza dei dati. Intorno all’aereo si muovono rapidi i Plane Ispector Officer (giacca bianca) che controllano l’effettiva rimozione delle protezioni ed armano le spolette dei carichi bellici, mentre il Catapult Officer ha ultimato i preparativi per la catapulta calibrando la pressione del vapore per il lancio del Calabrone. Il pilota riceve l’ordine di portare le manette su Full After Burner, sistema il casco al poggiatesta… un ultimo cenno di “pronto” e lo shooter rilascia il meccanisco catapultandolo da 0 a 300 Km/h in pochi istanti!
Il modello: Per questa realizzazione mi sono servito del kit Hasegawa, sicuramente uno dei più precisi e belli attualmente in commercio.Ho preferito non utilizzare i molti set di superdettaglio disponibili, ma ho cercato di realizzare tutto con semplicità e non impiegare un’eternità a finire il lavoro come ultimamente accade.Come di consueto ho messo subito mano all’abitacolo montando la vasca praticamente da scatola e arricchendola delle sole decals per rappresentare il cruscotto e le consolle laterali, ed ho posizionato il sedile dettagliato con qualche piccolo particolare riprodotto con lamierino di ottone. Volendo ambientare il modello nel diorama che vedete in foto è stato d’obbligo aggiungere il pilota, ed allo scopo ho utilizzato quello fornito dal kit preoccupandomi di realizzare gli occhiali neri del casco e vari altri piccoli particolari. Prima di inserire il cockpit nel suo alloggiamento l’ho verniciato interamente in Dark Gull Grey ad eccezione del pannello strumenti e dell consolle in Nero Opaco, dello stesso colore anche la struttra del seggiolino ad eccezione dell’imbottitura del sedile colorata in Olive Drab. Il Montaggio dei semigusci della fusoliera non ha comportato grandi difficoltà, ma prima di unire le ali ho tagliato con un seghetto ad arco da balsa i Flap e gli Slat, abbassandoli in posizione di decollo. Stessa operazione hanno subito i timoni di profondità, separati e successivamente incollati verso l’interno, facendogli assumere la loro caratteristica posizione. Ho dovuto effettuare un grande lavoro di stuccattura per raccordare tutte le parti, levigando le superfici e reincidendo le pannellature che purtroppo andranno perse nel corso della lavorazione.
Una nota dolente del kit giapponese risiede nel tettuccio poiché esso risulta più corto di circa 1 mm rispetto al suo alloggiamento; per risolvere il problema ho montato il canopy quanto più a ridosso possibile rispetto al parabrezza, riempiendo i gap con abbondante uso di stucco e striscioline di platicard. Giunto a questo punto ho steso sul modello la classica mano di fondo per evidenziare gli eventuali difetti di montaggio. Passiamo ora alla delicata e quanto mai complicata fase della verniciatura : tutti sanno che la colorazione degli Hornet dell’U.S.Navy è basata su due tonalità di grigio (Ligh Ghost Grey F.S.36375 per le superfici superiori e Light Grey F.S.36495 per quelle inferiori) ma spesso e volentieri nelle foto questa distinzione non si nota neppure. Questo perché a causa delle avverse condizioni operative e dei continui ritocchi di vernice effettuati a bordo, gli aerei spesso diventano un collage di “toppe” grigie differenti, ed inoltre la corrosività della salsedine contribuisce a spegnere notevolemente il contrasto tra le varie tonalità.
Mi sono trovato di fronte ad una situazione molto delicata per cercare di verniciare nel modo più fedele possibile il mio modello, volendo però ricreare un effetto weathering sobrio senza dover riccorrere alla riproduzione delle famose “toppe”(per altro molto difficile in scala 1/72). In mio aiuto è acccorso anche un articolo apparso su un numero di Aerei Modellismo del 1997, in cui l’autore aveva optato per la stesa di un unico grigio su tutto il modello, quindi seguendo l’esempio ho verniciato il tutto con una mischela in parti del 90% di H308 Gunze schiarito con un buon 10% di H307. Ho poi dato una mano di trasparente lucido e ad asciugatura ultimata è iniziato il posizionamento delle decalcomanie prelevate direttamente dalla scatola di montaggio. Ripassata un ulteriore mano di trasparente lucido ho praticato la solita sporcatura effettuata con colori ad olio molto diluiti fatto scorrere direttamente all’interno dei pannelli.. Successivamente mi sono concentrato sul tipo di configurazione dei carichi esterni di cui dotare il mio Hornet controllando numerose foto e notando che le combinazioni per gli armamenti sono molteplici. Ho deciso di fare una versione tutta da bombardamento applicando in fusoliera i pod Flir e Lantirn, ai piloni subalari dell’ala sinistra due bombe a guida laser GBU-12 mentre dalla parte opposta un serbatoio e un missile AGM-65B Maverick. Al pilone centrale un’altro serbatoio e alle appendici alari gli AIM- 9L Sidwinder da autodifesa. Sicuramente subirò una pioggia di critiche per il tipo di armamento scelto, ma dalla documentazione in mio possesso (Aerei, rivista Aeronauitca ecc.) risulta chiaramente che gli Hornet abbiano utilizzato anche questa combinazione. Per concludere la costruzione ho aggiunto gli ultimi particolari come le luci di posizione, i portelloni e le gambe di forza dei carrelli (al carrello anteriore ho abbassato l’organo che si innesta nella slitta della catapulta).
Mi sono poi dedicato alla costruzione del diorama: Tempo fa esisteva una bellissima catapulta della Verlinden in resina, ora introvabile e a dir poco troppo costosa! così ho scelto la via più semplice, l’autocostruzione. Ho preso due pezzi di cartone spessi e li ho tagliati a misura ed incollati alla base della cornice lasciando una fessura tra loro ricreando così la rotaia. Sopra il cartone, fogli di cartavetra finissima incollata e poi colorata di Nero hanno simulato la superficie del ponte di volo. Lo “Shuttle” di lancio l’ho ricreato con plasticard da 1 mm assemblato e modellato a colpi di lima. I figurini provengono dal set della Fujimi, e rappresentano i varri addetti nelle loro mansioni per il lancio del velivolo. Come concludere… Ready fot Takeoff? OF COURSE!








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gran bel lavoro,un modello stupendo,complimenti.