Tornado Gr.4 “Flashman Experimental Scheme” – Dal kit Italeri in scala 1/48

Tornado Gr.4 “Flashman Experimental Scheme” – Dal kit Italeri in scala 1/48
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Foto testo e modello di Alessandro Gennari

La versione Gr4 è l’ultimo update effettuato sulle macchine soltanto per la Royal Air Force Britannica, che ha reso il Tornado una macchina molto pi efficace e aggiornata tecnicamente, e che ne prolunga la vita operativa per altri anni. Esternamente si distingue dalla versione di base Gr1 per la comparsa, sul lato sinistro della fusoliera di un POD Flir, che si affianca al designatore laser LRMTS, già dotazione dei Gr1 standard. L’installazione del FLIR ha comportato l’eliminazione del cannone sinistro. La versione che ho rappresentato nel mio modello appartiene alla SAOEU (Strike/Attack Operational Evaluation Unit) basata a Boscombe Down ed è stata usata in occasione di alcune esercitazioni tenutesi nel 2003 nella zona di China Lake, negli USA. E’ uno schema sperimentale e a mio modo di vedere accattivante e originale, che permette di realizzare un soggetto comunque molto gettonato, ma diverso dai soliti IDS Italiani…

IL MODELLO

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Per la realizzazione del mio modello, ho scelto il kit Italeri in scala 1/48 (foto 1) che si presenta meglio dell’Airfix e rispetto al kit inglese, presenta non pochi vantaggi: pannellature in negativo e il fatto che tutti i set di dettaglio esistenti sono stati studiati appositamente per questo modello! Da parte sua, il kit Airfix presenta una dotazione di stencil molto completa. Infatti le decals del soggetto in questione sono state prese proprio dal foglio Airfix compreso nel kit della versione Gr4. devo dire che a fine montaggio ben poco resterà del kit originale, e il perché lo vedremo subito, esponendo passo a passo il montaggio. Come al solito ho cominciato dall’abitacolo. Quello del kit è stato cestinato e sostituito con quello in resina prodotto dalla Neomega, di qualità spettacolare e molto dettagliato. Per la pittura, ho dapprima steso una mano di nero opaco Lifecolor, per poi passare, in modo molto diluito e con mano leggera, il colore di base, il grigio UA117 Lifecolor. In questo modo ho creato un primo effetto di ombreggiatura, accentuato poi coi soliti drybrush e lavaggi ad olio (foto2).

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Il lavoro sulla fusoliera anteriore si conclude con il montaggio e carteggiatura del radome e soprattutto con l’eliminazione della volata del cannone sinistro, omesso sulla versione Gr4, mentre la volata del cannone destro è stata reincisa con l’ausilio del pezzo fornito nel set Flightpath (foto3).

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Sempre dal set Flightapth proviene il pod FLIR che rende peculiare questa versione del Tornado.
Venendo alla fusoliera posteriore, ho attuato una modifica al sistema di rotazione dei piani di coda, inutile e fragile, omettendo l’occhiello e lasciando solo il perno debitamente limato per poter entrare nel foro predisposto. Per quanto riguarda la deriva, ho usato il set di correzione della Paragon (foto 4).

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Ho montato le tipiche alette che caratterizzano gli esemplari della Royal Air force britannica e stuccato il tutto perché il raccordo fra la deriva, il pezzo in resina e la gobba di fusoliera è tutt’altro che perfetto! Sempre a livello di fusoliera posteriore, è necessario correggere alcune pannellature che, disegni alla mano, si sono rivelate errate! Se non altro quelle del kit Airfix, sebbene in positivo, sono corrette! I vani carrello sono quelli del kit, abbastanza buoni, anche se andrebbero completati con il delirio di cablaggi che vi si trovano dentro. Io per pigrizia ho omesso questo passaggio, confidando sul fatto che poco resterà visibile a montaggio ultimato. Era mia intenzione montare anche i flaps e gli slats estratti, ma ho preferito tralasciare. Problematico il montaggio degli aerofreni in caso si decidesse di lasciarli chiusi. In caso contrario, consiglio di dettagliare i vani e gli aerofreni stessi usando il foglio fotoinciso Eduard dedicato al Tornado F.3 art. 48-341. l’assemblaggio prosegue con le prese d’aria, in tre pezzi, dettagliate anche qui con elementi fotoincisi provieniti dal sublime set Flightpath, una vera miniera di dettagli! (foto 5)

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Un punto problematico assai è l’unione delle alette Krugher al resto della fusoliera, avvenuta con stucco e colorite imprecazione nei confronti del modello! Ma alla fine è andato tutto a posto. L’interno delle prese va colorato in un grigio molto chiaro, corrispondente al F.S. 16492, per i quale ho usato lo smalto della Xtracolor X147. Finalmente si possono chiudere le fusoliere, ma come si può facilmente evincere dalle fotografie 6 e 7, gli incastri sono tutt’altro che perfetti e necessitano di una bella stuccatura e conseguente carteggiatura. Un lavoro tedioso, ma necessario!

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Ormai il grosso del montaggio è fatto e non resta che occuparsi dei dettagli minori: ho cominciato ad occuparmi dell’armamento e dei carichi alari. La configurazione del mio Tornado è quella classica della RAF con un pod BOZ-107 sotto l’ala destra, un pod Sky-Shadow sotto l’ala sinistra per quanto riguarda i piloni più esterni. Per i piloni interni, vi sono i due serbatoi Hindemburg da 2250 litri e i missili Sidewinder, mentre nei piloni ventrali quattro bombe classiche da 250 Kg.

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I piloni (foto 8) sono un mix fra le parti in resina fornite dal set in resina della Paragon Designs e i pezzi in metallo bianco forniti dalla Flightapth nel suo superset, segnatamente le guide dei missili. In resina Paragon sono anche i piloni esterni e quelli ventrali. Per quanto riguarda invece i restanti carichi, i serbatoi Hindemburg provengono dal kit Airfix del Gr4, i missili Sidewinder (dipinti in grigio 127 Humbrol il corpo e nero opaco la testa) provengono dall’Harrier Hasegawa, il pod Sky Shadow è di provenienza Flightpath in resina e fotoincisioni, mentre il pod BOZ-107 e le bombe sono quelle del kit Italeri (foto 9)

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Le bombe sono in realtà dei simulacri da esercitazione e sono state dipinte in blu (Humbrol 25) e verde oliva per la parte dietro delle alette (foto 10).

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I POD sono stati colorati con Grigio Humbrol 156 e poi completati con gli stencils forniti dalla Airfix. L’effetto è davvero magnifico, davvero realistico e inoltre il colore scuro spezza il grigio chiaro della mimetica. I serbatoi sono stati completati con tutti gli stencils del caso e sono davvero realistici. Cambiando del tutto zona, il tettuccio ed il parabrezza sono stati dettagliati internamente ed esternamente con i pezzi fotoincisi Flightpath (foto 11).

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Il lavoro non è stato certo fra i più semplici, ma alla fine fa davvero un bell’effetto e la soddisfazione è garantita!
Nella zona motori, gli scarichi sono stati vantaggiosamente rimpiazzati da omologhi in resina della Paragon, che fornisce anche la piastra col meccanismo degli inversori di spinta. Con questo piccolo make-up il modello prende tutt’altro aspetto!

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Stesso discorso per i carrelli, rimpiazzati da omologhi in metallo bianco dell’Aeroclub, mentre le ruote, con effetto peso, provengono anch’esse dal range della Paragon Design, una vera manna per chi come me è patito di aerei RAF!!
Per la verniciatura ho usato gli smalti Humbrol, segnatamente il numero 167 per il grigio ed il 250 per il Desert Pink. Terminata la verniciatura, inizia la tediosa fase della posa delle decals, questo ovviamente previa mano di trasparente lucido, per i quale ho usato l’apposito prodotto Humbrol. Devo dire che, sebbene di aspetto non molto promettente, le decals Airfix si stendono bene e reagiscono bene all’ammorbidente Gunze che ho usato. Ovviamente non poteva mancare l’invecchiamento e la sporcatura, e il Tornado è noto per essere il tipico archetipo dell’aereo brutto, sporco e cattivo, e quindi diamoci sotto con lavaggi ad olio e sporcature tramite gessetti. Finito di sporcare il modello e di posare le decals, è giunto il momento di dare un’altra mano di lucido per sigillare il tutto e una mano di opaco per dare la giusta tonalità e finitura. E così, dopo aver montato gli ultimi dettagli, il modello è finalmente finito (foto 13-16). In tutto mi ci sono voluti 5 mesi per finirlo, ma devo dire che il risultato mi ha soddisfatto, sebbene non esente da difetti. Tuttavia questo è stato sicuramente il mio progetto più lungo ed impegnativo!

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This post was written by aleg85