Published by CoB on 29 Giu 2008

F/A-18C Hornet ‘VMFA-212 LANCERS’ - Dal kit Hasegawa in scala 1/72.

Ecco qui dopo mesi e mesi di lavoro il mio F/A-18 C. Ho scelto questo kit perchè dando un occhiata nei maggiori siti di modellismo, l’Hornet è sempre uno dei soggetti più elaborati dagli appassionati, infatti è molto facile trovarne con le superfici alari ripiegate o i flaps abbassati ed essendo un aereo imbarcato ci si può sbizzarrire con varie tecniche per sottolineare l’usura da impiego del velivolo. Dato che il mercato è saturo di componenti in resina, lastre fotoincise ed altre realizzazioni da avere l’imbarazzo della scelta ho deciso che era venuto il momento di separarmi dalla massa ed effettuare il mio primo “superdettaglio” realizzato completamente in scratch, o per meglio dire come nel mio caso, fatto in casa.

Prima di passare però alla fase puramene modellistica vorrei annoiarvi un po con qualche dato tecnico di questo aereo che ormai in questi ultimi mesi mi ha preso un po’ troppo… L’F/A 18 C Hornet è uno dei caccia più versatili che solca attualmente i nostri cieli, prodotto dall Mc Donnel Douglas, ora controllata dalla Boeing, che ne segue il progetto e lo sviluppo dal 1997, culminato nella versione F/A 18 E Super Hornet. Questo velivolo è stato specificamente richiesto dall’US Navy per ricoprire i ruoli di attacco al suolo, aereo da caccia, supporto aereo ravvicinato, ricognizione e controllo aereo avanzato. L’unico difetto riscontrato è la scarsa autonomia, problema risolto nella versione F/A 18 E. Il suo primo volo avvenne nel 1978 ed il suo impiego operativo nel 1983, mentre la versione da me scelta, la “C” volò nel 1987. Un’altra caratteristica è l’elevata maneggevolezza dovuta ad un aerodinamica particolarmente votata ad evitare quelle turbolenze che causano lo stallo. I motori sono due General Electric con post bruciatore che lo spingono a 1,8 mach di velocità. Dopo queste informazioni passiamo alla parte che a noi modellisti interessa di più…

La mia scatola Hasegawa è datata 2004 ma penso che il suo contenuto abbia visto la luce almeno una decina di anni prima ed aprendola le stampate sembrano buone così come le decal e subito si ha l’idea che gli 82 pezzi di cui è composto il modello sono li pronti ad unirsi senza la minima fatica. Magari fosse così. Infatti per ottenere un bell’Hornet monoposto di quasi 24 cm come promette la didascalia in copertina occorre armarsi di un bel po’ di stucco, carta abrasiva e molta pazienza. Non mi sento di parlare male però di questo modello dato che non è una realizzazione recentissima, anzi a dire la verità quando io entro in un negozio e vedo una scatola un po’ sbiadita ed impolverata i miei occhi si illuminano…

Parlando della costruzione del modello vera e propria sono partito dal tagliare le ali per riporle in posizione ripiegata e dal separare tutte le supefici mobili per poterle mettere in posizione “riposo”. Addirittura ho tagliato gli alettoni dalla fusoliera, operazione che non consiglio a nessuno a causa dell’ulteriore fragilità che acquisterà il modello una volta ultimato. Una volta separate e carteggiato dove c’erano residui di lavorazione sono passato all’abitacolo, o meglio a quello che sulla carta lo dovrebbe rappresentare.

Da questo punto in poi capirete perchè ho impiegato più di 6 mesi per costruire il mio aereo, si un po’ è per la mia pigrizia cronica, un po’ per la mole di lavoro che mi sono caricato sulle spalle durante il mio poco tempo libero. L’abitacolo inizia con la verniciatura della parte dove andrà alloggiato il sedile e posizionate le decal insieme alla cloche, parte che ho lasciato standard perchè dato che rimane quasi invisibile una volta chiuso il modello. Non è stato così per il pseudo sedile eiettabile che forniva il kit. Due miseri pezzetti di plastica erano li a rappresentare un sedile Martin Baker, ma questo è giustificato dal fatto che dalle istruzioni era previsto anche il posizionamento su di esso di un figurino che ne avrebbe coperto i dettagli. Ho preso così la mia banca di pezzetti avanzati, stucco e striscette di carta di alluminio ed ho ricostruito al meglio il componente….nelle foto seguenti ve lo mostro passo passo…

sedile originale…

…qui ho ricostruito con lo stucco i cuscini e con plastica le rotaie per l’eiezione, le cinture sono realizzate, udite udite con la bustina delle cialde per la macchinetta del caffè….

…questo è il prodotto finito, non sarà come un sedile in resina ma il mio scopo era quello di ottenere il massimo dal mio primo superdettaglio senza ricorrere a nulla preso in negozio e poi non dimentichiamoci che è alto si e no un centimetro e mezzo questo sedile quindi i dettagli dal vero non sono così evidenti come da foto…

Un’altro dettaglio che ho voluto realizzare da zero è il radome, lo stesso costruito con residui di una bomba di un Hellcat in 1/48 e due o tre pezzi avanzati da un F.104, il tutto condito dall’immancabile filo di ferro a rappresentare i vari collegamenti elettrici…qui sotto ci sono le varie fasi realizzative… lo stesso per la porzione di cono che rimane in fusoliera dove sonno alloggiate le armi l’ho costruita limando e tagliando il cono di un altro kit ed incidendo i fori con un ago scaldato…il ritocco e la verniciatura sono fatti a pennello dopo un primer grigio ad aerografo…

E’ il momento di parlare di un dettaglio dove ho commesso una piccola imprecisione…il vano avionica dietro al sedile…andava fatto un buco e l’avionica posizionata intorno ad esso mentre io non ho aperto questo vano…cmq una volta posizionato il canopy quasi nulla resta alla vista dei nostri occhi indagatori…

Per quanto riguarda i carrelli e i loro vani di alloggiamento ho naturalmente dettagliato il tutto con le tubazioni idrauliche ed i fili elettrici, del caso…

Il fondo è in bianco opaco sia per i vani che per gli sportelli mentre la sporcatura è data da un lavaggio di acrilico grigio scuro per far risaltare i contorni e le profondità, le tubazioni sono dipinte lo stesso in dark grey tamiya…

Il dettaglio del vano dell’aerofreno sicuramente è un particolare che poteva essere anche tralasciato dato che nel modello era già presente, invece io già che c’ero ho riscostruito lo stesso meccanismo radendo al suolo ciò che c’era prima. Ovviamente cercando di migliorarlo. Ce l’avrò fatta?

Il lavaggio all’interno del vano è fatto stavolta con del nero, così come ho coloraro i collegamenti elettrici, ho dato un po di vivacità alle varie scatoline presenti con dei tocchi di colore ispirandomi ad altri F18 visti in rete.

Il vero punto delicato di questo modello è stato realizzare il meccanismo di apertura/chiusura delle ali sul quale mi sono bloccato un bel po’ di tempo… dopo dei giorni ho trovato in un negozio di bricolage delle perline forate di forma cilindrica che avrebbero fatto al caso mio…poi con del sottile filo di ferro ho realizzato le cerniere…

i fili di ferro una volta incollati vanno ripiegati e tagliati….

Ecco invece le varie fasi di verniciatura e montaggio seguenti…

La verniciatura come al solito è realizzata con grigio 14 molak come primer, seguita da un pre-shading abbastanza pesante con del nero, mentre la pannellatura è fatta con un pastello a punta fine…le decal sono quelle da scatola fissate con del trasparente opaco..

il modello montato, senza armamento pronto a ricevere le decal e ad essere finito.

La parte inferiore come vedete è stata armata al massimo, ho costruito le corsie di lancio per gli sparrow traformando quelle di un mio vecchio starfighter, i missili li ho lasciati verniciati solo con il grigio dato che non penso che la vernicie di questi ultimi sia così facile da rovinare….ultimo dettaglio la scaletta, è quella presente nel kit che ho provveduto a verniciare ed incollare solamente…

Spero che il mio Hornet vi piaccia, o almeno che abbia destato la vostra attenzione, mi raccomando se avete delle critiche, fatele mi serviranno per migliorare….anche se quello che ottenuto da questa scatola mi soddisfa abbastanza….che faticaccia quest’aereo!!!! Alla prossima realizzazione!!!! CoB…

 

 

 

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Published by aleg85 on 26 Giu 2008

Mercedes C-Class DTM “Tabac-Original/Sonax” - dal Kit Tamiya in scala 1/24.


Ecco la mia ultima realizzazzione! Dato che scrivere un’articolo di nuovo sarebbe una tautologia inutile (si veda l’articolo “La signora in giallo” sempre nella categoria auto), mi limiterò qui a dire due note più che altro di argomento coloristico. Il telaio e la struttura interna si dipingono in blu (ho usato un blu Vallejo), mentre per tutti gl ialtri dettagli ho usato acrilici Tamiya e smalti Humbrol (ormai uso solo acrilici, ma come nero semi-lucido, lo smalto Humbrol 85 resta a mio modo imbattiible!)

E veniamo al problema spinoso del nostro montaggio, ovvero la pittura della carrozzeria. L’auto si presenta in un elegante monocromo verde metallizzato molto scuro, per realizzare il quale la Tamiya popone un miscuglio dei suoi acrilici. Non avendo voglia di realizzare tale miscuglio, mi sono procurato un “Verde Mirto” della linea Spraycolor, che sono tinte originali per automobili, che a mio modo cattura abbastanza bene il verde dell’auto originale.

Il problema sta tutto nel fatto che questo colore è cangiante a seconda dellla luce e in alcune foto e filmati in mio possesso esso variava dal nero, al verde bottiglia, fino ad arrivare al blu i ncerte inqaudrature! Come detto, questo verde m isembrava il compromesso migliore! Sta a voi giudicare il risultato!

Altre immagini le potete trovare nel forum di questo stesso sito. Quanto a me, sono già al lavoro su un’altra 155, la vettura gemella a quella presentata su queste pagine (si veda l’articolo “Un sogno italiano” presente sempre nelal categoria automobili) che spero di rpesentare al più presto su queste pagine. E poi altre scatole di questa meravigliosa serie del DTM giacciono nel magazzino in attesa di ricevere le mie cure, anche se c’è sempre una domanda che mi ronza in testa: ma gli aerei, mi ricorderò ancora come si fanno?
Basta avere pazienza e su queste pagine risponderò anche a questo quesito…
buon modellismo
Ale85

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Published by Pitchup on 26 Giu 2008

Mirage 2000 C - dal kit ESCI in scala 1/48.

dx1

Devo ammettere che la scatola ESCI dedicata al Mirage 2000 C giaceva da tempo immemorabile nell’ “armadio degli scheletri” che ogni modellista ha sicuramente a casa propria. Come al solito è bastata un occasione, che per il sottoscritto è stata quella di mettere le mani su svariate annate della rivista francese Air Fan, ed ecco che casualmente sul nr.70 datato agosto 1984 spuntano le foto della consegna, avvenuta nel luglio ’84, dei primi esemplari operativi del Mirage 2000 all’ E.C. 1 / 2 “Cicognes” a Dijon-Longvic. E nelle foto eccolo qua, l’esemplare con numeri 2-EL proposto dalla scatola ESCI. Che cosa aspettiamo allora? Tiro fuori da una pila la scatola (il modellista secondo me accumula e monta modelli sempre con il criterio LIFO cioè l’l’ultimo comprato è sempre il primo ad essere finito con buona pace dei vecchi acquisti!!!) e …. Accidenti che belle pannellature incise non me ne ricordavo. Effettivamente la ESCI nell’ultimo periodo di vita aveva tirato fuori degli stampi con incisioni molto fini come nell’F100 1/72 riedito dall’Italeri e dalla Revell alcuni anni fa. 

 

pianta

 

 

Ovviamente il primo sguardo va al cockpit ed al sedile. Quest’ultimo nella scatola è, o almeno dovrebbe essere, un Martin Baker MK10. I casi sono 2 o lo buttate via oppure, come ha fatto il sottoscritto, plasticard, imbottiture in nastro telato, profili Evergreen, strisce di stagnola e passa la paura. Il cruscotto è liscio per permettere l’uso di una decal per gli strumenti ma io, al solito, ho verniciato e rifatto tutti i quadranti per conto mio usando cornici e spessori in plasticard per le consolles. La fortuna dei cruscotti moderni è quella che per la maggiore ci sono schermi HDD multifunzionali facili da riprodurre e pochi “orologi” (inserire foto ”lavori”). Fatto ciò un bel pesino in punta e si possono incollare le semifusoliere e le ali. Ed ecco prorompere la bellissima pianta a delta tipica dei “figli” di Marcel Dassault. Altro intervento necessario è il rifacimento dello sfogo d’aria sulla parte superiore della fusoliera si eliminerà, pertanto, la grossolana gobba e con due triangoli ed un rettangolo di plasticard fino si riprodurrà il particolare fatto che gioverà molto al risultato finale (inserire foto airscoop). Inoltre mancano sul raccordo ala-fusoliera due (uno per parte) sfoghi per l’aria. Io sono partito da un vecchio serbatoio e col metodo del taglia e sagoma le ho riprodotte. Già che c’ero ho preso le misure per due “tappi” per le prese d’aria per il semplice fatto che visto che saranno di colore rosso gioveranno molto alla “coloristica” del velivolo. Inoltre sempre nella zona prese d’aria-fusoliera anteriore ho aggiunto due listelletti di plasticard. Passiamo al cono di scarico. Qui ho avuto un po’ di fortuna. Ho notato che lo scarico di un F104 1/48 Hasegawa (il J79 a 17 petali per la versione ”S”, infatti la scatola contiene entrambi gli scarichi sia per il “G” che per l’ “S”) si infilava perfettamente nello scarico del Mirage rendendolo difatto più “complicato”. Poi ho aggiunto un tubolare di canalina per cavi del diametro adatto (nei negozi per faidatè si trovano le cose più impensabili da poter usare) in plastica per simulare la profondità e alla fine il pezzo rappresentante la turboventola. Detto ciò il modello è praticamente montato si deve solo stuccare/scartavetrare dove serve come (purtroppo) sempre. Il carrello anteriore è semplificato si dovranno riprodurre cavi e fascette ed inoltre modificare i due fari molto evidenti. Quello posteriore abbisognerà solo di cavetti freni. Con plasticard sottile ho riprodotto le placche per le luci di formazione a bassa visibilità presenti in fusoliera e coda.  Avrete notato che non uso set di dettaglio o fotoincisioni. Beh è una filosofia tutta mia ma mi diverto più così.

 

 

montaggio

lavori

 

Fatto questo passiamo finalmente alla verniciatura. Qui si entra in un mondo fatto di pigmenti e reazioni all’ultravioletto dove tutti i codici FS fanno un po’ acqua da tutte le parti. Il Mirage 2000 è infatti un classico esempio (come l’F15) dell’uso di vernici cosiddette “camaleonte” nel senso che reagiscono in modo diverso alla quantità di ultravioletti da cui vengono colpite. Ecco perché le due tonalità di grigio del Mirage a volte daranno molto sul “grigio / celeste” in caso di giornata assolata, mentre in una giornata plumbea daranno più sul “celeste / blu”. Che fare?

 

sx

Ora, i colori sono codificati come Light ghost gray (fs 36375) e Intermediate blue (fs35450). Per il primo non ci sono problemi perché esiste in tutte le salse. Per il secondo invece c’è un po’ da ragionarci. Come ho detto è un colore che reagisce diversamente all’impatto dei raggi solari ed allora perché non scegliere noi la tonalità che più ci aggrada? I fanatici dl Federal standard storceranno sicuramente il naso! Io personalmente ho preso tutte le foto in mio possesso ed ho preferito la tonalità “giornata calda e senza nuvole” quindi grigio FS36375 e un celeste uscito fuori da un miscuglio di bianco, FS36375 e un celeste tutti della gamma Tamiya acrilici (io uso esclusivamente Tamiya o Gunze acrilici diluiti in alcool rosa). Le proporzioni??? Ehmm.. Boh??? Ammetto che sono andato ad occhio fino a che la tonalità non mi sembrava giusta e ne ho preparato un barattolo.

 

preshading

preshding 1

Per la verniciatura la prima cosa da fare è una bella passata generale di FS36375 che farà sia da primer che da colore base. Fatto ciò io procedo con sottolineare, sempre ad aerografo, le linee di struttura con il NATO black Tamiya  poi, con il bianco, schiarisco il centro di ogni pannello dove penso che la luce batta di più (inserire foto “preshading”). Poi una nuova passata di FS36375 per smorzare i toni ma senza esagerare se l’effetto linea di struttura si nota ancora, tanto lavaggi e vernici trasparenti smorzano ulteriormente l’effetto. Un consiglio: prima di dare una passata ulteriore di vernice, specie se, come il sottoscritto, lavorate la sera con luce artificiale picchiatevi, frustatevi, crocifiggetevi ma ASPETTATE la luce del giorno prima di darla perché le cose cambiano di molto. Un modello con pesante effetto a “strisce” la sera prima, il giorno dopo, al sole, può sembrare invece uniformissimo!

Detto questo, mascherato il grigio di base, possiamo dare il secondo colore (quello che abbiamo preparato) ed anche qui trattarlo con i medesimi effetti di schiaritura e sottolineatura dei pannelli.

preshading 2

preshding 3

A questo punto un mio amico di Forum mi ha fatto notare una cosa inviandomi una foto in controluce di un Mirage 2000: il bordino di contatto tra il 2° colore della mimetica e il grigio FS36375 sembrerebbe di una tonalità più scura. In realtà, mi ha spiegato, ciò è solo un illusione ottica creata dal modo differente di riflettersi della luce e dovuto, semplicemente, al fatto che il bordo del colore scuro, e solo quello, è opaco mentre il resto dell’aereo è tutto semilucido. Io allora ho riprodotto tale effetto semplicemente rifacendomi all’illusione ottica spruzzando il 2° colore scurito con un po’ di blu. Il radome di questi primi esemplari consegnati era completamente nero e solo successivamente venne riverniciato di grigio per uniformarlo al resto dell’aereo. Ora una bella passata di cera Future, per lucidare, e poi un bel lavaggio con colori ad olio Terra di Siena e Nero nei pannelli per sottolinearli e dare un po’ di “vissuto” al nostro bell’aeroplano. Anche un po’ di gessetti sfumati non guasteranno, ricordandoci però sempre che il Mirage nel lontano 1984 non era ancora il veterano di 1000 battaglie (dovrà aspettare la Desert storm 1991 e la guerra dei Balcani nel 1999). Mettiamo le decals e poi due Super Matra  sotto le ali per renderlo un po’ più guerriero ed il nostro lavoro è terminato. Che dire ora? La soddisfazione è stata l’avere completato un modello che giaceva sepolto da quasi 20 anni, nonchè avere riprodotto un soggetto un po’ bistrattato dai modellisti (anche francesi). Inoltre il Mirage 2000 l’ho visto esibirsi a Grosseto nel lontano 1999 dove fece un esibizione impeccabile e tiratissima, mai sotto i 5G con punte di 9!!! L’unica sua sfortuna e che se ne accorsero in pochi perché prima di lui si era esibito un F18 che è grande, potente e rumoroso il doppio impressionando tutti per questo!

 

Saluti e buon modellismo a tutti.

Massimo De Luca.

 

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